Massimiliano Iervolino: "La Bonino candidata? Nessuno ci ha avvertito"

Massimiliano Iervolino, segretario uscente dei Radicali di Roma e membro
della direzione nazionale del Partito, spiega a Roma Today le prospettive
di alleanza per il suo partito per le prossime elezioni regionali nel
Lazio
di Francesca Ragno - 18/11/2009

Massimiliano Iervolino è il segretario uscente dei Radicali di Roma e
membro della direzione nazionale del suo partito. A Roma Today ha
descritto le possibili alleanze dei Radicali per le prossime elezioni
regionali nel mese di marzo e ragionando sui possibili candidati tra cui
spiccano i nomi di Emma Bonino, per cui il partito radicale non è stato
avvertito di una possibile candidatura, e Nicola Zingaretti, a cui si
raccomanda di non commettere gli errori fatti per il comune di Roma.

Il congresso dei radicali dello scorso fine settimana in tema di elezioni
regionali si è concluso con l'auspicio di un'alleanza con i verdi, i
riformisti e i socialisti: è in vista la formazione di un cartello
elettorale come fu per la rosa nel pugno?

La Rosa nel Pugno non era un cartello elettorale, ma come scrissero
autorevoli quotidiani. Fu l’unica novità politica del 2006 che aveva come
riferimento quattro sinonimi: laico, radicale, socialista e liberale. Era
al 100% un progetto politico. Per venire ad oggi, ed alle prossime
regionali, stiamo lavorando per un’alleanza con i verdi e con i
socialisti, che, ognuno con il proprio simbolo, potrà vedere la
presentazione i partiti o in una coalizione terza o in quella del Pd. 
Sicuramente è nostra intenzione continuare a dialogare con il Partito
Democratico, ma nei nostri confronti devono assolutamente cambiare
atteggiamento altrimenti vedo difficile stringere accordi politici.
Abbiamo subito troppi veti da loro, voglio ricordare che sono gli stessi
che per le regionali del 2005 non ci fecero presentare il nome di Luca
Coscioni nel simbolo elettorale, non permisero a Marco Pannella di
concorrere alle primarie per la carica di segretario del Pd e durante le
ultime politiche non ci hanno permesso di apparentarci  con il nostro
simbolo mentre diedero la possibilità di farlo all’IDV promuovendo questi
ultimi come interlocutori privilegiati, con i risultati che sono sotto gli
occhi di tutti, compreso il mancato rispetto della parola data in merito
alla confluenza degli uomini di Di Pietro all’interno dei gruppi
parlamentari del Pd. Ma per tornare ad oggi noi chiediamo al Partito
Democratico un accordo sulla questione morale, come questione pienamente
politica e non esclusivamente giudiziaria, partendo da due punti:
l’anagrafe pubblica degli eletti a tutti i livelli e l’abolizione delle
nomine politiche nella sanità.

Emma Bonino è uno dei nomi più gettonati come candidato presidente nel
Lazio: si presenterà alle primarie che il nuovo segretario PD Mazzoli ha
annunciato di voler fare?

Anche qui sempre lo stesso problema di metodo: più di qualche autorevole
dirigente dei Democratici ha fatto il nome di Emma come candidata alla
presidenza della Regione Lazio. Peccato però che nessuno abbia avvertito
né la Bonino né la dirigenza radicale. Ma le dirò di più: dopo il caso
Marrazzo, nel Lazio sono in estrema difficoltà e quindi cercano la Bonino
perché sanno che è donna capacissima e persona molto amata. Peccato che
vogliono i radicali solo dove gli fanno comodo. Qualora si dovesse
chiudere un accordo lo si farà sicuramente a livello nazionale e per tutte
e tredici le regioni, non siamo per la politica dei due forni. Per quanto
riguarda Mazzoli, vorrei dire che, prima delle primarie, ho avuto un
confronto con lui a Radio Radicale, auspico che nei prossimi giorni ci
possa essere un contatto tra di noi in modo da riflettere insieme su
quello che è accaduto in questi anni nella nostra regione e sui
cambiamenti radicali che noi proponiamo.

Se Emma Bonino dovesse vincere le primarie in un centro-sinistra in cui ci
sia la presenza dell'UDC, i radicali sono pronti in ogni caso ad accettare
la candidatura?

Dubito che la Bonino correrà per le primarie di coalizione, anche perché,
per i motivi detti sopra, noi di questa ancora non ne facciamo parte. Per
quanto riguarda l’UDC le posso rispondere tenendo bene in mente la nostra
storia, noi i veti li abbiamo sempre subiti e mai imposti. Ma qualcosa
sulle probabili primarie di coalizione in Regione Lazio mi urge dirla.
Oggi allo stato attuale è pensabile concorrere a presidente senza scendere
a patti (illeciti!) con i signori della sanità privata, con il signore di
Malagrotta e con i palazzinari romani? A mio avviso no. Non ne faccio un
problema di lobby, anche perché il sottoscritto essendo una persona
politicamente affascinata alle istituzioni anglosassoni non potrebbe
essere contrario dal loro influenza, ma la differenza tra il nostro Paese
e l’America è enorme. Qui i finanziamenti delle lobby verso la politica
sono illeciti e sottobanco mentre negli Stati Uniti tutto è trasparente e
dichiarato nei bilanci dei candidati e dei partiti. Tornando al Lazio la
politica permette a questi “potenti” di fare i comodi loro nella piena
illegalità, infatti non rispettano le leggi e i regolamenti che si sono
dati e pretendono che il cittadino comune lo faccia.

In caso di mancata coalizione con il centro-sinistra quali sarebbero le
prospettive dei radicali? Correre da soli  o magari non si può escludere
un vostro riavvicinamento alle posizioni del centrodestra?

Le prospettive possono essere due, o concorrere, ognuno con il proprio
simbolo, con  i socialisti e i verdi attraverso un candidato Governatore
alternativo a quello dei due blocchi o tutti nel centro sinistra
appoggiando il loro nome. Oggi siamo lontani anni luce dalle posizione di
questo centro destra, ma seguiamo con interesse il percorso politico di
Fini, in questa direzione spero che loro candidino la Polverini, donna di
qualità e di indubbio spessore, ma la destra romana non lo permetterà. Per
quanto riguarda la nostra collocazione la questione morale sarà
fondamentale.

Un altro nome molto gettonato per la candidatura alla presidenza del Lazio
è quello di Nicola Zingaretti. Come vedete una sua possibile candidatura?
Sarebbe rischioso votare sia per la provincia che per la regione?

Ho molto rispetto per Zingaretti, è uno dei pochi del Pd che guarda e
lavora per un accordo pieno con i radicali, ma detto questo consiglierei a
Nicola di non prestarsi a questo enorme errore. Si vede che ai Democratici
la “lezione” Rutelli candidato, e sconfitto, al Comune di Roma non è
bastata. Errare è umano ma perseverare è diabolico!




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