PROPOSTA POLITICO/ ORGANIZZATIVA PER IL CONGRESSO DELL’ASSOCIAZIONE
RADICALI ROMA DEL 12 E 13 DICEMBRE

Di Massimiliano Iervolino

Durante la riunione di ieri ho tentato di fare una proposta alla dirigenza
e ai compagni dell’associazione in merito all’organizzazione POLITICA del
nostro prossimo congresso che si terrà sabato 12 e domenica 13 dicembre.
Purtroppo, sia per questioni di tempo, sia per questioni personali, non
sono riuscito ad essere così chiaro nella mia esposizione, proprio per
questo ho deciso di scrivere questo documento che spero possa essere utile
al dibattito in vista dell’oramai imminente congresso romano.
Per meglio chiarire il mio pensiero citerò delle persone, collegate a dei
fatti, facendo riferimento a degli articoli di giornale, a dei comunicati
stampa, a dei documenti on-line, a delle trasmissioni televisive ecc.
ecc….
Parto dalla mozione congressuale prendendo tre piccoli passaggi….

RIVOLTA! GANDHIANA, SOCIALE, POLITICA, MORALE.
VIII CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
[..]Il Congresso denuncia l’ulteriore aggravarsi delle condizioni di
sostanziale non democraticità del regime italiano, a partire dalla
sottrazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare e dalla
generale e sistematica violazione della legalità che caratterizza la vita
pubblica e istituzionale del paese. [..]
[..]E’ un fatto significativo e di grande rilievo che, in un tale
contesto, abbiano portato la loro voce al congresso nuove e importanti
realtà sociali.
[..] Il Congresso ritiene che qualsiasi ipotesi di alleanza o di
coalizione alle prossime elezioni regionali è subordinata alla capacità
del movimento radicale nel suo complesso di raccogliere le firme
necessarie, regione per regione, provincia per provincia, per la
presentazione delle liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni
regionali: un compito che non sarà possibile senza che una vasta massa di
cittadini, finora inattivi di fronte allo sfascio della democrazia,
annunci da subito la disponibilità a firmare. [..]

Considerando che l’associazione Radicali Roma fa parte a pieno titolo di
quelle riconosciute da Radicali Italiani e visto che durante gli ultimi
anni nel Lazio, e a Roma, l’illegalità istituzionale, politica e civica
continua ad essere dilagante, qui sotto riporto testimonianze di alcune
persone che, su problematiche diverse, hanno denunciato lo stato di
degrado del nostro territorio e delle nostre istituzioni. Propongo che le
persone di seguito citate (con il nome e cognome in maiuscolo) vengano
invitate al nostro congresso con diritto di parola e di testimonianza 
dopo la relazione del segretario Demetrio Bacaro. Mi scuso per l’estrema
lunghezza di questo documento, ma la situazione attuale e gli imminenti
impegni da portare avanti lo richiede.

1) VIA MASTRIGLI
Comunicato stampa di venerdì 20 novembre 2009
COMITATO CITTADINI VILLAGGIO CRONISTI: Il 28 settembre la ASL RM E ha
formalizzato la richiesta di sgomberare immediatamente e non oltre 10
giorni la prima delle tre palazzine del residence di Via Mastrigli perchè
pericolosa ed illegale. A 53 giorni dalla emissione del provvedimento da
parte della ASL, il Sindaco Alemanno non sembra interessato a volere
mettere in salvo la vita di decine di famiglie, di donne e di bambini che
soravvivono tra muffe, fili elettrici scoperti e bombole del gas. Il
mancato sgombero del residence di Via Mastrigli, nonostante l’ordinanza
della ASL del 28/09/09  equivale ad una CONDANNA A MORTE con data da
fissarsi per le famiglie che ci vivono dentro. ESIGIAMO che FABIO DE LILLO
emetta IMMEDIATAMENTE la ordinanza di rimozione del parcheggio e, in caso,
faccia intervenire direttamente l’AMA per bonificare l’Insugherata. NON
VOGLIAMO MORTI BRUCIATI AL RESIDENCE MASTRIGLI !!!

2) RIFIUTI

PUNTATA DI REPORT “L’ORO DI ROMA” DEL 23/11/2008

[..] Processo a Francesco Rando (gestore di Malagrotta), accusato di aver
smaltito senza autorizzazione il percolato ed i fanghi dell’Acea
mischiandoli con della calce dando vita ad un rifiuto pericoloso
depositato in discarica. Rando è anche accusato di aver smaltito i fanghi
dell’Acea senza averli analizzati ed eventualmente trattati. In questo
processo il wwf è parte civile, invece nessun ente locale (regione,
provincia e comune) si è proposto come parte civile. Li sostituisca il wwf
con l’avvocatessa VANESSA RANIERI Il 3 novembre 2008 c’è stata la sentenza
di primo grado che ha condannato Rando ad 1 anno di carcere e 15.000 di
multa.

SALVATORE DAMANTE (ricercatore ambientale) fa dei rilevamenti nell’aria di
malagrotta con uno strumento che campiona nell’aria Pm10, Pm7, Pm 2.5 e
Pm1 (polveri sottili)
Incrocio via della Pisana e via Malagrotta:
Pm10: 400 mg/m3   otto volte superiore al livello di legge
Pm2,5: 37 mg/ m3     una volta e mezza sopra il livello di legge
Più è piccola la granulometria e più è pericolosa per i polmoni.

L’unica centralina in funzione istallata a marzo del 2006, nel periodo di
rilevamento 13 giugno al 30 settembre 2008 ha certificato solo due
superamenti del limite di Pm10 nell’aria. I cittadini dicono che è
posizionata male perché sta a più di 1 km dagli impianti a rischio.
MAURIZIO MELANDRI (Comitato Malagrotta): una centralina fissa costa
250.000-300.000 euro. Il comune spende due milioni di euro per far pagare
di meno la tassa sui rifiuti ai cittadini di Malagrotta, l’equivalente di
7-8 centraline.

Confronto tra Berlino e Roma. Berlino: 3.400.000 abitanti + 1 milione tra
pendolari ed extra comunitari. Roma: 2.800.000 abitanti + 1 milione tra
pendolari ed extra comunitari. A Berlino esiste la municipalizzata BSR che
gestisce la differenziata e l’inceneritore. Hanno i bidoni sottocasa e non
per strada, oltre a quello per l’indifferenziata ci sono quelli per: la
carta, la plastica, il vetro scuro, il vetro chiaro e l’umido. Si porterà
all’inceneritore solo il rifiuto che non è differenziato.
Berlino: indifferenziata pro capite: anno 2000 354 Kg l’anno, anno 2008
260 kg l’anno
Roma: : indifferenziata pro capite: anno 2000 420 kg l’anno, anno 2008 450
kg l’anno
A berlino non ci sono più discariche. Insegnano dall’asilo a fare la
raccolta differenziata.
I berlinesi hanno una tariffa legata ai rifiuti effettivamente prodotti in
gergo si chiama tariffa puntuale, mentre i romani pagano una tariffa
parametrica cioè in base ai m2 dell’appartamento e al numero dei
componenti delle famiglie, a Berlino la differenziata è al 41%.
Come funziona la raccolta differenziata a Roma?
Giancarlo Longhi (direttore generale Conai)
Abbastanza male, ci troviamo con delle rese abbastanza basse, plastica 4
kg ad abitante mentre dovremmo essere a 12 kg, la carta siamo abbastanza
vicini alle punte di eccellenza infatti siamo a 40 kg per abitante,
acciaio 1 kg per abitante ma dovrebbe essere almeno il doppio, il vetro è
a 6 kg per abitante invece secondo le stime dovremmo essere a 40 kg per
abitante.
Qual è la causa?
E’ il modello di raccolta che è stato scelto a Roma. Il modello del
cassetto multimateriale, che mette insieme plastica, metalli e vetro.
Singolarmente viene raccolta solo la carta e c’è il cassonetto verde per
l’indifferenziata.
Perché il cassonetto multimateriale non funziona?
Perché con questa logica del mettere tutto insieme, ci sono materiali che
hanno peso specifico diverso, la plastica 30 kg/m3 il vetro 250 kg/m3 a
questo punto per poterli trasportare devo pressare il materiale cioè rompo
il vetro lo riduco in granelli e questo non è più possibile riciclarlo.
Vetro da riciclare sporco di plastica e plastica da riciclare sporca di
vetro. Gli scarti di questa operazione vanno dal 50 all’80% e vanno a
finire tutti in discarica. A roma si è sperimentato in tre quartieri il
porta a porta (cioè condominio per condominio) purtroppo c’è il bidone
multimateriale ma i risultati sono stati eccezionali, più del 60% dei
rifiuti è stato differenziato.
Nel 2002 una commissione formata da esperti del settore nominata
dall’allora sindaco veltroni, scriveva che l’obiettivo del 50% di
differenziata poteva essere raggiunto entro il 2005, ma solo superando il
modello dei grandi contenitori in sede stradale (multimateriale) e passare
a quelli condominiali e di prossimità.

MICHELE BALDI (ex capogruppo an al comune di roma) ritiene che il
fallimento della raccolta differenziata abbia un origine precisa che si
chiama CTR. BALDI: Consorzio CTR (consorzio trattamento rifiuti) fatto
dall’allora presidente dell’Ama Mario Di Carlo, 50% Ama+ 50% Colari
(Cerroni) che poi cambia in 51% Ama+ 49% Colari (Cerroni).
L’amministratore delegato era sempre Cerroni e con il 51% di pubblico si
potevano raggirare le gare pubbliche, quelle per i cassonetti e per i
compattatori. Di Carlo affidava la raccolta differenziata di Roma al
proprietario della discarica e furono proprio in quegli anni che si prese
la decisione dei cassonetti multimateriale. Presentai un emendamento in
consiglio comunale per l’incompatibilità di cerroni nel CTR, l’emendamento
passo per un soffio ma non è cambiato nulla:
nel momento che si è deciso di fare un gassificatore mi sono battuto per
farlo in sito pubblico a gestione pubblica, invece si è fatto in un sito
provato a gestione privata.

PUNTATA DI REPORT “L’ORO DI ROMA II parte” del 11/10/2009

VANESSA RANIERI (Avvocato presidente del wwf lazio)
DANIELE CASTRI (avvocato comitato contro l’inceneritore di Albano): I
direttori generali dell’Asl Roma H. il dott. Messinano e Cicogna, hanno
ribadito un no al progetto del gassificatore di Albano per la criticità
dell’aria di quella cittadina, c’è uno studio epidemiologico del 2006 che
dimostra come alcune malattie sono qui superiori alla media, dovute alla
presenza di un trittico viario (appia, ardeatina, nettunense) che genere
già una situazione critica per il comune di albano.Nel giugno la regione
incontra i cittadini e dichiara di esser pronta a discutere del progetto,
ma il 13 agosto senza avvertire i cittadini gli uffici regionali concedono
l’autorizzazione integrata ambientale per il gassificatore.
Colleferro
A marzo la procura di Velletri fa arrestare 13 persone e indagare 25 tutti
esponenti del consorzio GAIA che gestisce il termovalorizzatore di
colleferro, nell’impianto doveva essere bruciato CDR invece venivano
carbonizzati rifiuti pericolosi. REATI: presunte manomissioni al sistema
informatico (emissioni più elevate rispetto a quelle che apparivano,
falsificazione delle analisi cha avrebbero attribuito codici di
qualificazione del rifiuto (CER)  diversi rispetto a quello che avrebbero
dovuto indicare.

PINO PROIETTI (Rete tutela valle del sacco) Veniva bruciato di tutto,
copertoni, parti delle macchine, interni, cruscotti….

PIERO BASSO (ex capoturno GAIAGEST colleferro)
Sospeso dal servizio perché ha denunciato ai NOE l’illegalità
dell’impianto di Colleferro (cdr sospetto con rifiuti pericolosi), tra le
motivazioni della sua sospensione c’è anche quella di aver collaborato con
la giustizia. L’illegalità nell’impianto è andata avanti dal 2002 e per 7
anni l’ARPA ha fatto finta di nulla, il cdr sospetto è partito da tutta
Italia e anche da Malagrotta. [..]

3) MALATI DI SLA

Malata di Sla abbandonata: vive con l'ossigeno vicino al gas. Da
corriere.it del 21 ottobre 2009
OSTIA (Roma) - Un altro caso di vita ai margini della civiltà: abbandono
totale, questo reso noto prima di essere conosciuto attraverso una
tragedia ormai compiuta, come successo al bambino capoverdiano a Napoli,
morto per le esalazioni di un braciere in una casa senza elettricità, e
senza senso. Qui i protagonisti non sono immigrati: tutti italiani, in
cinque - una donna gravemente malata di Sla, la figlia, il genero e due
ragazzini - in un alloggio popolare di nemmeno 50 metri quadrati e senza
la possibilità che la donna malata possa essere spostata perché l'ambiente
è angusto, tanto che è su un letto con la bombola d'ossigeno a ridosso dei
fornelli a gas della cucina, con tutti i pericoli che ne conseguono. La
denuncia dello stato di abbandono e di incuria in cui versa la malata di
SLA arriva con una nota dell'associazione '"Viva la Vita Onlus".

«PER GLI AIUTI DOBBIAMO ATTENDERE» - «Abbiamo richiesto un nuovo alloggio
e un aiuto dai servizi sociali e la risposta è stata di attendere qualche
anno... io sono ai limiti del crollo», dice ALESSANDRA, la figlia di Maria
Di Marcantonio, la sessantenne affetta da SLA. A meno di un anno dalla
diagnosi, la signora è già immobile nel suo letto con l'ossigeno e nutrita
per via artificiale. E' la figlia che gestisce anche l'alimentazione
forzata della donna, con l'aiuto di un infermiere che passa da casa per
cinque minuti al giorno. Non ha la carrozzina elettrica perché inutile -
riferisce ancora l'associazione -, non riuscirebbe comunque a passare
nelle altre stanze ed il bagno per lei è totalmente inaccessibile. Riesce
ancora a parlare ma il suo eloquio è divenuto incomprensibile e quando
anche la parola l'abbandonerà del tutto la sua mente sarà totalmente
prigioniera in un corpo immobile. Questo l'accorato appello della figlia
Alessandra: «Sono ai limiti delle forze e prossima al crollo psico-fisico.
Se non cambierà nulla non so cosa accadrà... oltre alla fisioterapia e ad
un accesso al giorno di pochi minuti di un'infermiera non abbiamo nulla.
Io oramai sono bloccata in casa ad assistere mia madre, non posso
allontanarmi neanche un minuto e le notti sono pressoché in bianco.
Viviamo con lo stipendio di mio marito che non ci consente, assolutamente,
di permetterci una badante. Una mano me la danno i miei figli ma sono
minorenni e non posso far pesare su di loro un'assistenza così gravosa».
«L'anno scorso ho richiesto un nuovo alloggio popolare più grande, almeno
adeguato alla condizione di mia madre, non ho ancora ricevuto risposte. La
buona notizia è che a gennaio del 2009 i servizi sociali del Comune hanno
accettato la domanda per l'assistenza, ma mi hanno prospettato attese che
possono arrivare fino a 3 anni...».

LA DENUNCIA: «UN CASO DI SLA NON DEVE ESSERE ABBANDONATO» - Per MAURO
PICHEZZI, presidente dell'associazione Viva la Vita Onlus che riunisce
familiari e malati di SLA, «è gravissimo che un caso di SLA in fase
avanzata non sia seguito da nessun centro ospedaliero qualificato, ma è
ancor più drammatico che la signora sia letteralmente abbandonata a sè
stessa». A detta dell'avv. CHIARA MADIA, penalista di Viva la Vita Onlus,
«ci sono tutti gli estremi per configurare un reato di omissione di atti
d'ufficio nei confronti di chi sarebbe tenuto alla presa in carico della
signora, e siamo pronti a procedere per le vie legali».
La mia vita con la SLA di CLAUDIO SABELLI da Notizie Radicali del 23
novembre 2009
Claudio Sabelli, assieme a Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra,
malato di sclerosi laterale amiotrofica, il 7 novembre scorso ha impreso
uno sciopero della fame per denunciare così di essere costretti a vivere
una situazione al limite della disperazione, senza aiuti economici
adeguati e l’assistenza di cui hanno pur diritto. In seguito a ciò, Maria
Antonietta Farina Coscioni e altre 400 persone circa hanno deciso di
raccogliere “il testimone” e unirsi all’iniziativa.

I malati sono abbandonati. Poche regioni virtuose, tra cui il Lazio,
pensano a noi, trovando soluzioni sostenibili. Le regioni più ricche non
brillano, scaricando sulle famiglie tutto il peso della malattia. Alcuni
malati si lasciano morire per non gravare sui congiunti, veri atti d’amore
nel deserto assistenziale. Alcuni governatori liquidano questa gravissima
malattia con 500 euro, delegando alla famiglia il peso dell’assistenza
giorno e notte. Succede in Lombardia, in Veneto nemmeno quello. Io ricevo,
sul mio spazio nel sito di Viva la Vita (l’associazione che si occupa dei
malati di Sla), email disperate in cui c’è tutto il fallimento dello Stato
e del governo che non riesce nemmeno a tracciare delle linee guida.
Mancano i comunicatori, unico strumento utile a chi è privato del
linguaggio. Ci vuole uno sforzo immaginativo per capire le necessità di un
corpo immobile che ha perduto qualsiasi autonomia. Noi abbiamo perso
diritti, il pensiero comune ci vede solo come divoratori di risorse. I
nostri corpi vengono scambiati secondo logiche mercantili: infatti sono in
agguato cliniche e centri vogliosi di lucro. Noi siamo d’accordo sulle
cliniche, ma solo in funzione di hospice per brevi periodi, quando abbiamo
problemi o quando i nostri familiari hanno problemi, altrimenti vogliamo
stare a casa vicino ai nostri affetti, perché solo così la nostra sarà una
vita degna di essere vissuta. La nostra associazione Viva la Vita ha
avanzato proposte molto ragionevoli e sostenibili che hanno trovato
orecchie sorde. Questo governo è impegnato a occuparsi dei guai del
premier e segna la distanza con i problemi materiali dei cittadini.
Infatti il ministro Ferruccio Fazio in un recente incontro ha fatto
orecchie da mercante. E’ un classico. Ma noi siamo gente risoluta, per
spirito e per necessità, e continueremo a chiedere un’assistenza degna.
Per tutti.

4) ROM E SGOMBERI
Sgombero di via di Centocelle, la versione di Popica Onlus e degli altri
testimoni. Roma 13 novembre 2009
[..] «Lo sgombero è stata un’operazione mediatica – ha spiegato GIANLUCA
STADERINI – Chiamare “Casilino 700” un campo, come quello sgomberato
mercoledì a via di Centocelle, che non ha più quasi nulla in comune con
quello in passato noto appunto come “Casilino 700”, esprime la volontà di
creare confusione nell’opinione pubblica, inducendo le persone a collegare
lo stesso campo alle realtà e alle problematiche legate al simil-omonimo
campo “Casilino 900”». Una distorsione mediatica cui hanno contribuito i
resoconti dell’accaduto forniti dal Comune di Roma: «Ci hanno spiegato che
molti di coloro che ieri sono stati caricati sul pullman per il rimpatrio
hanno firmato un documento in cui affermavano di non accettare
l’accoglienza offerta dal Comune: ci dovrebbero spiegare cosa sia stato
fatto firmare a queste persone, dato che sono quasi tutte analfabete! Il
Comune ha parlato inoltre di “boicottaggio da parte di alcuni centri
sociali” del piano di accoglienza proposto, ma non è così. A formare il
cordone pacifico che ha cercato di fermare il pullman sono stati gli
operatori di associazioni che da tempo lavorano con quei rom e gli
insegnanti delle scuole che i loro figli frequentano, vedendo che sul quel
pullman c’erano mogli e bambini spaventate mentre i mariti erano stati
portati in Questura. Che dire poi del fatto che a quelle persone che sono
salite sul pullman era stato detto che sarebbero state rimpatriate, mentre
in realtà sono state poi portate presso un centro, separate dai figli o
dai loro mariti? Quelli che hanno capito in tempo, sono scappati pagandosi
da soli il biglietto per la Romania, comprese alcune donne con bambini i
cui mariti ora sono presso il CIE di Ponte Galeria. [..]
[..] A conferma delle parole di Staderini, che aveva anche illustrato le
attività svolte da Popica Onlus in sostegno dei rom di Centocelle, è
intervenuto un insegnante in servizio presso il plesso scolastico Iqbal
Masih frequentato dai bambini rom dell’insediamento: «Nonostante le
condizioni di indigenza, le madri portavano autonomamente a scuola i
propri figli ogni mattina – ha raccontato l’insegnante – quella dei giorni
scorsi è stata una vera e propria operazione di polizia. Senza preavviso
da parte delle autorità, ci siamo trovati a scuola con oltre 40 bambini
che non sapevano più che fine avessero fatto i loro genitori, tanto che un
insegnante alla fine ha accolto in casa sua uno dei bambini» [..]
[..] Secondo il professor MARCO BRAZZODURO della Sapienza, esperto del
mondo rom in prima linea nella lotta al pregiudizio etnico, a Roma «è in
atto una lotta scandalosa contro i poveri. Quello che è successo in questi
giorni è illegale – ha aggiungo il docente – perché contravviene
all’articolo 30 della Carta Sociale Europea». [..]
ROMA: IERVOLINO, STRUTTURA PER NOMADI IN VIA SALARIA NON SIA INACCESSIBILE
A ISTITUZIONI  17 nov. - (Adnkronos) - "Quanto denunciato ieri dai
consiglieri Ozzimo e Santilli e' molto grave. La struttura predisposta dal
Comune di Roma per fronteggiare l'emergenza nomadi, in via Salaria 971,
non puo' essere inaccessibile ai rappresentanti delle istituzioni visto
che urge monitorare lo stato in cui si trovano i cittadini neocomunitari".
Lo ha dichiarato Massimiliano Iervolino, delegato ai diritti umani per la
Provincia di Roma. "In un paese democratico e' impensabile concepire zone
ad accesso limitatissimo e proprio per questo mi chiedo del perche' i
consiglieri, i presidenti dei municipi e gli avvocati non possono visitare
quello stabile. Presto - ha concluso il delegato - mi rechero' davanti
all'ex cartiera nella speranza che mi venga concesso l'accesso, utile ad
accertare il pieno rispetto dei diritti umani delle persone recluse".

5) SANITA’

Nel Lazio quasi due anni per un ecocolordoppler.
Liste d'attesa da record per effettuare alcune prestazioni sanitarie: la
denuncia in un dossier di Cittadinanzattiva Lazio-Tribunale per i diritti
del malato di Matteo Raimondi
Cinquecentocinquantotto giorni. Significa che al 25 settembre, per
eseguire una visita di ecocolordoppler ai vasi sovraortici, bisogna
aspettare fino al 16 marzo 2011. Trecentocinquantotto giorni per
un’ecografia all’addome inferiore: appuntamento al 20 agosto 2010. I tempi
di attesa per una prestazione medica nel Lazio sono spaventosi. Per una
tac si rischia di dover aspettare 287 giorni. Per una risonanza magnetica
300. Duecentosessantatre per una visita cardiologica.
Duecentocinquantaquattro per un ecocardiogramma. Poi ci sono le liste a
disponibilità zero: vale a dire che le agende di appuntamento sono chiuse;
la struttura eroga la prestazione ma al momento non è possibile
prenotarla. Elementi disarmanti, questi ultimi, che nel dossier firmato
Cittadinanzattiva Lazio – Tribunale per i diritti del malato compaiono con
la dicitura “nessuna disponibilità” accanto a moltissime delle prestazioni
che le strutture ospedaliere dovrebbero offrire.
Il documento è nato a seguito di un’indagine campione nel periodo 15 – 25
settembre. Si tratta di “liste bloccate”, nonostante esista un riferimento
legislativo preciso (art. 1 comma 282 L. 266/2005) che impedisce tale
atteggiamento. Mancano garanzie nelle politiche della salute: i cittadini
del Lazio sono abbandonati in mano a un sistema, il Recup (centro unico di
prenotazione telefonica della Asl di Roma e della Regione Lazio), che è
paragonabile a «una Ferrari nella quale si è deciso di non mettere
benzina», accusa GIUSEPPE SCARAMUZZA, segretario regionale di
Cittadinanzattiva, interpellato sui dati emersi dall’inchiesta. «Il Recup
è un sistema che in questi anni ha dimostrato tante potenzialità, e
andrebbe valorizzato. Ma ormai sono molte le aziende che non mettono a
disposizione le proprie agende per consentire ai cittadini di prenotare
una qualsiasi prestazione diagnostica o specialistica. Cosicché – prosegue
SCARAMUZZA – i pazienti sono costretti ad affidarsi a cliniche e
ambulatori privati a pagamento».
Di fronte alle evidenti difficoltà della sanità pubblica (la data più
vicina per fissare un’ecografia è tra cinque mesi al Regina Margherita,
mentre con poco meno di cento euro in una clinica privata si deve
aspettare qualche giorno), prevedere che la tendenza di chi potrà
permetterselo sarà quella di affidarsi ai privati appare quasi scontato.
GIUSEPPE SCARAMUZZA prova a fornire una spiegazione razionale a questo
controsenso: «Abbiamo il sospetto che mentre da una parte si sostiene che
tramite il Recup si può prenotare tutto, eliminando di fatto le richieste
tramite i centri aziendali, dall’altra si riduce drasticamente l’offerta.
Chiediamo – continua il segretario di Cittadinanzattiva – di rendere
pubbliche le percentuali di prestazioni che ciascuna azienda mette a
disposizione del sistema Recup».

SANITA': MARIANI (L. CIVICA LAZIO), INADEGUATO SERVIZIO DIETETICA AL
GEMELLI  Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - ''Prendere un appuntamento
all'ambulatorio di dietetica del Gemelli e' come partecipare a un gioco a
premi. Numerosi cittadini infatti ci hanno segnalato che si puo'
telefonare, al numero 06/30156772, soltanto il lunedi' dalle 12,30 alle
13,30, ma il numero e' sempre occupato, finche' entra in funzione una
segreteria telefonica''. E' quanto riferisce il consigliere della Regione
Lazio Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). ''Trovo assolutamente
inadeguato il servizio dell'ambulatorio che dedica solo un'ora per
rispondere alle chiamate degli utenti - dichiara Mariani - ed e' altresi'
irriguardoso nei confronti del cittadino-paziente che sia soltanto una
segreteria telefonica a rispondere, invitando a richiamare il lunedi'
successivo: oltre al danno, la beffa. Questi disservizi fanno venir meno
la fiducia del cittadino nella sanita' pubblica e nelle istituzioni e
recano danno a chi invece opera con diligenza nella sanita' laziale.
Sarebbe opportuno - conclude Mariani - effettuare controlli a tappeto su
tutti i servizi del Policlinico Gemelli di Roma''.
Massimiliano Iervolino: Le strutture convenzionate non sono tenute a dare
le proprie agende al sistema recup e quelle pubbliche, dalla delibera
della giunta regionale Storace, n 693 30 luglio 2004, dovrebbero
conferirne il 70%, ma allo stato attuale la percentuale è intorno al
35-40%. Ecco due cause, ma non le sole,  per cui le liste di attesa o si
allungano o si bloccano.
Intervista a MAURIZIO MAROTTA sulla Sanità nella Regione Lazio
http://www.radioradicale.it/scheda/290622/intervista-a-maurizio-marotta-sulla-sanita-nella-regione-lazio
RADIO, 6 novembre 2009 - Massimiliano Iervolino intervista MAURIZIO
MAROTTA (presidente del Consorzio Sociale Gruppo Darco). La Sanità, le
diverse problematiche nella regione, le liste di attesa
6) TERRITORI E COSTRUTTORI
PUNTATA DI REPORT “I RE DI ROMA” DEL 4/5/2008
Paolo Mondani (giornalista)
Perché ci sono questi cartelli ovunque con scritto area di cantiere?
FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
perché questa è di fatto un'area di cantiere, queste sono palazzine che
sono all'interno di un'area in costruzione. Sono abitate, sono palazzine
comunque sprovviste di certificati di abitabilità. Tra l'altro i
certificati di abitabilità potrebbero anche servire per ottenere uno
sgravio Ici come prima casa, dato che qui sono tutte prime coppie giovani
e quasi tutti, il 95%.hanno la prima casa a Ponte di Nona. Questa zona non
è servita dall'autobus, nel momento in cui il comitato di quartiere fece
la richiesta per avere gli autobus, l'Atac rispose che non può far
attraversare i propri mezzi su un'area di cantiere.
CORRADO STEFANO GOTTI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Tutto questo è stato edificato e realizzato all'epoca.... concesso
all'epoca dell'amministrazione Rutelli.
GIANNI ALESSANDRONI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
La ferrovia c'è soltanto che passa un trenino ogni 40 minuti, se tutto
quanto va bene e all'ora di punta.
Paolo Mondani (giornalista)
Che cosa sono le centralità?
PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Le centralità sono aree di proprietà dei privati che son state....
Paolo Mondani (giornalista)
Sparpagliate nella città....
PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
....Sparpagliate nella città, andiamo dal nord della città a est della
città., al sud estremo della città.
Paolo Mondani (giornalista)
Sono queste piccole aree blu, diciamo cosi?
PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Si, sono queste aree blu, che erano gli ex servizi generali della città
che sono stati appunto privatizzati, sulla base di questa visione, tutta
privatistica.
Paolo Mondani (giornalista)
Guarda caso le centralità, queste piccole città che dovete realizzare,
stanno proprio là dove i proprietari hanno acquisito le aree, esempio,
Bufalotta i Toti e i Caltagirone.Acilia Madonnetta passa da Telecom a Toti
e Ligresti, Romanina a Scarpellini, Fiumicino a Magliana sempre dei Toti
Paolo Mondani (giornalista)
Il Comune scambia i trasporti con le case e i costruttori non fanno i
servizi di qualità. La centralità Bufalotta diventerà un altro quartiere
sul raccordo anulare. I costruttori versano in cambio 80 milioni di euro,
con i quali il Comune prolungherà la metropolitana B1 fino a Bufalotta.
Peccato che non ci sia ancora il progetto e che per i 4 nuovi chilometri
di metrò occorreranno 600 milioni di euro. Ma per concludere il patto coi
costruttori resta aperto un problema, quello delle regole. Il nuovo piano
regolatore a Bufalotta non prevede tutte quelle case. Per cambiarlo non
basta una delibera del Comune. Come fare? Con uno strumento
rivoluzionario: l'accordo di programma.
PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Attraverso l'uso dell'accordo di programma io posso conservare, variare,
aumentare, cambiare destinazione ad alcune previsioni del vecchio piano
del nuovo piano addirittura quindi in buona sostanza le regole sono
saltate.
Paolo Mondani (giornalista)
E questo è andato a vantaggio soprattutto di chi in questi anni?
PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Beh del gruppo Acqua Marcia direi, del gruppo Toti Lamaro, del gruppo
Bonifaci che hanno ottenuto delle valorizzazioni immobiliari
impressionanti o lo stesso gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone.
Paolo Mondani (giornalista)
Centralità Acilia Madonnetta. Siamo a due passi dal mare. In un'area
archeologica che come dicono a Roma, basta spostare la terra e salta fuori
qualcosa. Il progetto realizzato dall'architetto Vittorio Gregotti
prevedeva tanti servizi di qualità. Prevedeva, appunto.
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Innanzi tutto le centralità per definizione devono stare vicino al ferro,
per cui....
Paolo Mondani (giornalista)
Cioè vicino alla ferrovia?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Vicino alla ferrovia, la cosiddetta cura del ferro, chiamata da Veltroni,
cioè vicino alla ferrovia, per cui si sarebbe dovuta realizzare una
stazione, che avrebbe servito questa centralità, e poi anche tre campus
universitari. Questi tre campus universitari avrebbero dovuto essere
finanziati dall'Inail che purtroppo con la finanziaria dell'anno scorso
questo finanziamento in realtà non verrà mai.
Paolo Mondani (giornalista)
Quindi cancellati i campus?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Cancellati per esempio già i campus universitari.
Paolo Mondani (giornalista)
La stazione ferroviaria però?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
La stazione ferroviaria teoricamente si dovrebbe costruire prima, ma in
realtà questa cosa con molta probabilità non si farà.
ADRIANA FORNARO - COMITATO DI QUARTIER MADONNETTA
Si sono rifatti per quanto riguarda la viabilità a delle piantine di zona
che risalgono agli anni 60 quindi non hanno tenuto conto del costruito
recente e hanno supposto di poter creare delle strade di collegamento che
non sono più realizzabili perché ci sono delle case condonate, per cui o
abbattono le case condonate o non creeranno le infrastrutture per quanto
riguarda la viabilità.
Paolo Mondani (giornalista)
In una recente memoria presentata alla giunta comunale prima delle
elezioni, l'assessore Morassut scrive che il progetto di Acilia Madonnetta
è saltato e va interamente rivisto con la proprietà: Telecom, Marzotto,
Pirelli Re. Rimangono quindi tre sole certezze: si faranno case per 10
mila persone, l'università non ha i soldi per spostarsi, la stazione
ferroviaria è sospesa.
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Inizialmente siamo partiti con una cubatura di un milione e 800 mila metri
cubi. Su richiesta degli abitanti si è cercato di abbassare questo quorum
e i cittadini avevano chiesto che fossero circa 800 mila metri cubi. Alla
fine l'assessore Morassut all'urbanistica e D'Alessandro ai lavori
pubblici comunicano con grande giubilo ai giornali che si è venuti
incontro ai cittadini e che questa centralità non peserà più per un
milione e 8 ma per un milione e 4. Quindi in realtà...
.
Paolo Mondani (giornalista)

Soddisfatta dei meno 400 mila lei?
Paolo Mondani (giornalista)
A pochi passi dalla futura centralità, spuntano i palazzoni di Via Di
Acilia. Da tempo sono in vendita e vanno a ruba. Sono le Terrazze del
Presidente, un complesso edilizio vicinissimo alla tenuta del Presidente
della Repubblica a Castel Porziano. Siamo nel 1990, ai costruttori Antonio
Pulcini e Salvatore Ligresti arriva un primo miracolo: la regione Lazio
concede di realizzare questi palazzi su un terreno destinato a servizi
pubblici. La concessione viene però cancellata dal Tar e dal Consiglio di
Stato e questi edifici vengono dichiarati ufficialmente abusivi. Ma nel
'94 arriva il secondo miracolo.
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Sotto il governo Berlusconi c'è diciamo il condono edilizio che prevedeva
che si potesse condonare diciamo ogni domanda fino a un massimo di 750
metri cubi.
Paolo Mondani (giornalista)
Un pò strano perché qui quanti saranno i metri cubi?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Qua sono 283 mila quindi sono moltissimi.
Paolo Mondani (giornalista)
Era impossibile condonare?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Era impossibile condonare, però viene in aiuto di Pulcini un emendamento
del Centro Destra che consente, anche a coloro a cui è stato annullato con
sentenza del Tar, appunto la concezione edilizia, di poter sanare l'opera.
Paolo Mondani (giornalista)
Insomma un emendamento "ad hoc" per le case di via di Acilia?
PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII
Un emendamento "ad hoc" esattamente!
Paolo Mondani (giornalista)
Successivamente, durante la prima Giunta Rutelli si è a lungo discusso se
cancellare la previsione di questo nuovo quartiere, alla fine ciò che
resta sono le vie con i nomi di cantanti e attori. A fine anni '80 quattro
costruttori, Caltagirone, Marronaro, Bonifaci e Santarelli comprano le
aree libere di Ponte di Nona. Dieci anni dopo cominciano a costruire il
più grande quartiere satellite intorno a Roma, 12 mila appartamenti su 167
ettari strappati all'agro romano per 40 mila nuovi abitanti. L'edilizia di
Caltagirone, tutta uguale a se stessa, trionfa.
FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Un appartamento di 65 metri quadri adesso si aggira attorno ai 220 mila,
230 mila euro. Poi c'è da pagare il condominio, bollette....
Paolo Mondani (giornalista)
Ci sono appartamenti piu' grandi?
FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Ci sono appartamenti più grandi di 85, 90 metri quadri che costano intorno
ai 290, 320 mila euro, quindi diciamo non sono prezzi da periferia
abbandonata tra virgolette come questa.
Paolo Mondani (giornalista)
Ma qui a quanti chilometri sete dal centro di Roma?
FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Dal centro di Roma distiamo all'incirca in linea d'aria una ventina di
chilometri. Distiamo circa cinque chilometri dal raccordo anulare.
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Questa è la peculiarità di questo quartiere, praticamente siamo di fronte
ad un interruttore il quale basta che chiunque vada lo spenga e tutte le
luci e tutti i lampioni del quartiere si spengono contemporaneamente. E
questo mette molto a rischio la sicurezza e tutte le persone che vivono
nelle case.
Paolo Mondani (giornalista)
Ma com'è possibile?
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Com'è possibile, questo è nato praticamente all'inizio quando c'erano
ancora i cantieri in corso ed è rimasto così come all'epoca.
Paolo Mondani (giornalista)
Qui niente è rimasto come all'epoca. Ci hanno costruito sopra il più
grande centro commerciale d'Europa.
CORRADO STEFANO GOTTI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Una convenzione urbanistica con il Comune di Roma ha concesso la
possibilità di costruire circa un milione e trecento mila metri cubi di
costruzione. Ma il quartiere difetta dei più elementari servizi pubblici.
UOMO 2
Ho preso un cento metri quadri, li ho pagati 220 mila euro ma adesso credo
che ne valga quasi 400.
Paolo Mondani (giornalista)
Tutto sommato Caltagirone serve perché sennò lei con 220 mila euro in
città cosa avrebbe trovato?
UOMO 2
Avrei trovato un 70 metri quadri, ma adesso diciamo che l'innamoramento
comincia a scemare perché quello che avevano detto che sarebbe stato
realizzato non si è visto.
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Spendo due o tre ore della mia giornata, invece di passarle con la mie
famiglia le passo in macchina.
Paolo Mondani (giornalista)
Avete fatto i conti di quanto tempo all'anno passate in automobile?
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Si. Per me personalmente circa 500 ore all'anno solamente per recarmi al
lavoro ogni anno.
Paolo Mondani (giornalista)
Che fanno in termine di giorni?
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
In termine di giorni fanno circa 20 giorni di 365 giorni.
Paolo Mondani (giornalista)
Cioè lei passa venti giorni all'anno in automobile?
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Esatto, io sono attrezzato, porto il computer, il cellulare....
Paolo Mondani (giornalista)
Solamente per andare da casa al centro e tornare.
MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Esatto e cerco anche di lavorare per strada, visto che tanto sono bloccato
nel traffico.
Paolo Mondani (giornalista)
Con il nuovo piano regolatore il Comune di Roma prevede di costruire nei
prossimi dieci anni 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio
di 15 mila ettari. Una nuova città più grande di Napoli. Eppure, tolti gli
extracomunitari, la crescita demografica a Roma è pari allo zero. Lo
sviluppo più spinto è previsto verso il mare, sulla via Cristoforo
Colombo. Il primo progetto riguarda la ex fiera di Roma. Il Comune
affiderà a una cordata di costruttori la realizzazione di 288 mila metri
cubi di cemento, su un'area che ne conteneva 120 mila. Non solo, l'Ente
fiera, che mette insieme il comune e la Regione Lazio, venderà l'area ai
costruttori. Caso più unico che raro in Europa: il comune vende un'area di
pregio ai privati a 500 metri dal centro storico. Dulcis in fundo, sarà
necessario un accordo di programma, altra deroga alle regole, perché il
piano regolatore non prevede un nuovo quartiere qui. Il progetto si chiama
Città dei piccoli, perché conterrà un asilo nido e uno spazio per i giochi
dei bambini. In realtà...
FRANCESCA BARELLI - ARCHITETTO COMITATO EX FIERA DI ROMA
L'intervento prevede destinazioni d'uso prevalentemente residenziali,
superfici direzionali di piccolo taglio, superfici commerciali ed
eventualmente strutture ricettive, come a dire di tutto un po', però è
sottolineato l'intervento sarà prevalentemente residenziale.
Paolo Mondani (giornalista)
Quali sono i costruttori che vogliono realizzare qua?
FRANCESCA BARELLI - ARCHITETTO COMITATO EX FIERA DI ROMA
Nomi noti. Leggiamo il nome di Francesco Gaetano Caltagirone, Viainini
Lavori, Paola Santarelli, Salvatore Ligresti e Pierluigi Toti.
7) ALTRO
Propongo anche di invitare il Prof. Alessandro Sterpa per ciò che riguarda
lo statuto della Regione Lazio (legge elettorale, comitato di garanzia
statutaria e referendum) ed uno o più rappresentanti delle associazioni, e
non, glbt per la questione omofobia, legge sulle coppie di fatto e caso
Marrazzo.
Scusate ancora per la lunghezza, buona giornata!


Massimiliano Iervolino
Membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
[email protected]
www.massimilianoiervolino.it



_______________________________________________
Lista mailing list
[email protected]
http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista

Rispondere a