PROPOSTA POLITICO/ ORGANIZZATIVA PER IL CONGRESSO DELLASSOCIAZIONE RADICALI ROMA DEL 12 E 13 DICEMBRE
Di Massimiliano Iervolino Durante la riunione di ieri ho tentato di fare una proposta alla dirigenza e ai compagni dellassociazione in merito allorganizzazione POLITICA del nostro prossimo congresso che si terrà sabato 12 e domenica 13 dicembre. Purtroppo, sia per questioni di tempo, sia per questioni personali, non sono riuscito ad essere così chiaro nella mia esposizione, proprio per questo ho deciso di scrivere questo documento che spero possa essere utile al dibattito in vista delloramai imminente congresso romano. Per meglio chiarire il mio pensiero citerò delle persone, collegate a dei fatti, facendo riferimento a degli articoli di giornale, a dei comunicati stampa, a dei documenti on-line, a delle trasmissioni televisive ecc. ecc . Parto dalla mozione congressuale prendendo tre piccoli passaggi . RIVOLTA! GANDHIANA, SOCIALE, POLITICA, MORALE. VIII CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA [..]Il Congresso denuncia lulteriore aggravarsi delle condizioni di sostanziale non democraticità del regime italiano, a partire dalla sottrazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare e dalla generale e sistematica violazione della legalità che caratterizza la vita pubblica e istituzionale del paese. [..] [..]E un fatto significativo e di grande rilievo che, in un tale contesto, abbiano portato la loro voce al congresso nuove e importanti realtà sociali. [..] Il Congresso ritiene che qualsiasi ipotesi di alleanza o di coalizione alle prossime elezioni regionali è subordinata alla capacità del movimento radicale nel suo complesso di raccogliere le firme necessarie, regione per regione, provincia per provincia, per la presentazione delle liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni regionali: un compito che non sarà possibile senza che una vasta massa di cittadini, finora inattivi di fronte allo sfascio della democrazia, annunci da subito la disponibilità a firmare. [..] Considerando che lassociazione Radicali Roma fa parte a pieno titolo di quelle riconosciute da Radicali Italiani e visto che durante gli ultimi anni nel Lazio, e a Roma, lillegalità istituzionale, politica e civica continua ad essere dilagante, qui sotto riporto testimonianze di alcune persone che, su problematiche diverse, hanno denunciato lo stato di degrado del nostro territorio e delle nostre istituzioni. Propongo che le persone di seguito citate (con il nome e cognome in maiuscolo) vengano invitate al nostro congresso con diritto di parola e di testimonianza dopo la relazione del segretario Demetrio Bacaro. Mi scuso per lestrema lunghezza di questo documento, ma la situazione attuale e gli imminenti impegni da portare avanti lo richiede. 1) VIA MASTRIGLI Comunicato stampa di venerdì 20 novembre 2009 COMITATO CITTADINI VILLAGGIO CRONISTI: Il 28 settembre la ASL RM E ha formalizzato la richiesta di sgomberare immediatamente e non oltre 10 giorni la prima delle tre palazzine del residence di Via Mastrigli perchè pericolosa ed illegale. A 53 giorni dalla emissione del provvedimento da parte della ASL, il Sindaco Alemanno non sembra interessato a volere mettere in salvo la vita di decine di famiglie, di donne e di bambini che soravvivono tra muffe, fili elettrici scoperti e bombole del gas. Il mancato sgombero del residence di Via Mastrigli, nonostante lordinanza della ASL del 28/09/09 equivale ad una CONDANNA A MORTE con data da fissarsi per le famiglie che ci vivono dentro. ESIGIAMO che FABIO DE LILLO emetta IMMEDIATAMENTE la ordinanza di rimozione del parcheggio e, in caso, faccia intervenire direttamente lAMA per bonificare lInsugherata. NON VOGLIAMO MORTI BRUCIATI AL RESIDENCE MASTRIGLI !!! 2) RIFIUTI PUNTATA DI REPORT LORO DI ROMA DEL 23/11/2008 [..] Processo a Francesco Rando (gestore di Malagrotta), accusato di aver smaltito senza autorizzazione il percolato ed i fanghi dellAcea mischiandoli con della calce dando vita ad un rifiuto pericoloso depositato in discarica. Rando è anche accusato di aver smaltito i fanghi dellAcea senza averli analizzati ed eventualmente trattati. In questo processo il wwf è parte civile, invece nessun ente locale (regione, provincia e comune) si è proposto come parte civile. Li sostituisca il wwf con lavvocatessa VANESSA RANIERI Il 3 novembre 2008 cè stata la sentenza di primo grado che ha condannato Rando ad 1 anno di carcere e 15.000 di multa. SALVATORE DAMANTE (ricercatore ambientale) fa dei rilevamenti nellaria di malagrotta con uno strumento che campiona nellaria Pm10, Pm7, Pm 2.5 e Pm1 (polveri sottili) Incrocio via della Pisana e via Malagrotta: Pm10: 400 mg/m3 otto volte superiore al livello di legge Pm2,5: 37 mg/ m3 una volta e mezza sopra il livello di legge Più è piccola la granulometria e più è pericolosa per i polmoni. Lunica centralina in funzione istallata a marzo del 2006, nel periodo di rilevamento 13 giugno al 30 settembre 2008 ha certificato solo due superamenti del limite di Pm10 nellaria. I cittadini dicono che è posizionata male perché sta a più di 1 km dagli impianti a rischio. MAURIZIO MELANDRI (Comitato Malagrotta): una centralina fissa costa 250.000-300.000 euro. Il comune spende due milioni di euro per far pagare di meno la tassa sui rifiuti ai cittadini di Malagrotta, lequivalente di 7-8 centraline. Confronto tra Berlino e Roma. Berlino: 3.400.000 abitanti + 1 milione tra pendolari ed extra comunitari. Roma: 2.800.000 abitanti + 1 milione tra pendolari ed extra comunitari. A Berlino esiste la municipalizzata BSR che gestisce la differenziata e linceneritore. Hanno i bidoni sottocasa e non per strada, oltre a quello per lindifferenziata ci sono quelli per: la carta, la plastica, il vetro scuro, il vetro chiaro e lumido. Si porterà allinceneritore solo il rifiuto che non è differenziato. Berlino: indifferenziata pro capite: anno 2000 354 Kg lanno, anno 2008 260 kg lanno Roma: : indifferenziata pro capite: anno 2000 420 kg lanno, anno 2008 450 kg lanno A berlino non ci sono più discariche. Insegnano dallasilo a fare la raccolta differenziata. I berlinesi hanno una tariffa legata ai rifiuti effettivamente prodotti in gergo si chiama tariffa puntuale, mentre i romani pagano una tariffa parametrica cioè in base ai m2 dellappartamento e al numero dei componenti delle famiglie, a Berlino la differenziata è al 41%. Come funziona la raccolta differenziata a Roma? Giancarlo Longhi (direttore generale Conai) Abbastanza male, ci troviamo con delle rese abbastanza basse, plastica 4 kg ad abitante mentre dovremmo essere a 12 kg, la carta siamo abbastanza vicini alle punte di eccellenza infatti siamo a 40 kg per abitante, acciaio 1 kg per abitante ma dovrebbe essere almeno il doppio, il vetro è a 6 kg per abitante invece secondo le stime dovremmo essere a 40 kg per abitante. Qual è la causa? E il modello di raccolta che è stato scelto a Roma. Il modello del cassetto multimateriale, che mette insieme plastica, metalli e vetro. Singolarmente viene raccolta solo la carta e cè il cassonetto verde per lindifferenziata. Perché il cassonetto multimateriale non funziona? Perché con questa logica del mettere tutto insieme, ci sono materiali che hanno peso specifico diverso, la plastica 30 kg/m3 il vetro 250 kg/m3 a questo punto per poterli trasportare devo pressare il materiale cioè rompo il vetro lo riduco in granelli e questo non è più possibile riciclarlo. Vetro da riciclare sporco di plastica e plastica da riciclare sporca di vetro. Gli scarti di questa operazione vanno dal 50 all80% e vanno a finire tutti in discarica. A roma si è sperimentato in tre quartieri il porta a porta (cioè condominio per condominio) purtroppo cè il bidone multimateriale ma i risultati sono stati eccezionali, più del 60% dei rifiuti è stato differenziato. Nel 2002 una commissione formata da esperti del settore nominata dallallora sindaco veltroni, scriveva che lobiettivo del 50% di differenziata poteva essere raggiunto entro il 2005, ma solo superando il modello dei grandi contenitori in sede stradale (multimateriale) e passare a quelli condominiali e di prossimità. MICHELE BALDI (ex capogruppo an al comune di roma) ritiene che il fallimento della raccolta differenziata abbia un origine precisa che si chiama CTR. BALDI: Consorzio CTR (consorzio trattamento rifiuti) fatto dallallora presidente dellAma Mario Di Carlo, 50% Ama+ 50% Colari (Cerroni) che poi cambia in 51% Ama+ 49% Colari (Cerroni). Lamministratore delegato era sempre Cerroni e con il 51% di pubblico si potevano raggirare le gare pubbliche, quelle per i cassonetti e per i compattatori. Di Carlo affidava la raccolta differenziata di Roma al proprietario della discarica e furono proprio in quegli anni che si prese la decisione dei cassonetti multimateriale. Presentai un emendamento in consiglio comunale per lincompatibilità di cerroni nel CTR, lemendamento passo per un soffio ma non è cambiato nulla: nel momento che si è deciso di fare un gassificatore mi sono battuto per farlo in sito pubblico a gestione pubblica, invece si è fatto in un sito provato a gestione privata. PUNTATA DI REPORT LORO DI ROMA II parte del 11/10/2009 VANESSA RANIERI (Avvocato presidente del wwf lazio) DANIELE CASTRI (avvocato comitato contro linceneritore di Albano): I direttori generali dellAsl Roma H. il dott. Messinano e Cicogna, hanno ribadito un no al progetto del gassificatore di Albano per la criticità dellaria di quella cittadina, cè uno studio epidemiologico del 2006 che dimostra come alcune malattie sono qui superiori alla media, dovute alla presenza di un trittico viario (appia, ardeatina, nettunense) che genere già una situazione critica per il comune di albano.Nel giugno la regione incontra i cittadini e dichiara di esser pronta a discutere del progetto, ma il 13 agosto senza avvertire i cittadini gli uffici regionali concedono lautorizzazione integrata ambientale per il gassificatore. Colleferro A marzo la procura di Velletri fa arrestare 13 persone e indagare 25 tutti esponenti del consorzio GAIA che gestisce il termovalorizzatore di colleferro, nellimpianto doveva essere bruciato CDR invece venivano carbonizzati rifiuti pericolosi. REATI: presunte manomissioni al sistema informatico (emissioni più elevate rispetto a quelle che apparivano, falsificazione delle analisi cha avrebbero attribuito codici di qualificazione del rifiuto (CER) diversi rispetto a quello che avrebbero dovuto indicare. PINO PROIETTI (Rete tutela valle del sacco) Veniva bruciato di tutto, copertoni, parti delle macchine, interni, cruscotti . PIERO BASSO (ex capoturno GAIAGEST colleferro) Sospeso dal servizio perché ha denunciato ai NOE lillegalità dellimpianto di Colleferro (cdr sospetto con rifiuti pericolosi), tra le motivazioni della sua sospensione cè anche quella di aver collaborato con la giustizia. Lillegalità nellimpianto è andata avanti dal 2002 e per 7 anni lARPA ha fatto finta di nulla, il cdr sospetto è partito da tutta Italia e anche da Malagrotta. [..] 3) MALATI DI SLA Malata di Sla abbandonata: vive con l'ossigeno vicino al gas. Da corriere.it del 21 ottobre 2009 OSTIA (Roma) - Un altro caso di vita ai margini della civiltà: abbandono totale, questo reso noto prima di essere conosciuto attraverso una tragedia ormai compiuta, come successo al bambino capoverdiano a Napoli, morto per le esalazioni di un braciere in una casa senza elettricità, e senza senso. Qui i protagonisti non sono immigrati: tutti italiani, in cinque - una donna gravemente malata di Sla, la figlia, il genero e due ragazzini - in un alloggio popolare di nemmeno 50 metri quadrati e senza la possibilità che la donna malata possa essere spostata perché l'ambiente è angusto, tanto che è su un letto con la bombola d'ossigeno a ridosso dei fornelli a gas della cucina, con tutti i pericoli che ne conseguono. La denuncia dello stato di abbandono e di incuria in cui versa la malata di SLA arriva con una nota dell'associazione '"Viva la Vita Onlus". «PER GLI AIUTI DOBBIAMO ATTENDERE» - «Abbiamo richiesto un nuovo alloggio e un aiuto dai servizi sociali e la risposta è stata di attendere qualche anno... io sono ai limiti del crollo», dice ALESSANDRA, la figlia di Maria Di Marcantonio, la sessantenne affetta da SLA. A meno di un anno dalla diagnosi, la signora è già immobile nel suo letto con l'ossigeno e nutrita per via artificiale. E' la figlia che gestisce anche l'alimentazione forzata della donna, con l'aiuto di un infermiere che passa da casa per cinque minuti al giorno. Non ha la carrozzina elettrica perché inutile - riferisce ancora l'associazione -, non riuscirebbe comunque a passare nelle altre stanze ed il bagno per lei è totalmente inaccessibile. Riesce ancora a parlare ma il suo eloquio è divenuto incomprensibile e quando anche la parola l'abbandonerà del tutto la sua mente sarà totalmente prigioniera in un corpo immobile. Questo l'accorato appello della figlia Alessandra: «Sono ai limiti delle forze e prossima al crollo psico-fisico. Se non cambierà nulla non so cosa accadrà... oltre alla fisioterapia e ad un accesso al giorno di pochi minuti di un'infermiera non abbiamo nulla. Io oramai sono bloccata in casa ad assistere mia madre, non posso allontanarmi neanche un minuto e le notti sono pressoché in bianco. Viviamo con lo stipendio di mio marito che non ci consente, assolutamente, di permetterci una badante. Una mano me la danno i miei figli ma sono minorenni e non posso far pesare su di loro un'assistenza così gravosa». «L'anno scorso ho richiesto un nuovo alloggio popolare più grande, almeno adeguato alla condizione di mia madre, non ho ancora ricevuto risposte. La buona notizia è che a gennaio del 2009 i servizi sociali del Comune hanno accettato la domanda per l'assistenza, ma mi hanno prospettato attese che possono arrivare fino a 3 anni...». LA DENUNCIA: «UN CASO DI SLA NON DEVE ESSERE ABBANDONATO» - Per MAURO PICHEZZI, presidente dell'associazione Viva la Vita Onlus che riunisce familiari e malati di SLA, «è gravissimo che un caso di SLA in fase avanzata non sia seguito da nessun centro ospedaliero qualificato, ma è ancor più drammatico che la signora sia letteralmente abbandonata a sè stessa». A detta dell'avv. CHIARA MADIA, penalista di Viva la Vita Onlus, «ci sono tutti gli estremi per configurare un reato di omissione di atti d'ufficio nei confronti di chi sarebbe tenuto alla presa in carico della signora, e siamo pronti a procedere per le vie legali». La mia vita con la SLA di CLAUDIO SABELLI da Notizie Radicali del 23 novembre 2009 Claudio Sabelli, assieme a Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra, malato di sclerosi laterale amiotrofica, il 7 novembre scorso ha impreso uno sciopero della fame per denunciare così di essere costretti a vivere una situazione al limite della disperazione, senza aiuti economici adeguati e lassistenza di cui hanno pur diritto. In seguito a ciò, Maria Antonietta Farina Coscioni e altre 400 persone circa hanno deciso di raccogliere il testimone e unirsi alliniziativa. I malati sono abbandonati. Poche regioni virtuose, tra cui il Lazio, pensano a noi, trovando soluzioni sostenibili. Le regioni più ricche non brillano, scaricando sulle famiglie tutto il peso della malattia. Alcuni malati si lasciano morire per non gravare sui congiunti, veri atti damore nel deserto assistenziale. Alcuni governatori liquidano questa gravissima malattia con 500 euro, delegando alla famiglia il peso dellassistenza giorno e notte. Succede in Lombardia, in Veneto nemmeno quello. Io ricevo, sul mio spazio nel sito di Viva la Vita (lassociazione che si occupa dei malati di Sla), email disperate in cui cè tutto il fallimento dello Stato e del governo che non riesce nemmeno a tracciare delle linee guida. Mancano i comunicatori, unico strumento utile a chi è privato del linguaggio. Ci vuole uno sforzo immaginativo per capire le necessità di un corpo immobile che ha perduto qualsiasi autonomia. Noi abbiamo perso diritti, il pensiero comune ci vede solo come divoratori di risorse. I nostri corpi vengono scambiati secondo logiche mercantili: infatti sono in agguato cliniche e centri vogliosi di lucro. Noi siamo daccordo sulle cliniche, ma solo in funzione di hospice per brevi periodi, quando abbiamo problemi o quando i nostri familiari hanno problemi, altrimenti vogliamo stare a casa vicino ai nostri affetti, perché solo così la nostra sarà una vita degna di essere vissuta. La nostra associazione Viva la Vita ha avanzato proposte molto ragionevoli e sostenibili che hanno trovato orecchie sorde. Questo governo è impegnato a occuparsi dei guai del premier e segna la distanza con i problemi materiali dei cittadini. Infatti il ministro Ferruccio Fazio in un recente incontro ha fatto orecchie da mercante. E un classico. Ma noi siamo gente risoluta, per spirito e per necessità, e continueremo a chiedere unassistenza degna. Per tutti. 4) ROM E SGOMBERI Sgombero di via di Centocelle, la versione di Popica Onlus e degli altri testimoni. Roma 13 novembre 2009 [..] «Lo sgombero è stata unoperazione mediatica ha spiegato GIANLUCA STADERINI Chiamare Casilino 700 un campo, come quello sgomberato mercoledì a via di Centocelle, che non ha più quasi nulla in comune con quello in passato noto appunto come Casilino 700, esprime la volontà di creare confusione nellopinione pubblica, inducendo le persone a collegare lo stesso campo alle realtà e alle problematiche legate al simil-omonimo campo Casilino 900». Una distorsione mediatica cui hanno contribuito i resoconti dellaccaduto forniti dal Comune di Roma: «Ci hanno spiegato che molti di coloro che ieri sono stati caricati sul pullman per il rimpatrio hanno firmato un documento in cui affermavano di non accettare laccoglienza offerta dal Comune: ci dovrebbero spiegare cosa sia stato fatto firmare a queste persone, dato che sono quasi tutte analfabete! Il Comune ha parlato inoltre di boicottaggio da parte di alcuni centri sociali del piano di accoglienza proposto, ma non è così. A formare il cordone pacifico che ha cercato di fermare il pullman sono stati gli operatori di associazioni che da tempo lavorano con quei rom e gli insegnanti delle scuole che i loro figli frequentano, vedendo che sul quel pullman cerano mogli e bambini spaventate mentre i mariti erano stati portati in Questura. Che dire poi del fatto che a quelle persone che sono salite sul pullman era stato detto che sarebbero state rimpatriate, mentre in realtà sono state poi portate presso un centro, separate dai figli o dai loro mariti? Quelli che hanno capito in tempo, sono scappati pagandosi da soli il biglietto per la Romania, comprese alcune donne con bambini i cui mariti ora sono presso il CIE di Ponte Galeria. [..] [..] A conferma delle parole di Staderini, che aveva anche illustrato le attività svolte da Popica Onlus in sostegno dei rom di Centocelle, è intervenuto un insegnante in servizio presso il plesso scolastico Iqbal Masih frequentato dai bambini rom dellinsediamento: «Nonostante le condizioni di indigenza, le madri portavano autonomamente a scuola i propri figli ogni mattina ha raccontato linsegnante quella dei giorni scorsi è stata una vera e propria operazione di polizia. Senza preavviso da parte delle autorità, ci siamo trovati a scuola con oltre 40 bambini che non sapevano più che fine avessero fatto i loro genitori, tanto che un insegnante alla fine ha accolto in casa sua uno dei bambini» [..] [..] Secondo il professor MARCO BRAZZODURO della Sapienza, esperto del mondo rom in prima linea nella lotta al pregiudizio etnico, a Roma «è in atto una lotta scandalosa contro i poveri. Quello che è successo in questi giorni è illegale ha aggiungo il docente perché contravviene allarticolo 30 della Carta Sociale Europea». [..] ROMA: IERVOLINO, STRUTTURA PER NOMADI IN VIA SALARIA NON SIA INACCESSIBILE A ISTITUZIONI 17 nov. - (Adnkronos) - "Quanto denunciato ieri dai consiglieri Ozzimo e Santilli e' molto grave. La struttura predisposta dal Comune di Roma per fronteggiare l'emergenza nomadi, in via Salaria 971, non puo' essere inaccessibile ai rappresentanti delle istituzioni visto che urge monitorare lo stato in cui si trovano i cittadini neocomunitari". Lo ha dichiarato Massimiliano Iervolino, delegato ai diritti umani per la Provincia di Roma. "In un paese democratico e' impensabile concepire zone ad accesso limitatissimo e proprio per questo mi chiedo del perche' i consiglieri, i presidenti dei municipi e gli avvocati non possono visitare quello stabile. Presto - ha concluso il delegato - mi rechero' davanti all'ex cartiera nella speranza che mi venga concesso l'accesso, utile ad accertare il pieno rispetto dei diritti umani delle persone recluse". 5) SANITA Nel Lazio quasi due anni per un ecocolordoppler. Liste d'attesa da record per effettuare alcune prestazioni sanitarie: la denuncia in un dossier di Cittadinanzattiva Lazio-Tribunale per i diritti del malato di Matteo Raimondi Cinquecentocinquantotto giorni. Significa che al 25 settembre, per eseguire una visita di ecocolordoppler ai vasi sovraortici, bisogna aspettare fino al 16 marzo 2011. Trecentocinquantotto giorni per unecografia alladdome inferiore: appuntamento al 20 agosto 2010. I tempi di attesa per una prestazione medica nel Lazio sono spaventosi. Per una tac si rischia di dover aspettare 287 giorni. Per una risonanza magnetica 300. Duecentosessantatre per una visita cardiologica. Duecentocinquantaquattro per un ecocardiogramma. Poi ci sono le liste a disponibilità zero: vale a dire che le agende di appuntamento sono chiuse; la struttura eroga la prestazione ma al momento non è possibile prenotarla. Elementi disarmanti, questi ultimi, che nel dossier firmato Cittadinanzattiva Lazio Tribunale per i diritti del malato compaiono con la dicitura nessuna disponibilità accanto a moltissime delle prestazioni che le strutture ospedaliere dovrebbero offrire. Il documento è nato a seguito di unindagine campione nel periodo 15 25 settembre. Si tratta di liste bloccate, nonostante esista un riferimento legislativo preciso (art. 1 comma 282 L. 266/2005) che impedisce tale atteggiamento. Mancano garanzie nelle politiche della salute: i cittadini del Lazio sono abbandonati in mano a un sistema, il Recup (centro unico di prenotazione telefonica della Asl di Roma e della Regione Lazio), che è paragonabile a «una Ferrari nella quale si è deciso di non mettere benzina», accusa GIUSEPPE SCARAMUZZA, segretario regionale di Cittadinanzattiva, interpellato sui dati emersi dallinchiesta. «Il Recup è un sistema che in questi anni ha dimostrato tante potenzialità, e andrebbe valorizzato. Ma ormai sono molte le aziende che non mettono a disposizione le proprie agende per consentire ai cittadini di prenotare una qualsiasi prestazione diagnostica o specialistica. Cosicché prosegue SCARAMUZZA i pazienti sono costretti ad affidarsi a cliniche e ambulatori privati a pagamento». Di fronte alle evidenti difficoltà della sanità pubblica (la data più vicina per fissare unecografia è tra cinque mesi al Regina Margherita, mentre con poco meno di cento euro in una clinica privata si deve aspettare qualche giorno), prevedere che la tendenza di chi potrà permetterselo sarà quella di affidarsi ai privati appare quasi scontato. GIUSEPPE SCARAMUZZA prova a fornire una spiegazione razionale a questo controsenso: «Abbiamo il sospetto che mentre da una parte si sostiene che tramite il Recup si può prenotare tutto, eliminando di fatto le richieste tramite i centri aziendali, dallaltra si riduce drasticamente lofferta. Chiediamo continua il segretario di Cittadinanzattiva di rendere pubbliche le percentuali di prestazioni che ciascuna azienda mette a disposizione del sistema Recup». SANITA': MARIANI (L. CIVICA LAZIO), INADEGUATO SERVIZIO DIETETICA AL GEMELLI Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - ''Prendere un appuntamento all'ambulatorio di dietetica del Gemelli e' come partecipare a un gioco a premi. Numerosi cittadini infatti ci hanno segnalato che si puo' telefonare, al numero 06/30156772, soltanto il lunedi' dalle 12,30 alle 13,30, ma il numero e' sempre occupato, finche' entra in funzione una segreteria telefonica''. E' quanto riferisce il consigliere della Regione Lazio Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). ''Trovo assolutamente inadeguato il servizio dell'ambulatorio che dedica solo un'ora per rispondere alle chiamate degli utenti - dichiara Mariani - ed e' altresi' irriguardoso nei confronti del cittadino-paziente che sia soltanto una segreteria telefonica a rispondere, invitando a richiamare il lunedi' successivo: oltre al danno, la beffa. Questi disservizi fanno venir meno la fiducia del cittadino nella sanita' pubblica e nelle istituzioni e recano danno a chi invece opera con diligenza nella sanita' laziale. Sarebbe opportuno - conclude Mariani - effettuare controlli a tappeto su tutti i servizi del Policlinico Gemelli di Roma''. Massimiliano Iervolino: Le strutture convenzionate non sono tenute a dare le proprie agende al sistema recup e quelle pubbliche, dalla delibera della giunta regionale Storace, n 693 30 luglio 2004, dovrebbero conferirne il 70%, ma allo stato attuale la percentuale è intorno al 35-40%. Ecco due cause, ma non le sole, per cui le liste di attesa o si allungano o si bloccano. Intervista a MAURIZIO MAROTTA sulla Sanità nella Regione Lazio http://www.radioradicale.it/scheda/290622/intervista-a-maurizio-marotta-sulla-sanita-nella-regione-lazio RADIO, 6 novembre 2009 - Massimiliano Iervolino intervista MAURIZIO MAROTTA (presidente del Consorzio Sociale Gruppo Darco). La Sanità, le diverse problematiche nella regione, le liste di attesa 6) TERRITORI E COSTRUTTORI PUNTATA DI REPORT I RE DI ROMA DEL 4/5/2008 Paolo Mondani (giornalista) Perché ci sono questi cartelli ovunque con scritto area di cantiere? FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA perché questa è di fatto un'area di cantiere, queste sono palazzine che sono all'interno di un'area in costruzione. Sono abitate, sono palazzine comunque sprovviste di certificati di abitabilità. Tra l'altro i certificati di abitabilità potrebbero anche servire per ottenere uno sgravio Ici come prima casa, dato che qui sono tutte prime coppie giovani e quasi tutti, il 95%.hanno la prima casa a Ponte di Nona. Questa zona non è servita dall'autobus, nel momento in cui il comitato di quartiere fece la richiesta per avere gli autobus, l'Atac rispose che non può far attraversare i propri mezzi su un'area di cantiere. CORRADO STEFANO GOTTI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Tutto questo è stato edificato e realizzato all'epoca.... concesso all'epoca dell'amministrazione Rutelli. GIANNI ALESSANDRONI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA La ferrovia c'è soltanto che passa un trenino ogni 40 minuti, se tutto quanto va bene e all'ora di punta. Paolo Mondani (giornalista) Che cosa sono le centralità? PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA Le centralità sono aree di proprietà dei privati che son state.... Paolo Mondani (giornalista) Sparpagliate nella città.... PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA ....Sparpagliate nella città, andiamo dal nord della città a est della città., al sud estremo della città. Paolo Mondani (giornalista) Sono queste piccole aree blu, diciamo cosi? PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA Si, sono queste aree blu, che erano gli ex servizi generali della città che sono stati appunto privatizzati, sulla base di questa visione, tutta privatistica. Paolo Mondani (giornalista) Guarda caso le centralità, queste piccole città che dovete realizzare, stanno proprio là dove i proprietari hanno acquisito le aree, esempio, Bufalotta i Toti e i Caltagirone.Acilia Madonnetta passa da Telecom a Toti e Ligresti, Romanina a Scarpellini, Fiumicino a Magliana sempre dei Toti Paolo Mondani (giornalista) Il Comune scambia i trasporti con le case e i costruttori non fanno i servizi di qualità. La centralità Bufalotta diventerà un altro quartiere sul raccordo anulare. I costruttori versano in cambio 80 milioni di euro, con i quali il Comune prolungherà la metropolitana B1 fino a Bufalotta. Peccato che non ci sia ancora il progetto e che per i 4 nuovi chilometri di metrò occorreranno 600 milioni di euro. Ma per concludere il patto coi costruttori resta aperto un problema, quello delle regole. Il nuovo piano regolatore a Bufalotta non prevede tutte quelle case. Per cambiarlo non basta una delibera del Comune. Come fare? Con uno strumento rivoluzionario: l'accordo di programma. PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA Attraverso l'uso dell'accordo di programma io posso conservare, variare, aumentare, cambiare destinazione ad alcune previsioni del vecchio piano del nuovo piano addirittura quindi in buona sostanza le regole sono saltate. Paolo Mondani (giornalista) E questo è andato a vantaggio soprattutto di chi in questi anni? PAOLO BERDINI - DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA Beh del gruppo Acqua Marcia direi, del gruppo Toti Lamaro, del gruppo Bonifaci che hanno ottenuto delle valorizzazioni immobiliari impressionanti o lo stesso gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. Paolo Mondani (giornalista) Centralità Acilia Madonnetta. Siamo a due passi dal mare. In un'area archeologica che come dicono a Roma, basta spostare la terra e salta fuori qualcosa. Il progetto realizzato dall'architetto Vittorio Gregotti prevedeva tanti servizi di qualità. Prevedeva, appunto. PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Innanzi tutto le centralità per definizione devono stare vicino al ferro, per cui.... Paolo Mondani (giornalista) Cioè vicino alla ferrovia? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Vicino alla ferrovia, la cosiddetta cura del ferro, chiamata da Veltroni, cioè vicino alla ferrovia, per cui si sarebbe dovuta realizzare una stazione, che avrebbe servito questa centralità, e poi anche tre campus universitari. Questi tre campus universitari avrebbero dovuto essere finanziati dall'Inail che purtroppo con la finanziaria dell'anno scorso questo finanziamento in realtà non verrà mai. Paolo Mondani (giornalista) Quindi cancellati i campus? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Cancellati per esempio già i campus universitari. Paolo Mondani (giornalista) La stazione ferroviaria però? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII La stazione ferroviaria teoricamente si dovrebbe costruire prima, ma in realtà questa cosa con molta probabilità non si farà. ADRIANA FORNARO - COMITATO DI QUARTIER MADONNETTA Si sono rifatti per quanto riguarda la viabilità a delle piantine di zona che risalgono agli anni 60 quindi non hanno tenuto conto del costruito recente e hanno supposto di poter creare delle strade di collegamento che non sono più realizzabili perché ci sono delle case condonate, per cui o abbattono le case condonate o non creeranno le infrastrutture per quanto riguarda la viabilità. Paolo Mondani (giornalista) In una recente memoria presentata alla giunta comunale prima delle elezioni, l'assessore Morassut scrive che il progetto di Acilia Madonnetta è saltato e va interamente rivisto con la proprietà: Telecom, Marzotto, Pirelli Re. Rimangono quindi tre sole certezze: si faranno case per 10 mila persone, l'università non ha i soldi per spostarsi, la stazione ferroviaria è sospesa. PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Inizialmente siamo partiti con una cubatura di un milione e 800 mila metri cubi. Su richiesta degli abitanti si è cercato di abbassare questo quorum e i cittadini avevano chiesto che fossero circa 800 mila metri cubi. Alla fine l'assessore Morassut all'urbanistica e D'Alessandro ai lavori pubblici comunicano con grande giubilo ai giornali che si è venuti incontro ai cittadini e che questa centralità non peserà più per un milione e 8 ma per un milione e 4. Quindi in realtà... . Paolo Mondani (giornalista) Soddisfatta dei meno 400 mila lei? Paolo Mondani (giornalista) A pochi passi dalla futura centralità, spuntano i palazzoni di Via Di Acilia. Da tempo sono in vendita e vanno a ruba. Sono le Terrazze del Presidente, un complesso edilizio vicinissimo alla tenuta del Presidente della Repubblica a Castel Porziano. Siamo nel 1990, ai costruttori Antonio Pulcini e Salvatore Ligresti arriva un primo miracolo: la regione Lazio concede di realizzare questi palazzi su un terreno destinato a servizi pubblici. La concessione viene però cancellata dal Tar e dal Consiglio di Stato e questi edifici vengono dichiarati ufficialmente abusivi. Ma nel '94 arriva il secondo miracolo. PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Sotto il governo Berlusconi c'è diciamo il condono edilizio che prevedeva che si potesse condonare diciamo ogni domanda fino a un massimo di 750 metri cubi. Paolo Mondani (giornalista) Un pò strano perché qui quanti saranno i metri cubi? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Qua sono 283 mila quindi sono moltissimi. Paolo Mondani (giornalista) Era impossibile condonare? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Era impossibile condonare, però viene in aiuto di Pulcini un emendamento del Centro Destra che consente, anche a coloro a cui è stato annullato con sentenza del Tar, appunto la concezione edilizia, di poter sanare l'opera. Paolo Mondani (giornalista) Insomma un emendamento "ad hoc" per le case di via di Acilia? PAULA DE JESUS - ARCHITETTO - COMITATO ENTROTERRA XIII Un emendamento "ad hoc" esattamente! Paolo Mondani (giornalista) Successivamente, durante la prima Giunta Rutelli si è a lungo discusso se cancellare la previsione di questo nuovo quartiere, alla fine ciò che resta sono le vie con i nomi di cantanti e attori. A fine anni '80 quattro costruttori, Caltagirone, Marronaro, Bonifaci e Santarelli comprano le aree libere di Ponte di Nona. Dieci anni dopo cominciano a costruire il più grande quartiere satellite intorno a Roma, 12 mila appartamenti su 167 ettari strappati all'agro romano per 40 mila nuovi abitanti. L'edilizia di Caltagirone, tutta uguale a se stessa, trionfa. FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Un appartamento di 65 metri quadri adesso si aggira attorno ai 220 mila, 230 mila euro. Poi c'è da pagare il condominio, bollette.... Paolo Mondani (giornalista) Ci sono appartamenti piu' grandi? FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Ci sono appartamenti più grandi di 85, 90 metri quadri che costano intorno ai 290, 320 mila euro, quindi diciamo non sono prezzi da periferia abbandonata tra virgolette come questa. Paolo Mondani (giornalista) Ma qui a quanti chilometri sete dal centro di Roma? FRANCESCO GARGIUOLI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Dal centro di Roma distiamo all'incirca in linea d'aria una ventina di chilometri. Distiamo circa cinque chilometri dal raccordo anulare. MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Questa è la peculiarità di questo quartiere, praticamente siamo di fronte ad un interruttore il quale basta che chiunque vada lo spenga e tutte le luci e tutti i lampioni del quartiere si spengono contemporaneamente. E questo mette molto a rischio la sicurezza e tutte le persone che vivono nelle case. Paolo Mondani (giornalista) Ma com'è possibile? MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Com'è possibile, questo è nato praticamente all'inizio quando c'erano ancora i cantieri in corso ed è rimasto così come all'epoca. Paolo Mondani (giornalista) Qui niente è rimasto come all'epoca. Ci hanno costruito sopra il più grande centro commerciale d'Europa. CORRADO STEFANO GOTTI - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Una convenzione urbanistica con il Comune di Roma ha concesso la possibilità di costruire circa un milione e trecento mila metri cubi di costruzione. Ma il quartiere difetta dei più elementari servizi pubblici. UOMO 2 Ho preso un cento metri quadri, li ho pagati 220 mila euro ma adesso credo che ne valga quasi 400. Paolo Mondani (giornalista) Tutto sommato Caltagirone serve perché sennò lei con 220 mila euro in città cosa avrebbe trovato? UOMO 2 Avrei trovato un 70 metri quadri, ma adesso diciamo che l'innamoramento comincia a scemare perché quello che avevano detto che sarebbe stato realizzato non si è visto. MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Spendo due o tre ore della mia giornata, invece di passarle con la mie famiglia le passo in macchina. Paolo Mondani (giornalista) Avete fatto i conti di quanto tempo all'anno passate in automobile? MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Si. Per me personalmente circa 500 ore all'anno solamente per recarmi al lavoro ogni anno. Paolo Mondani (giornalista) Che fanno in termine di giorni? MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA In termine di giorni fanno circa 20 giorni di 365 giorni. Paolo Mondani (giornalista) Cioè lei passa venti giorni all'anno in automobile? MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Esatto, io sono attrezzato, porto il computer, il cellulare.... Paolo Mondani (giornalista) Solamente per andare da casa al centro e tornare. MASSIMO MANCUSO - COMITATO NUOVA PONTE DI NONA Esatto e cerco anche di lavorare per strada, visto che tanto sono bloccato nel traffico. Paolo Mondani (giornalista) Con il nuovo piano regolatore il Comune di Roma prevede di costruire nei prossimi dieci anni 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 15 mila ettari. Una nuova città più grande di Napoli. Eppure, tolti gli extracomunitari, la crescita demografica a Roma è pari allo zero. Lo sviluppo più spinto è previsto verso il mare, sulla via Cristoforo Colombo. Il primo progetto riguarda la ex fiera di Roma. Il Comune affiderà a una cordata di costruttori la realizzazione di 288 mila metri cubi di cemento, su un'area che ne conteneva 120 mila. Non solo, l'Ente fiera, che mette insieme il comune e la Regione Lazio, venderà l'area ai costruttori. Caso più unico che raro in Europa: il comune vende un'area di pregio ai privati a 500 metri dal centro storico. Dulcis in fundo, sarà necessario un accordo di programma, altra deroga alle regole, perché il piano regolatore non prevede un nuovo quartiere qui. Il progetto si chiama Città dei piccoli, perché conterrà un asilo nido e uno spazio per i giochi dei bambini. In realtà... FRANCESCA BARELLI - ARCHITETTO COMITATO EX FIERA DI ROMA L'intervento prevede destinazioni d'uso prevalentemente residenziali, superfici direzionali di piccolo taglio, superfici commerciali ed eventualmente strutture ricettive, come a dire di tutto un po', però è sottolineato l'intervento sarà prevalentemente residenziale. Paolo Mondani (giornalista) Quali sono i costruttori che vogliono realizzare qua? FRANCESCA BARELLI - ARCHITETTO COMITATO EX FIERA DI ROMA Nomi noti. Leggiamo il nome di Francesco Gaetano Caltagirone, Viainini Lavori, Paola Santarelli, Salvatore Ligresti e Pierluigi Toti. 7) ALTRO Propongo anche di invitare il Prof. Alessandro Sterpa per ciò che riguarda lo statuto della Regione Lazio (legge elettorale, comitato di garanzia statutaria e referendum) ed uno o più rappresentanti delle associazioni, e non, glbt per la questione omofobia, legge sulle coppie di fatto e caso Marrazzo. Scusate ancora per la lunghezza, buona giornata! Massimiliano Iervolino Membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani via di Torre Argentina 76 00186 Roma 3453652220 [email protected] www.massimilianoiervolino.it _______________________________________________ Lista mailing list [email protected] http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista
