«Pd muto, pronti a correre da soli»
Corriere della Sera ed. Roma pag. 3

«Dalle varie dichiarazioni di illustri esponenti del Pd Lazio si nota come
non venga mai citata la Lista Pannella Bonino, Questa è l'ennesima
dimostrazione di quanto ai democratici interessi un confronto serio con la
nostra storia e con le nostre proposte». Lo afferma Massimiliano lervolino
membro di giunta di Radicali Italiani, «Si illudono di poter raggiungere
un accordo sotto silenzio, allo scopo di non disturbare troppo i possibili
futuri alleati - aggiunge - Lo diciamo da mesi, al Pd proponiamo un grande
accordo politico, magari partendo proprio dall'analisi reale del loro
volume «I fatti separati dalle opinioni». In mancanza di questo tipo di
confronto, per le prossime regionali siamo pronti a correre in modo
equidistante dai due grandi blocchi di potere».



«Sì, ma con i centristi e SeL»

Libero Roma pag. 51

Zingaretti disponibile se la coalizione è ampia.
Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha dello sì. Durante la
riunione degli eletti del Pd del Lazio, ha dato la sua disponibilità a
candidarsi alle elezioni regionali nel Lazio. A due condizioni, per . La
prima: che ci sia un concorso di forze più ampio possibile, che vada
dall'Udc a Sinistra, ecologia e libertà. La seconda: la necessità di
legare la partita delle elezioni regionali con le quelle provinciali nello
stesso quadro politico di riferimento, ovvero che a sostenere il prossimo
candidato a Palazzo Valentini sia la medesima coalizione che lo
sosterrebbe perla Regione. Zingaretti, ha comunque allo stesso tempo
invitato i presenti, 60 tra deputati, senatori e assessori regionali (tra
cui Mazzoli, Milana, Vita, Morassut, Coscia, oltre a Silvia Costa,
Mancini, Di Carlo, Fichera e Di Stefano, Pasetto), a non escludere altre
soluzioni per la corsa alla guida della Regione Lazio. Da tutti gli
esponenti del Pd presenti alla riunione durata oltre quattro ore,
convocata dal segretario regionale Alessandro Mazzoli in vista del vertice
che limedì pomeriggio con le altre forze che compongono l'attuale
coalizione di centrosinistra, è arrivato un sostegno compatto alle parole
pronunciate dal presidente della Provincia di Roma ed alla linea politica
da lui esposta. Zingaretti è uscito dal vertice dopo meno di un'ora,
subito dopo la sua relazione, senza commentare, limitandosi a dire: «C'è
un bel clima». Una volta incassata la disponibilità di Zingaretti, la
Provincia potrà sciogliersi tra il 2l e il 24 gennaio e gli elettori
saranno chiamati alle urne tra maggio e giugno. Riguardo all'eventuale
nome da schierare per Palazzo Valentini, il presidente del Consiglio
regionale Bruno Astorre, (lato come papabile, ha affermato come sarebbe
ragionevole «che per la Provincia venisse essere scelto un candidato
dell'Udc o dell'Idv». Nessuna parola è stata fatta riguardo ai Radicali,
Come ha fatto notare il membro di giunta Massimiliano lervolino. «Questa è
l'ennesima dimostrazione di quanto ai democratici interessi un confronto
serio con la nostra storia e con le nostre proposte», tuona. «Si illudono
di poter raggiungere un accordo sotto silenzio, allo scopo di non
disturbare troppo i possibili futuri alleati». Poi aggiunge: «Lo diciamo
da mesi, al Pd proponiamo un grande accordo politico, magari partendo
proprio dall analisi reale del loro volume “I fatti separati dalle
opinioni” . In mancanza di questo tipo di confronto, i Radicali si dicono
pronti a correre in modo equidistante dai due grandi blocchi di potere. Il
vice presidente del Pd Ivan Scalfarotto ha comunque avvertito che
«chiudere la porta al contributo di forze come i Radicale nel Lazio», ha
detto, sarebbe decisione che, oltre a non lasciarci vincere, finirebbe
anche con il diluire il profilo riformatore del Pd indebolendone il
consenso anche a lungo termine». N. QRPOS


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