Caro Dem,

è chiaro la convinzione e (è) la forza di una scelta di comportamento è
passata per lo studio/ricerca e prosegue nella ridiscussione, grazie di
darmene occasione.
Ti seguo sui punti:

1) la violenza è connaturata alla catena alimentare e alla lotta per la
sopravvivenza nel mondo animale di cui facciamo parte, non per questo siamo
tenuti ad adottarla avendo in dote la ragionevole opzione nonviolenta.
Ma vado oltre: tu parli di leoni e gazzelle e fili d'erba, ovvero di una
catena in sè perfetta e in equilibrio in cui non ci sono sprechi, io parlo
di allevamento intensivo inefficiente e pericoloso per la specie umana
stessa.
Un vegetariano animalista e antispecista quale io *non* sono eccepirebbe
inoltre che il filo d'erba non è dotato di un sistema nervoso centrale ma
anche che il leone non ha una opzione vegetale alla gazzella, o comunque non
lo sa :)

2) non parlo a nome di tutti i vegetariani e so che molti (di nuovo gli
animalisti antispecisti antivivisezionisti -isti -isti) boicottano
l'industria farmaceutica tanto quanto i McDonald's.
Sui test sugli animali mi trovi invece menopeggista e iperspecista: sono
convinta che valga sempre la pena testare un farmaco o una cura su un topo
per salvare vite umane.
Il punto forse era ulteriore, ovvero che assumendo antibiotici genero
violenza contro un microrganismo che ha eletto il mio corpo ad habitat e
mezzo di proliferazione.
Obietto che allora sono oggetto di violenza più che soggetto violento che
non ho strumenti gandhiani con cui argomentare con il batterio/virus.

3) sul punto nutrizionista chiaramente giochi in casa, ma vale la risposta
di ieri: siamo biologicamente e scientificamente in grado di modificare
l'esistente se lo riconosciamo come minaccia. E i livelli attuali (e
culturali) di consumo di carne e derivati vanno ben oltre la mera
sussistenza, non sarebbero cmq sostenibili se spalmati su una popolazione di
9 miliardi se non accettando una distribuzione delle risorse iniqua e
violenta, di fatto uno sterminio di massa. Questi sono l'esistente e la
minaccia, di per sè - per me - insostenibili.

4) io dico Platone un pò per che mi piace dirlo e un pò per rispondere a
Diego su Hitler :D

5) è chiaro che l'etica può prescindere dalle scelte alimentari, ma accade
che la scelta alimentare non prescinda dall'etica, non avendo a che fare nè
con la religione nè in fondo del tutto con la salute. Questo non mi fa
guadagnare posizioni nella scala della nobiltà umana, è solo una scelta
coerente con la mia analisi del problema della inefficienza e iniquità dello
sfruttamento delle risorse, ed è anche un satyagraha perpetuo, ovvero una
scelta in qualche modo performativa che mi permette di sollevare discussioni
come questa, che sarebbero meno probabili se mi limitassi a dire "mangio
MENO carne, il giusto, la quantità equa ed efficiente"

6) siamo TUTTI un prodotto culturale, antropologico direbbe il Solito. Le
scelte alimentari SONO culturali, per quanto ci si possa ostinare a
considerarle ancestrali e "naturali": nulla il nostro pasto ha a che fare
col pasto di un indiano o con il desco di un italiano dell'800.
Mi azzardo solo, umilmente, a pensare dire e fare che siano *anche politiche
*.

Dici che abbiamo rotto abbastanza? :)

Con affetto e stima (mai formula più orrenda e vera)
Luisa





Il giorno 17 gennaio 2010 11.22, <[email protected]> ha scritto:

> Cara Luisa,
> ti avevo risposto una mail fiume accorata e secondo me bella, che perň si
> č cancellata giacchč avevo superatoil time outi dei 20 minuti di questo
> cacchio di sito.
>
> Ti rispondo allora in modo sintetico.
>
> Apprezzo lo sforzo di ricerca e di studio per trovare argomenti a favore
> della tua tesi, ma non mi hai convinto:
>
> 1) l'uomo č apice della catena alimentare e rappresenta un dominatore
> violento delle specie e dei terreni; ma anche il leone sembra violento
> quando mangia la gazzella, senza che nesusno chieda pareri al filo d'erba
> divorato dalla gazzella
>
> 2) la scala massima nel poker viene battuta dalla minima e cosě l'uomo
> riconosce come nemici capaci di annienatrlo ed ucciderlo, anche
> collettivamente, oramai solo i batteri ed i virus: i vegetariani prendono
> gli antibiotici? sono a favore della ricerca sull'AIDS?
>
> 3) la base dell'alimentazione sono gli atomi di carbonio e di azoto,
> insieme agli elettroliti dei minerali (calcio, ferro, fosforo etc); non
> credo serva ti spieghi come si arrivi ad una ciclicitŕ idonea di
> riutilizzo delle molecole basilari
>
> 4) tu dici Platone (di cui non abbiamo testimonianze certe), Leonardo da
> Vinci e Gandhi (che picchiava la moglie per rispettare le tradizioni della
> sua cultura).
>
> 5) io ti contrappongo mio padre, il mio amico Nelson (uomo immenso e che
> considero la miglior persona conosciuta da me) prete brasiliano, Marco
> Pannella: nessuno di essi č vegetariano e non mi pare che l'eticitŕ del
> comportamento dipenda dall'alimentazione. Del resto anche nel
> nostropartito ci sono vegetariani che benché senatori hanno una boria
> insostenibile.
>
> 6)non riuscirai a convincermi che i vegetariani siano piů rispettosi degli
> equilibri: sono delle anomalie nella catena della natura, frutto di
> processi culturali, rispettabili, ma non migliori.
>
>
> Un abbraccio grandissimo
> Demetrio Bacaro
> Membro di Giunta di Radicali Roma
>
> " Caro Dem, la risposta te la dovevo, era solo rimasta nella lista delle
> " cose
> " che devono prendere miglior forma.
> " Ma l'ho appena scovata ben detta dal solito vecchio e te la propongo:
> "per
> " via del fatto oggettivo che una specie animale si trasforma
> " biologicamente,
> " in una situzione laica sappiamo che il bene, *il vero di oggi puň
> divenire
> " il male di domani* se divenisse chiusura nei confronti della conoscenza."
> "
> " Caro Diego, anche a te pur riconoscendo tutto il ludico della tua
> " obiezione:
> " Adolf č stato vegetariano per motivi di salute ma stando alla
> " testimonianza
> " della sua cuoca privata scapocciava per i piccioncini farciti e le
> " salsicce.
> " Comunque credo che Platone, Leonardo da Vinci e Gandhi bastino a
> " riequilibrare la partita :)
> " Se non, schiero Brigitte Bardot!
> "
> " Il giorno 03 gennaio 2010 11.06, <[email protected]> ha scritto:
> "
> "> Grazie Luisa e buon anno a te e a tutti i compagni.
> "> Sono Onnivoro e non Carnivoro (categoria che riguarda nel mondo animale
> "> i
> "> predatori a dieta sbilanciata): la nostra dentizione č da onnivori, i
> "> metabolismi enzimatici sono da onnivori, le necessitŕ organiche ed
> "> organolettiche degli elementi sono da onnivori; mi chiedo perché andare
> "> contro natura? Forse il "carnivoro" (ribadisco: onnivoro) č eticamente
> "> colpevole?
> "> Da liberale comunque rispetto ogni scelta ed auguro un felice 2010 a
> "> tutti, indipendemente da quello che scelgono di mangiare, l'importante
> "> sarŕ essere in forze per un anno di battaglie!!
> ">
> ">
> "> Dem
> ">
> ">
> "> " Pensando ai vegetariani storici, Hitler compreso, m'č venuta voglia di
> "> " farmi una bistecca! Buon anno e buon appetito... Bacio
> "> "
> "> " PS ok, niente piů latticini insieme alla carne ;)
> "> "
> "> " Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!
> "> "
> "> " -----Original Message-----
> "> " From: luisa simeone <[email protected]>
> "> " Date: Sat, 2 Jan 2010 16:26:07
> "> " To: <[email protected]>
> "> " Subject: [radicaliroma] buon anno compagni carnivori
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