Cari compagni,
ho partecipato alle ultime quattro riunioni dell'associazione e vi confesso che inizio ad avere il timore che non riusciremo entro le due prossime settimane a raccogliere le firme necessarie per sostenere la candidatura di Emma Bonino nel Lazio. Forse sono esaggeratamente pessimista ma gli scarsi risultati ottenuti sino ad ora, con le 50 firme di Poggio Mirteto e le 90 di Frosinone, sono un primo campanello di allarme di cui dovremmo tenere conto. Naturalmente la nostra organizzazione può essere perfezionata, il nostro impegno raddoppiato e chissà che con uno sprint finale non riusciamo addirittura a fare un miracolo, ma credo che in realtà la questione di fondo sia un altra di cui sia bene discutere. Preso atto infatti che i ripetuti appelli dei dirigenti radicali al Presidente della Repubblica ed al Ministro degli Interni sono rimasti sino ad oggi lettera morta, mi chiedo se non sia il caso di intraprendere qualche azione più radicale per denunciare l'assurdità di questa legge. In altre parole, la mia sensazione è che il rispetto ossequioso di una norma cretina che ci siamo imposti come condizione per marcare la nostra diversità rispetto agli altri partiti (che de la legge se ne fregano) non solo non ci sta aiutando nel nostro intento di promuovere un maggior senso civico e cultura della legalità ma non contribuisce neanche a risolvere il problema (per esempio per altri movimenti politici che in futuro potrebbero trovarsi nelle nostre stesse condizioni). Questa legge va quindi denunciata con maggiore forza perche' se da un lato è profondamente antidemocratica (in quanto inibisce di fatto la capacità di un soggetto politico a partecipare alle elezioni) dall'altro rispecchia perfettamente lo spirito della maggior parte delle leggi italiane che antepongono sistematicamente la forma alla sostanza, vessando i cittadini con assurdi adempimenti burocratici che altre finalità non hanno (al di là di qualche inutile ed ipocrita intento garantista) se non quelle di proteggere precisi interessi della classe politica. Il mio suggerimento è quindi quello di disattendere pubblicamente l'adempimento di questa legge e di proseguire con la raccolta delle firme in assenza di autentificatori. Naturalmente quest'azione di disobbedienza civile dovrebbe concentrarsi sulla forma della legge (l'onere dell autentificazione) senza comprometterne lo spirito, e quindi non esimerebbe i militanti dal raccogliere con cura il numero di firme previste dalla legge (annotando scrupolosamente ora, luogo, estremi dei documenti dei firmatari, ecc. in modo tale da garantire di fatto l'autenticità). Nella triste ma probabile ipotesi in cui dovessimo andare in contro a delle sanzioni, sino alla "squalifica" delle liste bonino pannella, penso (o voglio sperare) che lo scandalo che si verrebbe così a determinare contribuirebbe ad un duplice utile obiettivo 1) di palesare l'assurdità di una legge che di fatto costringe all' illegalità tutti i partiti politici 2) di indignare profondamente tutti quegli elettori del Lazio che avrebbero volentieri votato per un candidato di alto profilo come la Bonino. E tutto sommato, se è la rivolta morale dei cittadini quella che andiamo cercando... Valerio PS. Ad ogni modo, con o senza autentificatori, potete contare sulla mia piena disponibilità per raccogliere queste firme.
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