io ho presentato per la prima volta in vita mia una lista (a Rieti, a proposito: ho ricevuto stamattina la comunicazione ufficiale che la lista è stata approvata) e non ho trovato per niente complesso né le istruzioni, né la preparazione dei documenti necessari, né l'analisi che ne è stata fatta in tribunale, niente affatto "burocratica"
La complicazione sta casomai nella fase di raccolta, come sappiamo. Ma non è certo quella, che ha incastrato il PdL, tanto che le firme sono rimaste lì in corridoio. Né per uno che lo faceva da 30 anni, si può parlare di incompetenza. Per la superficialità, bisogna vedere da che sia stata generata; da sensazione di impunità, di onnipotenza? In effetti non riesco ancora a immaginare quale fosse il problema: lui ha smentito che fosse il panino o i simboli; i 200 moduli di firme sono come si diceva rimasti lì; ho sentito di "modifica dei candidati", ma questi sono ripetuti su tutti i 200 moduli... Ed allora rimangono solo: - la procura a presentare la lista, che però di sicuro poteva essere presentata a posteriori, - l'accettazione delle candidature e i certificati dei candidati, per il quale penso valga lo stesso discorso. Poi, meglio metterne al sicuro quelli che aveva e andare e tornare aggiungendo gli altri... - gli abbinamenti, con magari qualche abbinamento in extremis; ma in questo caso questa modifica si sarebbe dovuta trovare anche nella documentazione delle altre liste collegate. Marco ----Messaggio originale---- Da: [email protected] Data: 01/03/2010 15.05 A: "radicaliroma"<[email protected]> Ogg: [radicaliroma] esclusione pdl... a me non sembra una buona notizia... Cari compagni, io proprio non riesco a rallegrarmi per uneventuale esclusione delle liste PDL dalla tornata elettorale a causa di una leggerezza procedurale. In un certo senso avverto in questi momenti la stessa sensazione che provo quando la squadra che tifo vince perché gli avversari si sono fatti autogol o peggio, perché é stata presa una decisione a tavolino dallarbitro. Non so voi, ma a me vincere così non piace. Mi lascia dellamaro in bocca e non mi da soddisfazione. Al di là della metafora calcistica, il punto è che la battaglia per la difesa della legalità e quella contro la burocrazia sono due questioni, a mio avviso, intimamente connesse. I comportamenti illegali, dei singoli o delle istituzioni, si diffondono quando le leggi sono così complicate da diventare semplicemente inattuabili. E credo che questo sia proprio il caso di questa legge elettorale, che tra laltro ancora non ho capito bene come funziona... Ma mi spingerei oltre. La mia sensazione è che la burocrazia sia diventata ormai in Italia un fatto culturale, forse addirittura antropologico, uno stato mentale da combattere con tutte le forze perché le limitazioni di libertà dei cittadini nascono proprio quando nellinterpretazione della legge, gli aspetti sostanziali vengono subordinati allapplicazione formale dei regolamenti attuativi. Secondo me, Emma non ha fatto uno sciopero della fame e della sete solo per chiedere al governo il rispetto dellart. 4 della legge n.43 del 95, lo ha fatto, o per lo meno questa è la mia interpretazione, anche per denunciare una legge ingiusta, anti demcratica nello spirito e burocratica nella sua applicazione. Oggi in questa trappola ci sono cascati i nostri avversari ma poteva veramente capitare a chiunque, e di fatto capita a chiunque ogni giorno (mi sono appena beccato una multa di 500 euro perché cinque anni fa il mio datore di lavoro aveva riempito male un modulo...). Come radicali abbiamo sofferto di questa legge e labbiamo combattuta. Per coerenza non credo che dovremmo rallegrarci troppo se oggi le vittime sono gli amici del PDL, anche se in questo caso è complice una buona dose di superficialità ed incompentenza dei loro delegati. E poi non mi sembra che una politica occhio per occhio dente per dente sia nello stile radicale... Insomma, Alfredo Milioni e Giorgio Polesi saranno pure stati degli sciocchi, ma il PDL resta pur sempre il primo partito del Lazio e pertanto mi sembra giusto che partecipi a queste elezioni. A presto, Valerio
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