Nel sottoscrivere pienamente e coscientemente la tua analisi e conseguente 
indicazione politica e di iniziativa
ti ringrazio per il contributo che sempre hai dato e continui a darci 
nonostante la tua non presenza fisica alle riunioni settimanali 
dell'Associazione.
Piero Bonano
avanti forza paris

----Messaggio originale----
Da: [email protected]
Data: 16/06/2010 11.07
A: <[email protected]>
Ogg: [radicaliroma] LA PERDITA DEI POTERI

LA PERDITA DEI POTERI

di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani

(testo integrale dell’articolo pubblicato mercoledì 16 giugno su Cinque
Giorni, free press distribuito a Roma e Provincia)

Da diversi decenni i radicali denunciano il mancato rispetto dello stato
di diritto nel nostro Paese. Quello che sta avvenendo in Regione Lazio non
è altro che un ulteriore capitolo (da scrivere!) della “peste italiana”,
documento che, prima delle ultime elezioni europee, i radicali hanno
voluto redigere per denunciare lo sfascio sessantennale della nostra
democrazia. Da circa due mesi la Polverini è stata proclamata Presidente
della Regione Lazio, e oggi – si può già affermare senza paura di essere
smentiti – c’è in atto una brusca accelerazione rispetto al depauperamento
delle funzioni statutarie di un consiglio regionale che, in questo momento
di forte crisi economica e sociale, non viene minimamente messo in
condizione di dare il proprio contributo. La manovra varata dal Governo, i
dodici decreti commissariali sulla sanità, la situazione allarmante sui
rifiuti e l’annoso problema dei trasporti, sono solo alcuni degli
argomenti che, nel rispetto della separazione tra il potere legislativo e
quello esecutivo, richiederebbero un confronto serrato tra maggioranza e
opposizione. Si continua invece a percorrere una strada storicamente
bipartisan che prevede l’annullamento delle funzioni dell’eletto.
Sulla sanità, materia che assorbendo più del 70% del bilancio regionale è
considerata la più importante delega affidata alle regioni, il nostro
Consiglio non ha nessun potere. Il regime commissariale vigente nel Lazio
non consente agli eletti la presentazione e la discussione di  proposte di
legge, il piano di rientro in materia sanitaria non è soggetto a nessun
voto, i cittadini non possono intervenire con gli strumenti di democrazia
diretta e le associazioni di categoria non possono contribuire con le loro
istanze. Non voglio entrare nel merito dell’appropriatezza dello strumento
commissariale, ma è fuor di dubbio che vedere un Consiglio regionale
impoverito dei propri poteri, rispetto alla delega più importante,
dovrebbe portarci quantomeno ad una seria riflessione, tenendo bene in
mente quanto costa al cittadino la macchina burocratico-amministrativa del
Consiglio regionale. Ma c’è di più: sui dodici decreti commissariali
firmati dalla Polverini, agli eletti non è stato riconosciuto neanche il
diritto di parola, infatti la Presidente non ha ritenuto necessario
illustrarli in Aula. Fermo restando quanto detto sopra, è davvero
paradossale non convocare almeno un consiglio straordinario sulla sanità,
utile sia per ascoltare le proposte di maggioranza e opposizione, sia per
rendere pubbliche e trasparenti le decisioni contenute all’interno dei
provvedimenti commissariali. Purtroppo le scelte sono state unilaterali,
il dibattito istituzionale non c’è stato ed i cittadini subiranno queste
norme senza esserne correttamente informati.
Come se tutto ciò non bastasse ci si è messo di mezzo anche il Tar. Alla
perdita dei poteri del Consiglio regionale, dovuta al commissariamento
sulla sanità, ora bisogna aggiungere anche l’incertezza sull’effettivo
numero dei consiglieri regionali. Infatti la decisione del Tribunale
Amministrativo Regionale sulla materia, prevista per il 10 giugno, è stata
rinviata al 16 settembre 2010. Questa irresolutezza ha come conseguenza un
ulteriore immobilismo dell’assemblea degli eletti, in quanto le decisioni
eventualmente assunte potrebbero essere inficiate dalla presenza di tre
consiglieri di troppo e diventare oggetto di eventuali ricorsi, che
potrebbero annullare le leggi approvate.
E’ da almeno quindici anni che le assemblee elettive di comuni, provincie
e regioni hanno perso il loro potere di indirizzo e di controllo, ormai la
vita di un ente locale è decisa dalla giunta. Il disfacimento delle
funzioni degli eletti è imputabile a entrambi gli schieramenti politici,
ed ha come grave conseguenza – ma non unica – la mancata crescita di una
classe dirigente degna di questo nome. Tutto questo è ancora più evidente
se teniamo bene in mente quello che sta accadendo in Regione Lazio a due
mesi dall’insediamento della Polverini: in questo momento di forte crisi
economica, in cui da quanto si apprende dovrebbero essere proprio le
regioni a pagare il prezzo più alto, il consiglio regionale si è riunito
solo un paio di volte, quando piuttosto sarebbe necessaria una
convocazione quasi ad oltranza. Ci troviamo invece a dover constatare che
l’assemblea viene ulteriormente espropriata delle proprie funzioni. Questo
avviene mentre il dibattito all’interno del centrodestra è incentrato su
come rendere possibile l’ingresso dell’Udc nella giunta, e l’opposizione
si riunisce unicamente per trovare l’accordo sulle presidenze delle
commissioni che gli spettano, ritenendo probabilmente inutili gli incontri
atti a discutere su come rendere più efficace ed unitaria la propria
azione politica.
La Regione Lazio ha bisogno di un nuovo statuto che innanzitutto preveda
la non contemporaneità dell’elezione del Presidente e dei consiglieri
regionali. Andrebbero inoltre rinforzati i poteri delle opposizioni e resi
reali quelli degli organi di garanzia che, ad oggi, esistono solo sulla
carta. Molto probabilmente il ruolo delle assemblee elettive è poco
sentito dall’opinione pubblica, ma a mio avviso è urgente, a partire dal
Lazio, introdurre questo tema all’interno dell'agenda politica. Il
federalismo fiscale è all’ordine del giorno nel dibattito politico
nazionale, ma senza un vero federalismo politico anche la giusta riforma
fiscale corre il rischio di essere inappropriata. Per dare un vero potere
alle regioni (e ai territori!) è urgente intervenire sulle materie
condivise, predisporre statuti regionali che prevedano la netta
separazione tra il potere legislativo e quello esecutivo, e riformare in
senso maggioritario la legge elettorale. Questa è la sfida per un vero
federalismo!


Massimiliano Iervolino
Membro di Giunta di Radicali Italiani
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
[email protected]
www.massimilianoiervolino.it



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