Oggi Silvio Berlusconi ha nominato Aldo Brancher Ministro per l'attuazione del 
Federalismo. Mi verrebbe da dire: un nome, una garanzia. Infatti la ricca 
biografia di quest'uomo è la conferma di ciò che andiamo ripetendo da tempo: se 
sei pulito e non hai problemi con la giustizia non puoi far parte del Governo 
Berlusconi. E' un messaggio chiaro, diciamo 'educativo' per le nuove 
generazioni: l'onestà è una virtù che non porta profitti, se la tua fedina 
penale è immacolata non potrai amministrare la res publica. Mentre se sei stato 
detenuto a San Vittore per falso in bilancio e finanziamento illecito 
all'allora partito socialista italiano, come nel caso di Brancher, e scarcerato 
solo per decorrenza dei termini di custodia cautelare e ti sei salvato in 
Cassazione solo grazie alla prescrizione per il primo reato e alla 
depenalizzazione per il secondo dopo essere stato condannato in appello, allora 
hai fatto bingo: puoi diventare Ministro. 

E non è sicuramente un caso che certi fantasmi del passato riemergano: Brancher 
nel 1993 era di fatto un lobbista che si occupava di mantenere buoni rapporti 
tra la Fininvest e i partiti, piazzando spot politici sulle reti di Berlusconi. 
Infatti, ai tempi, fu chiamato a rispondere anche di un versamento di 300 
milioni di vecchie lire al Psi. Brancher tentò di scagionare il gruppo 
Berlusconi, sostenendo che era stata la sua Promogolden ad acquistare gli spazi 
pubblicitari per conto dell'attuale Presidente del Consiglio. 
Il Pool di Mani Pulite ipotizzò, invece, che l'operazione nascondesse un 
finanziamento illecito, autorizzato da Fedele Confalonieri, che venne iscritto 
sul registro degli indagati, anche se quest'ultimo fu assolto. Insomma Brancher 
è l'uomo giusto al posto giusto e viene fuori anche da un vecchio racconto di 
Silvio Berlusconi: "quando il nostro collaboratore era a San Vittore, io e 
Confalonieri giravamo intorno al carcere: volevamo metterci in comunicazione 
con lui". Mi chiedo: "Chissà perché? Avevano paura che parlasse?". Ma Brancher 
non parlò.
Ci sono particolari interessanti che non possono essere trascurati: venne 
condannato in primo e secondo grado a due anni e otto mesi per le tangenti 
sugli spot anti Aids per falso in bilancio e violazione della legge sul 
finanziamento ai partiti, subito dopo divenne responsabile di Forza Italia 
Nord, deputato e sottosegretario alle riforme istituzionali. 
Questo è il passato, mentre oggi il neo Ministro Aldo Brancher risulta sotto 
processo, imputato di appropriazione indebita in relazione a soldi incassati 
dall'ex numero uno della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, nell'ambito 
della vicenda della scalata Antonveneta. Le ultime udienze, guarda caso, sono 
state rinviate al 26 giugno per i cosiddetti "impegni istituzionali". E il suo 
nome è riapparso sui giornali tre mesi fa nell'inchiesta sul maxiriciclaggio. 
Gennaro Mokbel, ritenuto il dominus della truffa, in una telefonata 
intercettata dagli inquirenti parla di Brancher come ispiratore di un 
fantomatico "Partito federalismo italiano" in Belgio.
Oggi ho presentato un'interpellanza al Governo per sapere: se il signor 
Brancher sia stato premiato con la nomina a Ministro per ciò che ha fatto in 
passato, per ciò che non ha detto o se questo nuovo incarico sia il solito modo 
di offrire garanzie di impunità, alla luce del processo in corso, che gli 
verrebbero date grazie al legittimo impedimento. Legge che permette ai ministri 
di non presentarsi ai processi per "motivi istituzionali". 
Insomma, Berlusconi, Dell'Utri, Cosentino, Brancher e i loro numerosi amici, 
con nutrite fedine penali, hanno sostituito il Parlamento e i Ministeri con le 
Aule dei tribunali e i carceri. 

Copiato dal Blog Di Antoni DIPIETRO.
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