In linea di massima condivido l'idea di ingerenza del meccanismo di
"sostituto di imposta".
Condivido che se i dipendenti ricevessero il lordo e dovessero loro stessi
pagare le imposte rimarrebbero sconvolti dall'entità delle imposte da pagare
e sarebbero ben più che sensibilizzati.
Condivido però al tempo stesso le preoccupazioni sollevate da un altro
compagno.
Nel prospettare un modello ideale, un'iniziativa, o proposta, non possiamo
non tenere in considerazione la fotografia della realtà e del contesto.
In un'Italia dove ci si lamenta dei mancati controlli, dell'inefficacia
degli strumenti di vigilanza, trovo davvero un rischio enorme per il gettito
statale, e quindi per la copertura di tutti i servizi essenziali, lasciare
il pagamento delle imposte ai singoli lavoratori dipendenti.
Un'agenzia che spesso non riesce a controllare le aziende, o lo fa con
ritardo, riuscirebbe a controllare con efficacia i singoli?
Poniamo il caso di un'azienda di 1000 dipendenti, lo stato si troverebbe a
dover effettuare non un controllo ma mille, credete davvero che sia in
grado? Credete davvero che i mille, in una situazione di crisi come quella
attuale non verranno tentati dal "posticipare" pagamenti di tasse ed
imposte?
Attualmente questo "posticipo" molte aziende in difficoltà già lo fanno.
In momenti di crisi pagano solo il netto al dipendente, e non pagano
contribuzioni od altre imposte, per pagarle magari il mese successivo con un
piccolo Ravvedimento Operoso.
Questa forma di 'autofinanziamento' o liquidità, forzata e sicuramente
scorretta, ma praticata, verrebbe meno se l'azienda dovesse corrispondere
l'intero lordo al dipendente.
Come vediamo e riscontriamo, ciò accade anche con il TRFL, che l'azienda
dovrebbe accantonare ogni anno per il dipendente, cosa che di fatto non
avviene (almeno nelle piccole realtà) lasciando in buona sostanza il TFRL a
creare liquidità.
Difatti come si può facilmente notare tutti gli istituti di credito hanno
prodotti specifici per finanziare il TFRL, alla quale spesso ricorrono le
aziende quando si trovano nella condizione di dover liquidare qualche
dipendente ma sprovvisti del fondo realmente accantonato.
Quindi, d'accordo in linea di principio, ma profondamente perplesso
sull'opportunità e la fattibilità di attuare una cosa del genere in questo
stato di cose.
Questa la mia modesta opinione.
Michele

Il giorno 28 giugno 2010 12.35, Luca Patavino <[email protected]> ha
scritto:

> Condivido l'idea.
>
> Come si demanda al libero professionista l'onere e il diritto/dovere di
> pagare le tasse sul lavoro e accantonarsi quote pensione e simili, lo
> stesso ragionamentoa mio avviso dovrebbe valere nei confronti del lavoratore
> dipendente. Per lo meno non come obbligo, dato che ciò potrebbe comportare
> un fastidio di tipo burocratico in molte persone, ma comunque sia data come
> possibilità di scelta.
>
> Leggo che il tema fu oggetto di una precedente iniziativa radicale, non lo
> sapevo e ovviamente scopire questa cosa mi ha fatto piacere.
>
> Luca Patavino.
>
>  ------------------------------
> *Da:* "[email protected]" <[email protected]>
> *A:* [email protected]; [email protected]
> *Inviato:* Sab 26 giugno 2010, 10:19:25
> *Oggetto:* Re: [radicaliroma] già l'ho sentito dire......
>
> 
> Concordo pienamente con l' efficacia simbolica e psicologica dell'
> iniziativa.
>
> Cordialmente, pierluigi sorti
>
> ----- Original Message -----
> *From:* [email protected]
> *To:* [email protected]
> *Sent:* Saturday, June 26, 2010 9:55 AM
> *Subject:* [radicaliroma] già l'ho sentito dire......
>
>
> Tea Party Roma: distribuzione dei moduli per chiedere al datore di lavoro
> lo stipendio lordo in busta paga
> Nel corso del Tea Party di Roma (sabato 26 giugno, Piazza S.Lorenzo in
> Lucina, ore 18.00), verranno distribuiti i moduli necessari per chiedere al
> proprio datore di lavoro di ricevere il lordo dello stipendio in busta paga:
> un atto di resistenza fiscale contro quella truffa legalizzata che prende il
> nome di "sostituto d'imposta". Con la distribuzione pubblica dei moduli, Tea
> Party Roma vuole appoggiare la battaglia di Giorgio Fidenato e del Movimento
> Libertario per l'abolizione del sostituto d'imposta. L'obiettivo, come ha
> scritto Antonio Martino, è quello di "accrescere la consapevolezza dei
> lavoratori dell'entità degli oneri di cui lo stato li grava".
>
> Si tratta di "una battaglia di civiltà, che faceva parte del programma di
> Forza Italia del 1994 e che nel 2000 fu oggetto di un referendum (non
> ammesso) di iniziativa radicale". E che oggi viene portata avanti da
> "Giorgio Fidenato, un imprenditore agricolo friulano che dall'inizio del
> 2009 versa ai propri dipendenti lo stipendio lordo, inclusivo delle ritenute
> che a vario titolo devono essere versate all'erario, lasciando ad essi il
> compito di effettuarne il versamento". "Non voglio più fare il sostituto
> d'imposta - dice Fidenato - non sono schiavo dello stato e non voglio
> lavorare per lui, nemmeno se mi paga!". Clicca qui per saperne di più sulla
> battaglia del Movimento Libertario (e per scaricare il modulo in formato
> pdf).
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> >----Messaggio originale----
> >Da: [email protected]
> >Data: 24/06/2010 0.04
> >A: <[email protected]>
> >Ogg: [radicaliroma] richiesta di informazione
> >
> >Avete informazioni in merito alla delibera di iniziativa popolare sul
> >testamento biologico al Comune di Roma?
> >Grazie
> >
> >
> >Massimiliano Iervolino
> >Membro di Giunta di Radicali Italiani
> >via di Torre Argentina 76
> >00186 Roma
> >3453652220
> >[email protected]
> >www.massimilianoiervolino.it
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