Ciao Paola bentornata! Il giorno 10 settembre 2010 22:05, <[email protected]> ha scritto:
> Come sempre puntuale ed efficace!Grazie Massimiliano e grazie anche a > Pierluigi Sorti altrettanto efficace. Sono finalmente tornata a Roma,ci > vediamo presto.Saluti a tutti.Paola > TIM: la tua mail in mobilità con il BlackBerry® > > -----Original Message----- > From: "Massimiliano Iervolino" <[email protected]> > Sender: [email protected] > Date: Fri, 10 Sep 2010 10:27:24 > To: <[email protected]> > Subject: [radicaliroma] Di cosa parliamo quando parliamo di uninominale > > Di cosa parliamo quando parliamo di uninominale > > Europa pag.7 > di Massimiliano Iervolino > > Il recente appello sull’uninominale promosso, tra gli altri, da Pietro > Ichino, Marco Pannella e Mario Baldassarri, ha il merito di rimettere al > centro del dibattito politico italiano il rapporto tra eletto ed elettore. > Questo, da parecchi anni, è stato logorato da controriforme atte a > ridimensionare il potere del cittadino a favore di quello dei partiti. Il > punto più basso è stato sicuramente raggiunto con il cosiddetto > “porcellum” ma le leggi elettorali che si sono susseguite prima di quella > attuale, comprese quelle per i comuni e per le regioni, hanno sempre > favorito un rapporto distorto con il territorio. Il collegio uninominale è > l’unica alternativa alle nomine delle segreterie di partito ed al sistema > di potere che c’è dietro il voto di preferenza. Proprio per questo motivo > nel 1993 il popolo italiano, a stragrande maggioranza, votò a favore del > collegio uninominale. Scelta che fu “tradita” dal legislatore che inserì > quel 25% di quota proporzionale, che nei fatti ridimensionò la grande > riforma che i promotori della consultazione popolare avevano a cuore. Va > ricordato che il grande sostegno dei cittadini giunse durante > tangentopoli, che concise con il momento più critico per la partitocrazia > italiana. Purtroppo, sia il tradimento del referendum elettorale che > quello sul finanziamento pubblico dei partiti, consentì a questi ultimi di > conservare tutto il loro potere: infatti, negli anni successivi al > terremoto giudiziario, abbiamo assistito al cambiamento di alcuni attori e > di molte sigle elettorali ma purtroppo di mutamenti radicali che > giovassero alla nostra democrazia non abbiamo visto neanche l’ombra. Il > rischio che senza riforme strutturali si potesse passare al secondo tempo > della prima Repubblica e non alla seconda, fu il monito che Marco Pannella > lanciò durante “mani pulite”. Negli anni successivi a tangentopoli il > Parlamento non ha approvato nessuna legge capace di riconsegnare > interamente il potere di scelta ai cittadini e nessun passo in avanti è > stato fatto in merito all’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. > Il continuo intreccio della cronaca politica con quella giudiziaria, che > continua tutt’oggi, è la miglior prova della giustezza dell’analisi di > Pannella. L’alternativa è possibile solo con l’alterità nei comportamenti, > altrimenti si parli di alternanza e nulla di più. Il sistema di potere dei > partiti, che attanaglia il nostro paese da un sessantennio, può essere > ridotto attraverso il collegio uninominale e, aggiungo, con le primarie > previste per legge, a tutti i livelli, compreso quello locale. Le elezioni > regionali, quelle comunali e quelle municipali, continuano a prevedere il > voto di preferenza. Basta guardare cosa succede nelle assemblee elettive > locali per capire che l’uso della preferenza non è auspicabile per chi > vuole concepire una politica realmente alternativa. Lì dove dovrebbe > nascere la futura classe dirigente del paese si ha un sistema elettorale > che accentua il mantenimento dello status quo. Infatti, coloro che possono > aspirare ad essere eletti in queste assemblee sono i soli candidati che > negli anni hanno saputo rendere feconde le proprie clientele, pratica > distante dalla cura del territorio e dalla possibilità di riconoscersi in > esso. Illuminante, in materia, la struttura del bilancio della Regione > Lazio, di recente modificata: fino al bilancio 2006, con un meccanismo che > è esploso sotto la giunta Storace, erano allegate al documento di > previsione delle spese le fantomatiche "tabelle", un elenco di contributi > da erogare senza alcuna ratio settoriale o geografica, se non il dover > accontentare le clientele politiche di ciascun consigliere regionale. Un > contributo di circa 600.000 euro all’anno per ogni eletto che, senza > nessuna regola, poteva essere girato ad associazioni, chiese, centri > sportivi, enti, fondazioni e tanto altro. Non era altro che il modo di > ripagare i loro “grandi elettori” attraverso i soldi pubblici. Quando > questo sistema per delinquere fu attaccato dalla stampa, i fautori di > quella vera e propria truffa si difesero richiamandosi al rapporto con il > territorio. Questo è uno dei tanti modi della politica “a delinquere” di > ampliare la propria base elettorale. Metodi illegali che favoriscono > coloro che ogni giorno curano le proprie clientele. Infatti, se così non > fosse, non si comprenderebbe come perfetti sconosciuti siano capaci di > raccogliere decine e decine di migliaia di preferenze. Tutto questo accade > senza che un solo magistrato abbia la voglia di indagare su questi fatti, > ma quella della non-giustizia italiana è un’altra storia (un altro > capitolo!) della peste italiana. > > > > > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected] > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected] > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > -- ANDREA DE LIBERATO PuntoZeroFilm / Enjoy Movies (M.H.A.O. Production & Management srl) Via dei Leutari, 29 00186 ROMA Tel. +39 06 68139054 Fax +39 06 68307955
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