La lettera è di una bellezza folgorante. W il Professore !
carlo d'ammassa ----Messaggio originale---- Da: [email protected] Data: 13/10/2010 15.48 A: <[email protected]> Ogg: [radicaliroma] Una lettera di Vittorio Ceradini Qui di seguito la lettera inviatami/ci da Vittorio Ceradini e pubblicata oggi su Notizie Radicali. Lo ringrazio davvero di cuore. Caro Riccardo, da Reggio Calabria desidererei (se lo ritieni opportuno e nella forma che vuoi) comunicare questo mio sentimento per la riunione di stasera inviandoti questa nota: BELLISSIMO !!!!!! Non mi riferisco certo né a Riccardo, né a Luca, né a Davide. Mi riferisco al Campidoglio. L’altra sera ho passeggiato per due ore lungo le strisce di travertino della stella che fa base alla statua equestre del nostro Marco (…Aurelio) assieme a Riccardo, Luca e altri. Oltre a dare un modestissimo contributo di compagnia ero curioso di vedere l’effetto che fanno quatto radicali in ambito monumentale. Effetto BELLISSIMO. Qualcuno può criticare l’iniziativa per la sua inutilità pratica, per il fatto che ci sono solo turisti, o per la perdita di tempo che ciò comporta. Circa l’utilità pratica non so…., mi affido a chi ha più esperienza. Circa i turisti c’è da dire che sono i più curiosi della nostra presenza (comunque transnazionale: urbis et orbis), poi ci sono sposi con famiglie a rotazione continua con macchine fotografiche e telecamere a volontà: foto che si diffondono nel tempo, e poi ci siamo noi stessi, che non è poco. Circa la perdita di tempo la ritengo opinione bestiale. Il più bello spazio che l’uomo civico sia mai stato in grado di realizzare è a nostra disposizione. Usiamolo. Usiamolo, in parte per convincere gli altri a far qualcosa (come mettere dei numerelli in un sito internet), ma se non siamo convinti, usiamolo per convincere noi stessi a far qualcosa. Per prendere semplicemente consapevolezza. Una passeggiata alla luce del tramonto nell’ottobrata romana in uno spazio michelangiolesco commuove e convince chiunque. Chiunque prende consapevolezza del luogo (architettonico e politico). Anche se piove passeggiare sotto il portico dei Musei Capitolini non è niente male. Il Campidoglio è luogo di sedimentazione geologica e civica. Sedimentazione vulcanica, dalla rupe tufacea alle pozzolane degli intonaci che fanno vibrare la luce dei palazzi in contrappunto al calcare sedimentato dei travertini ed alla sedimentazione graduale dei verdi scuri di pini, lecci e allori; sedimentazione umana e civile di latini, sabini, etruschi, repubblicani, imperiali, goti, vandali e Alemanni, francescani, rinascimentali, barocchi, risorgimentali, fascisti, democristiani, di nuovo Alemanni e ….. radicali. Riccardo rischia di venir ruzzolato giù per mano di un vigile dal colle alla maniera di Cola di Rienzo? BENE! Luca e Davide rischiano di rievocare la figura storica delle Oche del Campidoglio? BENE! Passeggiamo con loro, diamogli il cambio. Rischiamo tutti in quanto anormali, anormalizzati, anormali di esser frullati giù dalla Rupe Tarpa? BENE! Invito quindi tutti, per meditare sul nostro luogo sedimentato, sulla nostra piazza, a farci sopra una bella passeggiata, la più bella che c’ è. Magari con amici, amori, mamme, Magari con in mano un libro tascabile oppure la guida del Touring Club da leggere come un breviario alla maniera dei frati peripatetici. (per i prossimi giorni mi mantengo pudenzialmente a 700 km di distanza, ma posso da qui gridare: armiamoci e passeggiate). Vittorio.
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