*T-DOR 2010 *

*TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE *

*A ROMA LA CERIMONIA DEL T-DOR 2010 SI SVOLGERA’ IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO
VENERDI’ 19 NOVEMBRE DALLE 17,30.*



*L’Associazione Libellula, Associazione Radicale Certi Diritti, Cgil Nuovi
Diritti, Arcigay Roma, Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, Radicali
Roma e la Fondazione Massimo Consoli, celebreranno insieme il T-Dor 2010 a
Roma in Piazza del Campidoglio, venerdì 19 novembre a partire dalle ore
17,30. *



Il 20 Novembre ricorre in tutto il mondo il  “Transgender day of
Remembrance” (Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell'odio e del
pregiudizio contro le persone transessuali).



La cerimonia commemorativa prevede che tutti i partecipanti, in fila,
leggano a turno i nomi, qualche dettaglio di vita e le modalità
dell'assassinio delle vittime transessuali dei crimini d'odio. Solitamente
si accende una candela corrispondente al nome di ogni vittima della
violenza.

.

In questo giorno si organizzano delle veglie in ricordo delle vittime
dell'ultimo anno, i siti internet restano oscurati per lutto, l’immagine
sostituita con una comune in tutto il mondo, scelta dal comitato americano e
si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo silenzioso massacro
con presidi, fiaccolate, reading, performance teatrali, mostre fotografiche,
eventi musicali e proiezioni cinematografiche.



Il primo evento risale alla fine degli anni ’90 e si deve a Gwendolyn Ann
Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al
progetto web "Remembering Our Dead" e nel 1999 a una veglia a lume di
candela a San Francisco.



In Italia il numero degli omicidi di persone transessuali e’ incredibilmente
alto e, in particolare, vittime sacrificali di un pregiudizio insensato sono
come al solito le persone transgender immigrate. Sia a livello nazionale che
internazionale i dati ufficiali sugli omicidi trans non descrivono che la
punta di un iceberg, basandosi esclusivamente su denunce presentate, su
rassegne stampa e su quanto le associazioni riescono a raccogliere
direttamente.



In molti Paesi la morte violenta di persone transgender passa sotto
silenzio, o perche’ la transessualità è ancora considerata un reato, o a
causa di disinteresse e censure della rete informativa o perche’ i familiari
nascondono la condizione transgender delle vittime per paura del giudizio
sociale.
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