I radicali in Regione Lazio portano avanti questa operazione verità, per
dimostrare, l'ennesima volta, che la peste italiana non riguarda un solo
schieramento politico! Leggete, leggete, c'è da ridere, per non piangere!


Corriere della Sera Pag. 1 di Rizzo e Stella


L'autostrada dei pasticci (da 900 milioni)

I primi progetti nel 2001, i dubbi di Bruxelles, i ripensamenti della
Regione Lazio. E giovedì il Cipe ha sbloccato 468 milioni L'autostrada dei
pasticci (da 900 milioni) Risarcimento record sulla Roma-Latina I privati
1'iCol'i"oilo all'arbitrato: lo Stato rischia una penale doppia rispetto
al Ponte di Messina Interrogazioni Il consigliere laziale dei Radicali,
Giuseppe Rossodivita, ha presentato numerose interrogazioni. Senza
risposta di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA soldi vanno spesi per I
l'asfalto o gli avvocati? Direte che è una domanda assurda Se devi fare
un'autostrada è ovvio che i soldi vanno spesi in lavori e non in cause
giudiziarie. Eppure prima ancora che sia dato un solo colpo di badile, i
denari appena stanziati per la Roma-Latina sono già ipotecati da due
risarcimenti da capogiro per quasi un miliardo di euro. Sui quali destra e
sinistra mantengono uno sconcertante silenzio. Ma cominciamo dall'inizio.
Siamo nel 2001. Dopo anni di denunce sulla pericolosità omicida della
Pontina, di sospiri e maledizioni per gli ingorghi giganteschi, di
bla-bla-bla sulla necessità di costruire finalmente una nuova arteria
almeno a 4 corsie per far fronte a un traffico cresciuto a dismisura, la
Regione Lazio governata dal centrodestra e presieduta da Francesco Storace
decide di sbloccare finalmente la tanto attesa Roma-Latina. Trenta milioni
al chilometro In base alle stime, ciascuno dei 55 chilometri dell'arteria
costerebbe più di 30 milioni, il triplo di quanto si spende in Francia o
in Spagna Come? La risposta è nella formula magica: una joint-venture tra
il pubblico e il privato. Viene costituita una società concessionaria
destinata a progettare, costruire e gestire l'opera Si chiama Arcea Lazio.
Il 51% è in mano alla Regione Lazio, il 49% a un raggruppamento privato
assolutamente trasversale, secondo i soliti schemi: un po' a me, un po' a
te, un po' a lui... Ne fanno parte la società Autostrade, il Monte dei
Paschi e il Consorzio Duemilacinquanta. Il quale a sua volta tiene insieme
una compagnia allargata. Dalla So.Co.Stra.Mo. di Erasmo Cinque
(costruttore considerato vicino alla destra romana) alla «cooperativa
rossa» Ccc, dalla stessa società Autostrade (attraverso la Spea) alla
Ingegneri associati di Mario Salabè, fratello dell'architetto Adolfo
Salabè coinvolto anni fa in una faccenda poi prescritta di fondi neri del
Sisde. Non basta Anche se non figurano tra i soci, hanno un piedino nel
consiglio di amministrazione del Consorzio anche le «Condotte» con Duccio
Astaldi e il gruppo Caltagirone con il manager Pasquale Alcini. Il tempo
di mettere a punto i dettagli societari, definiti il 21 maggio 2003, e via
all'operazione. Con l'incarico alla Spea di fare gli studi preliminari.
Appena lo viene a sapere, Bruxelles pianta la prima grana. Secondo la
Commissione europea l'Arcea avrebbe violato le norme comunitarie. Le quali
consentono di affidare direttamente i lavori senza gare d'appalto solo
alle società «in house». Cioè interamente controllate dall'ente pubblico.
Cosa che la Spea, appartenente come dicevamo alla Società Autostrade, non
è. La Regione Lazio non fa una piega Anzi. Il 19 maggio 2004, in barba
alle obiezioni di Bruxelles, l'Arcea incarica il Consorzio
Duemila-cinquanta, il raggruppamento privato che è suo azionista, di fare
il progetto dell'opera. Un incesto amministrativo ribadito. E stavolta con
un secondo contratto ancora più oneroso. Nell'indifferenza per gli
eventuali contraccolpi legali. Non è finita Vinte le elezioni dell'aprile
2005, in Regione si installa la giunta di centrosinistra di Pietro
Marrazzo. L'anno dopo, il centrosinistra subentra anche a Palazzo Chini. E
nel settembre 2oo6 *** il nuovo ministro delle Infrastrutture Antonio Di
Pietro annuncia che da Arcea escono i privati e subentra lo Stato: «Stiamo
studiando le modalità per fare entrare l'Anas». Obiettivo: 60% alla
Regione, 40% all'Anas. Spiega il governatore: «Questa proposta arriva dopo
che l'Unione europea e l'Autorithy sulla concorrenza hanno negato
all'Arcea il ruolo di società concessionaria a causa della presenza di
privati». Ma le cose, evidentemente, non sono così semplici Fatto sta che
due anni dopo, a cavallo della caduta di Prodi, la giunta Marrazzo decide
di azzerare tutto. Meglio, il 4 marzo 2008 fa un'altra società: la
«Autostrade del Lazio spa». Non più con le Autostrade, ma con l'Anas.
Stavolta le quote sono paritetiche: 50% ciascuno. A questo punto la
Regione si ritrova con due società per fare la stessa Roma-Latina, una con
le Autostrade e una con l'Anas. Un pallonetto alzato a chi avesse voglia
di piantare grane. Cosa che puntualmente accade. Appena il centrodestra
vince le elezioni politiche, pura coincidenza, parte la prima richiesta di
arbitrato. Quella specie di giustizia parallela con corsia prioritaria più
volte abolita e più volte ripristinata. Il Consorzio Duemilacinquanta
pretende un risarcimento danni di 674 milioni. Nessuno fa una piega e i
tre arbitri vengono insediati di comune accordo. Sono l'avvocato di Erasmo
Cinque, Federico Tedeschini, per la società privata e l'ex ministro Angelo
Piazza per la Regione. Che insieme scelgono come presidente del collegio
l'amministrativista Arturo Cancrini. La faccenda però, di rinvio in
rinvio, va a rilento. Come mai? Mancano i soldi? Inoltre c'è un
problemino: le clausole contrattuali prevedono che a innescare un
eventuale arbitrato non possa essere il Consorzio, ma l'Associazione
temporanea di imprese dei privati, cioè il raggruppamento che ha in mano
il 49% delle azioni dell'Arcea. Quindi anche le Autostrade e il
Montepaschi. Autostrade non si fa pregare. E a sua volta, a gennaio di
quest'anno, promuove un secondo arbitrato, chiedendo alla Regione altri
185 milioni di danni. Totale dei due arbitrati: 859 milioni e spiccioli,
ovviamente senza considerare le parcelle (astronomiche) degli arbitri. Più
del doppio delle penali che lo Stato avrebbe dovuto pagare cancellando il
Ponte di Messina. Una somma pazzesca. Tanto più che l'intera autostrada
(senza considerare l'«allegata» Cisterna-Valmontone) dovrebbe già costare,
Iva esclusa, 1.668 milioni di euro. Per 55 chilometri: cioè 3o milioni e
327mila euro al chilometro, il triplo dei costi francesi o spagnoli. Quasi
otto volte più di quanto costò in valuta attuale l'Autosole. Un incubo. Le
statistiche infatti non lasciano dubbi sul modo in cui vanno a finire
queste cose. Nei primi nove mesi del 2009, per esempio, furono depositati
132 lodi arbitrali: nel 98% dei casi perse lo Stato. Tanto, non paga
Pantalone? Nei 279 arbitrati fra il 2005 e il 2007 non era andata poi
diversamente: 15 vittorie per lo Stato, 264 (pari al 94,6%) per i privati.
Un andazzo tale da far scrivere dalla fondazione «Italiadecide» che le
imprese si sono dotate di «apparati legali spesso più forti e attrezzati
di quelli tecnico-operativi. II principale risultato negativo è una sorta
di indifferenza al risultato». Domanda: siamo sicuri che i 468 milioni che
solo giovedì scorso, tra gioiose dichiarazioni di sollievo, sono stati
finalmente sbloccati dal Cipe, finiranno in ghiaia, massicciate e asfalto
e non verranno prosciugati dai risarcimenti? È quello che chiede,
pressoché solitario, Giuseppe Rossodivita, il capogruppo dei Radicali in
Regione che da settimane tempesta il Consiglio di interrogazioni. Rimaste
tutte, misteriosamente, senza risposta.. La vicenda Y progetto Nel 2001,
il Cipe delibera l'intervento sulla «Al 2-Pontina Appia» e sulla «Bretella
Cistema-Valmontone» I costi Iniziali I costi iniziali erano stati stimati
in oltre 1.136 milioni di euro per la prima tratta e 310 milioni di euro
per la Bretella La sodetà Inizialmente fu creata una joint venture mista
chiamata Arcea Lazio, società concessionaria, destinata a progettare,
costruire e gestire l'opera 6t' arbitrati Nel corso degli anni, però,
alcune società che prima facevano parte della joint venture hanno promosso
degli arbitrati che ammontano a oltre 859 milioni di euro I costo reale
Attualmente, secondo i dati della Regione Lazio, per gli interventi sulla
«Roma-Latina» e «Cisterna-Valmontone», i costi presunti ammontano
all'incirca a due miliardi di euro *** Renata Polverini, governatore. dei
Lazio, e Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, giovedì scorso presentano I
progetto per l'autostrada Roma-Latina 637 milioni • . È ilzcosto itimato •
in euro (iva esclusa) dalla Regione Lazio . per la tratta -
Cisterne,Valmontone • cèordo tra ta 412 cf la Roma-Latina iit Barn (Iva
escÍùsa) data Regione Lazio per la tratta Roma-Latina nor4 ***

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