Si avevo letto l'articolo di Battista il giorno che è stato pubblicato.

Non capisco che senso abbia un articolo del genere accostato alla testimonianza 
del sangue e dei massacri perpetrati dai governi israeliani.



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Da: Phoebe Lesch <[email protected]>
A: Alessandro Litta Modignani <[email protected]>
Cc: radicaliroma <[email protected]>
Inviato: Mar 19 aprile 2011, 13:04:07
Oggetto: Re: [radicaliroma] senza parole

Bravo Ale. 



Am 19.04.2011 um 12:46 schrieb Alessandro Litta Modignani:

dal Corriere della Sera di venerdì 16 aprile
> 
>Pierluigi Battista: " La guerra sbagliata del >pacifista< nemico di Israele "
> 
>Si stenta persino a capire in quali abissi di bestialità possano essere 
>piombati 
>gli uomini che hanno trucidato Vittorio Arrigoni a Gaza. Quali giustificazioni 
>può avere l’enormità disumana del loro gesto? E invece il fanatismo folle ha 
>questo di peculiare: il trattare gli esseri umani come oggetti da torturare, 
>se 
>la Causa lo impone. Il sacrificare gli innocenti, se il sangue versato può 
>essere utile alla guerra santa. Perciò il corpo martoriato di Arrigoni suscita 
>pietà due volte. Pietà per il rito cruento che lo ha barbaramente annientato. 
>Pietà per lo sgomento e la disillusione che Arrigoni deve aver provato negli 
>ultimi momenti della vita, prima di essere ucciso da chi era stato il 
>destinatario, ingrato, del proprio impegno e del proprio aiuto. Eppure 
>l’efferatezza dell’esecuzione di Arrigoni ha una sua logica, un’allucinata ma 
>coerente sequenza politica e ideologica in grado di ispirare un gesto così 
>vigliacco. Arrigoni aveva consacrato se stesso alla causa palestinese, con 
>un’adesione totalizzante, assoluta, mistica, senza riserve, dubbi, sfumature. 
>Una causa che ai suoi occhi si identificava con un odio altrettanto assoluto 
>nei 
>confronti dello Stato di Israele, descritto e demonizzato nel suo blog come 
>l’espressione di ogni nefandezza, la manifestazione di uno scandalo storico 
>che 
>non ammetteva mediazioni e non concedeva nulla, ma proprio nulla, alle ragioni 
>del Nemico. «Demonizzazione» , in questo caso, è più di una metafora. Nel suo 
>blog Arrigoni invocava la dannazione per i «demoni sionisti» che agitavano gli 
>orrori dello «Stato ebraico» . Aveva trattato Roberto Saviano, colpevole di 
>aver 
>aderito a una manifestazione a difesa di Israele, come un «propagandista dei 
>crimini» . Definiva il sionismo «disgustoso» . Scomunicava al Fatah come una 
>centrale di «venduti alla causa di Israele» . Condannava Shimon Peres come un 
>mostro che «bruciava bambini con il fosforo bianco» . Non aveva mezze misure, 
>chiaroscuri, sfumature. Ha detto una volta: «Io i libri di Yehoshua, Grossman 
>e 
>Oz non li leggo perché sono sporchi di sangue» . Proprio così: «Sporchi di 
>sangue» . Oggi dobbiamo provare pietà per come lo hanno ucciso, ma Arrigoni 
>non 
>aveva pietà per Gilad Shalit, il giovane israeliano ostaggio da oltre 1700 
>giorni dei carcerieri di Hamas, e diceva che gli appelli per Shalit «intasano 
>l’etere» , moleste e ripetitive invocazioni per salvare una vita. «Restiamo 
>umani» , amava dire Arrigoni. Ma certe volte il fanatismo ideologico ispira 
>ineluttabilmente parole disumane. E troppa disumanità ha macchiato un 
>conflitto 
>interminabile come quello che da decenni impegna il Medio Oriente. Lui con le 
>ragioni di Hamas si identificava in toto. E gli era difficile immaginare che 
>un 
>gruppo terroristico ancora più oltranzista, feroce, sanguinario avrebbe potuto 
>scavalcare in fanatismo chi incarnava le ragioni del «popolo palestinese» . La 
>sua furia per ciò che riteneva il Bene supremo e non negoziabile era tale, da 
>non riconoscere come centrale dell’identità storica contemporanea il Male che 
>si 
>era abbattuto sugli ebrei, vittime di un crimine enorme e imprescrittibile. 
>Oggi, all’indomani di un omicidio tanto barbaro, sarebbe tuttavia disonesto, 
>in 
>primo luogo per il rispetto dovuto alla memoria di Arrigoni, offrire per la 
>vittima del fanatismo un ritratto angelicato, falso, edulcorato. Sarebbe 
>un’impostura, come quella di chi ha addirittura proposto il premio Nobel con 
>cui 
>insignire post mortem il militante filo-palestinese assassinato: perché 
>Vittorio 
>Arrigoni non era un pacifista, era un fiero e coraggioso combattente di una 
>guerra per la quale si era generosamente speso con tutto se stesso. Era il 
>combattente di una guerra sbagliata, ma questo non può diminuire l’ammirazione 
>per la sua dedizione. Oggi, nei siti filo-palestinesi intossicati da un 
>complottismo irriducibile, circola ovviamente la leggenda della responsabilità 
>di Israele (e della Cia e del Mossad) per il rapimento e l’assassinio di 
>Arrigoni. La spregiudicatezza falsificatrice di queste ricostruzioni 
>grottesche 
>è pari alla cronica incapacità di scorgere che anche nella parte da loro 
>considerata «giusta» possa annidarsi il virus della violenza cieca e bestiale, 
>del fanatismo disumano di chi conosce solo il linguaggio del Terrore. Israele 
>è 
>il colpevole di tutto, per definizione, e dunque anche del massacro di 
>Arrigoni. 
>È il Male, per definizione, e dunque è solo la sua malvagità ad aver armato la 
>mano degli assassini. «Restiamo umani» , invocava Arrigoni nei suoi scritti. 
>Purché nell’umanità di chi ne rivendica l’eredità la menzogna sistematica non 
>prenda il posto della saggezza. E un nuovo fanatismo metta a tacere la pietà 
>per 
>un uomo strozzato da mani che forse credeva amiche. Una tragedia, che i 
>complottisti non hanno il diritto di ridurre a una farsa
>----- Original Message -----
>>From: mad paolo
>>To: [email protected]
>>Sent: Tuesday, April 19, 2011 11:49 AM
>>Subject: [radicaliroma] senza parole
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