L'espresso: come il Tesoro tenta di rifilare ai comuni i derivati Roma, 12
MAG (Il Velino) -

Nel giorno del maxisequestro alla Bnl per la truffa sui *derivati* ai comuni
di Messina e Taormina, l'Espresso rivela il piano di Tremonti per tornare a
sommergere gli enti locali di "titoli tossici". Perche' il dietrofront del
ministero dell'Economia sull'atteso regolamento per i *derivati* degli Enti
Locali favorira' il ritorno di titoli speculativi, che garantiranno ricchi
profitti alle banche d'affari, danneggiando i conti di Comuni, Province e
Regioni. L'Espresso nel numero in edicola domani, ricostruisce il tentativo
fatto dal Tesoro per indurre la Consob e la Banca d'Italia a modificare la
loro proposta di regolamento, elaborata nel corso degli ultimi due anni, in
favore di quella sponsorizzata dall'Abi. Un tentativo fallito, visto che sia
il governatore Mario Draghi che il presidente Giuseppe Vegas non hanno
avallato la nuova normativa voluta dal ministero. L'articolo de "l'Espresso"
si avvale di un'analisi di Riccardo Cesari, docente di matematica
finanziaria all'Universita' di Bologna, che confronta le due tipologie di
contratto applicate a un caso reale. Il tipo di contratto proposto dalla
Consob e dalla Banca d'Italia, scrive Cesari, avrebbe permesso di
quantificare in circa 3.000 euro il reale valore di *derivati* che le banche
vendono ai Comuni al prezzo di 100 mila euro. - www.ilvelino.it - (com/glv)
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