*BLOGGER SIRIANA SCOMPARSA: VENERDI’ 10 GIUGNO ORE 13 SIT-IN DAVANTI
AMBASCIATA SIRIANA A ROMA. APPELLO PER LA SUA LIBERAZIONE. *

*PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE URGENTE AL SENATO, PRIMO FIRMATARIO IL SEN.
RADICALE MARCO PERDUCA. *

Roma, 8 giugno 2011

Sulla grave vicenda della scomparsa a Damasco della Blogger siriana lesbica
Amina Araf,  il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito,
l’Associazione Radicale Certi Diritti e Radicali Roma, promuovono un sit-in
davanti all’Ambasciata di Siria (lato Piazza San Marco  -Roma) per venerdì
10 giugno alle ore 13 per chiederne l’immediata liberazione. Amina,
attivista gay e dissidente, con  cittadinanza americana, è la curatrice di  un
Blog dichiaratamente omosessuale e di denuncia contro il regime autoritario
di Siria.

Alla manifestazione parteciperanno parlamentari e militanti Radicali.



Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione urgente presentata
oggi dal Senatore Radicale – Pd Marco Perduca:

*Interrogazione urgente a risposta scritta*

*Al Presidente del Consiglio dei Ministri*

*Al Ministro degli Esteri*

* *

il 7 giugno 011 la blogger siro-americana Amina Arraf è scomparsa, notizie
raccolte nella Rete lasciano pensare che sia stata prelevata da uomini
armati a Damasco e condotta in un luogo segreto.

Amina Arraf gestiva un blog dichiratamente omosessuale (
http://damascusgaygirl.blogspot.com/) dal quale scriveva dei vari aspetti di
chi vive in Siria in condizioni di fortissime limitazioni delle libertà
individuali tanto che l'omosessualità viene considerato un reato da
perseguire penalmente;



secondo quanto riportato anche da repubblica.it, dallo scoppio delle
proteste anti-regime nel marzo scorso e con la conseguente espulsione di
gran parte dei giornalisti stanieri dalla Siria, il blog di Amina era
diventata una delle fonti di notizie per la stampa internazionale. I suo
post si erano fatti via via più diretti e aggressivi e domenica ad esempio
scriveva: "Devono andarsene, devono andarsene subito. Non c'è altro da
dire".



Amina Arraff era costretta a vivere nascosta anche a seguito di numerose
minacce subite dovendosi spostare continuamente per paura di esser
arrestata;



il permanenere di una reazione spropositata da parte delle autorità siriane
nei confronti del dissenso con un'escalation che nel giorno in cui Amina
Arraff è stata arrestata l'esercito aveva aperto il fuoco sulla folla in
molte città siriane dove per la prima volta si svolgevano manifestazioni.



Si chiede di sapere:



quali siano le informazioni in mano a codesto Ministero anche perché,
secondo quanto affermato dalla compagna della Arraff, la coppia aveva
intenzione di passare un periodo di riposo a Roma;



quali siano in contatti colle autorità statunitensi volte alla liberazione
della blogger;



quali iniziative intenda prendere l'Italia per chiedere l'immediato rilascio
di Amina Arraff;



più in generale quale siano le decisioni relative al mantenimento di
contatti formali con un regime che negli ultimi due mesi ha represso colla
forza brutale un pacifico dissenso che si è manifestato con manifestazioni
non-violente in tutto il paese per chiedere libertà, diritti e democrazia.



se l'Italia si unirà alla richiesta di indagine internazionale per le
violazioni del diritto umanitario internazionale che gli Stati uniti e i
membri europei del Consiglio di sicurezza stanno preparando.



Marco Perduca

Donatella Poretti





-- 
Riccardo Magi
Segretario Radicali Roma
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