Nove milioni di italiani credono al complotto dell'11 settembre
pubblicata da Stefano Magni il giorno domenica 11 settembre 2011 alle ore 18.41
L'interlocutore sgrana gli occhi, incredulo: "Ma secondo lei è stato veramente 
Bin Laden a

buttar giù le Torri Gemelle?" E però non ci crede. Per alcuni, per molti,

parlare dello sceicco del terrore è come credere a Babbo Natale. Perché è

"ormai assodato" che le Torri le abbiano buttate giù gli americani. Nel 2008

(secondo l'ultimo sondaggio internazionale su questo tema, condotto da World

Public Opinion) solo il 56% degli italiani era convinta che l'11 settembre

fosse opera di Al Qaeda. Mentre il 15% (dunque 9 milioni di cittadini italiani)

riteneva che dietro vi fosse la mano degli Usa, l'1% credeva fosse Israele il

vero artefice, il 21% non si azzardava a rispondere. Sono percentuali quasi

identiche a quelle registrate in Russia dallo stesso sondaggio. E si capisce

perché un prestigioso settimanale quale L'Espresso scelga di commemorare il

10mo anniversario uscendo in edicola con allegati i tre dvd di "Zero", cioè il

documentario complottista di Giulietto Chiesa, già record di ascolti in Russia

(32 milioni di telespettatori). Sono passati quasi dieci anni da quando il

francese Thierry Meyssan scrisse "L'incredibile menzogna" il primo libro della

teoria del complotto sugli attentati di New York e Washington dell'11 settembre

2001. Da allora ad oggi queste versioni della storia si sono talmente radicate

nella cultura popolare e politica da sovrapporsi alla stessa realtà. L'11

settembre è l'unico evento (che tutti hanno visto o potuto vedere in diretta)

in cui la verità storica, documentale, è definita "versione ufficiale", messa

sullo stesso piano, dunque, di "versioni non ufficiali", realtà virtuali,

alternative, credute con convinzione religiosa da milioni di persone. La tesi

più famosa di Meyssan è quella secondo cui "nessun aereo ha mai colpito il

Pentagono", dunque si tratta "certamente" di un missile lanciato dagli

americani. E' un vecchio vizio mediatico: le cineprese e le fotocamere dei

media internazionali, l'11 settembre 2001, non si erano soffermate troppo sui

rottami dell'aereo, sparsi per tutto il prato (oggi Memoriale del Pentagono)

davanti alla sede della Difesa americana. L'assenza di immagini famose spianò

la strada alla teoria che non fosse mai esistito. Un po' come quando, non

vedendo le stelle nelle foto dell'allunaggio, molti giunsero alla conclusione

che gli americani non fossero mai sbarcati sulla Luna. O non vedendo la foto

del cadavere di Bin Laden, tuttora molti credono che non sia mai stato ucciso

(o addirittura: che non sia mai esistito). A dieci anni di distanza, la tesi

del "missile sul Pentagono" ha comunque perso terreno: troppe smentite, troppo

difficile continuare a sostenerla nel lungo periodo. Oggi è più di moda quella

delle "esplosioni controllate", secondo cui gli aerei, da soli, non avrebbero

potuto provocare il collasso delle Torri Gemelle. Il National Institute for

Standards and Technology (Nist) ha pubblicato fior di studi per dimostrare che

il calore provocato dalle esplosioni di due aerei di linea, pieni di

carburante, fosse più che sufficiente per provocare l'implosione di entrambe le

Torri. Il Nist ha anche dimostrato come sia collassato per cause "naturali" (in

seguito agli incendi e al crollo dei due grattacieli) il palazzo del World

Trade Center 7. Ma i complottisti di oggi sono e restano convinti che, sia le

Torri che il Wtc7 fossero stati minati in anticipo da una mano occulta. Anche

senza fare la fatica di trovare le prove: dove erano le mine? Sono stati

trovati ordini in merito? Qualcuno ha confessato di aver partecipato a

un'operazione così complessa? Niente di niente. Ma è questione di "fede".

L'Opinione 11 settembre 2011
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