Da far girare il più possibile:
http://www.agoravox.it/I-Radicali-non-hanno-salvato-il.html

Radicali non hanno salvato il Governo: storia del primo pogrom digitale di
massa

Partiamo dalle prossime ore: non vorrei che nel corso della manifestazione
"indig-nada" di Roma, quella dei 200 mila annunciati, ci fosse qualche testa
calda che vada a tentar qualcosa contro la sede radicale. Nelle prime ore a
ridosso della votazione, è successo anche questo: che su Twitter qualcuno
dava l'indirizzo e si fermava lì: lasciava alla creatività delle masse il
prosieguo dell'azione. *Quello di oggi contro i radicali è stato un vero
pogrom. Il primopogrom digitale di massa*.
 Le mie simpatie radicali non c'entrano. C'entra che quella notizia, che
ancora adesso, a 5 ore dal voto di Monte Citorio (si scrive con due parole,
sì) flotta nella rete: che* i radicali hanno salvato il governo*. E' falsa,
ma non c'è niente da fare: domani lo scriverà un bel po' di giornali, il
Fatto Quotidiano in testa, e di osservatori. E qui la discussione potrebbe
prendere due direzioni.

*Direzione politica pura, si può essere d'accordo o no: ma i radicali sono
sempre stati chiari sul punto*. Hanno sempre condannato ogni aventinismo,
perché il rispetto formale dell'istituzione e della legge sono il solo
rispetto sostanziale possibile della democrazia. Fuori dalla forma non c'è
democrazia: sembra arabo ad orecchie e bocche che in queste ore dicono che
il Presidente della Repubblica dovrebbe sciogliere d'autorità il Governo,
cioè fare un colpo di stato (un giorno si dovrà fare questa riflessione, che
la scuola italiana sforna gente che non conosce la Costituzione e non
capisce la differenza tra diritto e potere, tra le regole che valgono per
tutti e l'interesse di parte o individuale). Ma forse è meglio seguire
l'altra direzione.

*Occupiamoci del processo sociale di costruzione della menzogna, del suo
"making" nel tempo reale della rete e dei media*. Che contiene assurdità e
paradossi che non toccano i suoi fedeli talebani.

E' vero, è perfino marginale che i radicali non siano stati decisivi nella
votazione di oggi. Lo fossero stati, avrebbero ragione lo stesso: perché se
non hai la forza politica per far cadere secondo le regole un governo, non è
corretto che quel governo cada. Io personalmente penso che debba cadere al
più presto. Ma alla fine di uno scontro politico. E se alla fine dello
scontro politico quelli hanno la maggioranza e tu non hai la forza per farli
cadere, questo sarà anche - oltre che frutto di scilipotismo - il segno che
tu, opposizione, hai dei problemi? Nella fattispecie - nella versione
radicale - sarà segno di una "equipollenza" qualitativa con quegli altri, un
"essere regime", che dovrebbe far riflettere, non sputar veleno.

*Ci sarebbe da aggiungere, se passiamo alla sostanza, che tutto questo
avviene perché i radicali devono essere allontanati: questo è uno dei prezzi
da pagare all'intesa con Casini e con i cattolici*.

Ma dove sta il *pogrom*? In questo, che una serie di siti - purtroppo anche
quelli di 
*Repubblica<http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/i-radicali-entrano-e-votano/78247/76637>
 *e 
del*Corriere*<http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_14/radicali-pd-tensioni-voto-fiducia-berlusconi_2cd999c0-f662-11e0-abf0-c6818ffd4921.shtml>,
così come del *Post
*<http://www.ilpost.it/2011/10/14/sarubbi-camera-fiducia-radicali/>-
hanno avallato la balla del salvataggio radicale del governo: tutti possono
sbagliare, ma dirlo e ripeterlo cinque ore dopo è una scelta professionale e
politica: si sceglie un capro espiatorio, si indirizza la discussione, si
aizzano le canizze.

Dire perché lo hanno fatto sarebbe un altro pezzo. Dire che questo modo di
informare ha scatenato un processo sommario di massa è il minimo che si
possa dire: una "dinamica" che la dice assai triste e lunga sul futuro
"democratico" della rete e sull'onestà dei giornali di bandiera.

Molto poco e per molto poco tempo si sono sentite le voci delle vestali
funzionarie della lotta per la libertà antiberlusconiana, i sempre pronti
all'urlo contro la censura in rete, aiuto, oddio, ci tolgono la libertà,
avevano tutti un week end lungo. Qualcuna è partita e si è fermata, si
sentiva in fuori gioco. Un'altra prova che da tempo c'è chi lavora sulla
rete per torcerla a strumento di manipolazione di massa. Brutta storia.
Brutta fine.




*Gabriele Di Battista*
Collaboratore Parlamentare
Cel +39 *331 7771643*
Tel +39 *06 67608054*
Fax +39 *06 67608068*
_______________________________________________
Lista mailing list
[email protected]
http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista

Rispondere a