Vi inoltro l'esame e la proposta del sistema elettorale per le elezioni
comunali nei comuni sia con meno che con più di 15mila abitanti.
Ne ho fatto cenno ieri sera alla riunione. Sebbene non interessa strettamente
Roma, sarebbe interessante capire se e quanto questa idea potrebbe essere
condivisa in generale dai radicali e se potrà essere oggetto di una qualche
azione o battaglia o proposta.
Trovo approfondita e chiara l'esposizione che ne ha fatto il mio amico, che ha
partorito questa idea e che ci legge in copia ( ho aggiunto il suo
indirizzo email a parte, essendo lui non nella mailinglist ).
Luca.
----- Messaggio inoltrato -----
>>
>>Caro Luca,
>>come ti avevo preannunciato, sottopongo alla vostra attenzione una proposta
>>referendaria e/o di iniziativa legislativa, modificativa del sistema
elettorale del Sindaco e del Consiglio comunale nei Comuni con più di 15mila
abitanti.
>>Attualmente, il Decreto 267/2000 (detto volgarmente Testo unico enti
locali)
>>pone una disciplina differenziata per l'elezione del Sindaco e dei
>Consiglieri
>>comunali a seconda che il Comune abbia meno o più di 15mila abitanti.
>>Per quanto concerne i primi, l'art. 71, premesso il sistema maggioritario,
>>fissa il principio per cui a ciascun candidato sindaco è collegata una (ed
>una
>>sola) lista di candidati alla carica di consigliere, cui sono attribuiti i
>due
>>terzi dei seggi ove il candidato sindaco
riporti il maggior numero di voti.
>>Sempre in merito ai Comuni sotto i 15mila abitanti, l'art. 64 stabilisce
che
>>non v'è incompatibilità fra la carica di assessore e quella di consigliere,
>>cosicchè una persona può fare congiuntamente entrambe le cose come a
livello
>>nazionale in cui si può essere parlamentare e ministro.
>>In buona sostanza, il sistema appena descritto:
>>a) rende più libero l'assessore, che non deve dimettersi dalla carica di
>>consigliere, ottenuta riportando preferenze dalla comunità, e, dunque, non
>ha
>>il terrore di essere dimesso dal Sindaco se non fa "si badlone" ad ogni
>>eventuale porcata proposta;
>>b) riduce i rischi di scambismo fra chi va a fare l'assessore e chi, pur
non
>>avendo riportato il maggior numero di preferenze nella lista, ne prende il
>>posto all'atto delle
dimissioni;
>>c) semplifica i giochi, evitando gioiose (e penose) macchine da guerra
>>composte da 50 liste per un solo candidato sindaco, permettendo di
scontrarsi vis a vis con i partiti
>>maggiori;
>>d) legittima e responsabilizza tutti (sindaco, assessori, consiglieri)
>perchè
>>il legame con una sola determinata lista rende chiaro che quel ridotto
>numero
>>di persone ha avuto la fiducia della comunità elettrice;
>>e) non prevede lo stucchevole e dispendioso rito del ballottaggio, ove
>>prostitute senza scrupoli divengono ago della bilancia solo perchè, in
prima
>>tornata, hanno avuto 100 voti;
>>f) si evita lo sciocco meccanismo del voto incrociato.
>>Invece, per i Comuni sopra i 15mila abitanti, gli artt. 72 e 73 del
predetto
>>Testo unico prevedono un sistema che favorisce la partitocrazia più
spietata
>e
>>i giochetti sporchi.
>>Invero:
>>a) si abilita la compresenza di più liste collegate ad un candidato
Sindaco,
>>favorendo così innaturali unioni, come ad esempio qui da noi in Molise fra
>UDC e PDL;
>>b) rendono di fatto impraticabile a movimenti liberi confrontarsi
>con
>>vere e proprie corazzate, formate da partiti organizzati e massificati che
>>propinano numerose liste a favore di un candidato sindaco;
>>c) legittimano le amicocrazie perchè metter d'accordo 50 liste importa che
>>mercificazioni debbano esservi;
>>d) preclude, di fatto, la possibilità per chi non vuol stare di qua o di là
>di
>>concorrere paritariamente.
>>Inoltre, l'art. 64 già menzionato obbliga l'assessore prescelto a
>dimettersi,
>>con le problematiche già evidenziate.
>>Facciamo un
esempio: prendiamo una città con 30 mila abitanti circa; la
>lista
>>d'appoggio al Sindaco avrà normalmente 24 candidati, perchè tanti sono i
>>consiglieri da eleggere; nel momento in cui si permette il raggruppamento
di
>>più liste per un unico sindaco è ormai uso (abietto) per le formazioni
>>politiche più potenti ed organizzate far proliferare il numero di liste a
>>sostegno e quindi di candidati; assemblando così una decina di liste a
>sostegno
>>di un candidato sindaco, si presenta una schiera di 240 consiglieri in
grado
>di
>>raccogliere voti nella comunità e toglierli al voto di mera opinione o fede
>>ideale; nel momento in cui si legittima la presentazione di tanto elevato
>>numero di candidati si azzera proprio quel voto di opinione, quindi di fatto
la libertà di voto, in quanto un
>>elettore si vede
costretto a votare un candidato (parente, amico, condomino
>>ecc.) solo perchè si trova nella lista che appoggia il suo sindaco
>preferito; c'è più libertà di voto in un comune di 5mila abitanti in cui
concorrono mediamente un totale di 40/50 consiglieri che in un comune di 50mila
abitanti con 600 candidati, come accaduto per es. a Campobasso!!!
>>Basta vedere i risultati elettorali di qualunque città italiana per
>verificare
>>come tanti candidati prendono un numero esiguo di voti (se non nullo) e son
>>messì lì solo per fare massa amorfa; messi insieme tutti questi candidati è
>>evidente che il candidato sindaco che può godere di tale apporto parte da
>una
>>condizione tanto avvantaggiata da considerare chiusa la partita sin
>>dall'inizio.
>>Andrebbero dunque integralmente abrogati e/o modificati gli artt. 72 e 73
del Testo
unico e
>>modificato l'art. 64 nel comma 1, 2 e 3 in modo da evitare che l'assessore
>>debba dimettersi; quindi si farebbe nascere referendariamente una legge per
>cui
>>l'elezione sia, per tutti i Comuni, disciplinata nel modo oggi limitato ai
>>comuni fino a 15mila abitanti.
Michele Ventresca
>>
>
>
>
_______________________________________________
Lista mailing list
[email protected]
http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista