Utilissima la ricostruzione che ci propone Mariantonietta Colimberti sugli
eventi che, con la firma del Cattolicesimo democratico ( e senza alcun
protagonismo dei partiti del centro sinistra e specificamente del Pd nella
posizione limitata del plaudente spettatore ) ,  hanno accompagnato l’
evolversi della situazione politica.  

 

La mia interpretazione di quegli avvenimenti si concentra soprattutto sul
convegno di Todi  di cui quelli successivi sono stati la naturale
prosecuzione. 

 

Se fissiamo l’ attenzione sulla data ( 17 ottobre u.s. ), l’ assemblea di
Todi , con il cauto avallo del cardinale Bagnasco, altro non era che una
specie di  ultima chiamata alle dirigenze cattoliche, variamente collocate,
di rendersi conto della fatale ( anche se non sicuramente imminente ) caduta
del governo. 

 

Poi gli eventi, le borse europee in particolare, hanno fatto precipitare la
situazione e hanno determinato la funzione preconizzatrice dell’ assemblea
di Todi. 

 

In un certo senso essa  è stata  una specie di “Opa” politica  lanciata nel
campo di Agramante, finalmente derubricato ad alleato non più affidabile. 

 

Come analogia di prudenza cattolica, pensiamo  ( mutatis mutandis ) alle
misuratissime allocuzioni di Pio XII nella fase appena predente al 25 luglio
1943 : anche allora si trattò di arrivare a un accordo fra forze politiche

 ( le poche disponibili ) finalizzate solo a rovesciare Mussolini( “uomo
della provvidenza” ), dissociarsi dal medesimo  e giungere all’ armistizio (
per allontanare anzitutto  il rischio di altri possibili bombardamenti
sulla città eterna) .  

 

Salute, Pierluigi 

          

 

Da: [email protected] [mailto:[email protected]]
Per conto di riccardo magi
Inviato: domenica 20 novembre 2011 14:54
A: [email protected]; [email protected]
Oggetto: [radicaliroma] Cosa può cambiare Todi al governo

 

Europa


19 novembre 2011

 


Cosa può cambiare Todi al governo


L’impronta delle associazioni cattoliche, una mostra sulla Dc, un convegno
di Scienza e vita: la “nuova” centralità dei credenti 

Soltanto il caso ha fatto sì che il giorno stesso della fiducia definitiva
al nuovo governo si svolgesse l’ottavo convegno nazionale dell’associazione
Scienza e vita, con prolusione del cardinale Angelo Bagnasco e tavola
rotonda con Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pierferdinando Casini.
Era annunciato anche Roberto Maroni, che però non si è presentato, per
«improvvisi e inderogabili impegni». A maggior ragione, dunque, l’occasione
è apparsa quella giusta per capire cosa ci si può aspettare dalla nuova
maggioranza parlamentare – che sostiene un governo in cui la componente
cattolica occupa posti chiave – sui temi “sensibili”.
Anche perché l’ingresso nel governo di alcuni partecipanti al convegno di
Todi del 17 ottobre – Corrado Passera, Andrea Riccardi, Lorenzo Ornaghi e
Renato Balduzzi – è stato visto da più parti come la prima realizzazione del
rinnovato protagonismo dei cattolici in politica e forse la premessa per
qualcosa di più, magari un nuovo soggetto politico.
Il convegno di ieri non ha portato novità nelle posizioni espresse dai
partecipanti. L’associazione Scienza e Vita, nata nel 2005 dall’omonimo
comitato che aveva condotto la battaglia per l’astensione ai referendum
sulla procreazione assistita, ha presentato un manifesto sulla «tutela e la
promozione della vita» dal concepimento alla morte.
Dal presidente della Cei è venuto l’invito a occuparsi delle questioni
relative alla vita umana, considerato invece «argomento divisivo da non
affrontare».
Il riferimento è probabilmente all’approvazione definitiva della legge sul
testamento biologico, che attende in senato, dopo che è passata alla camera
in terza lettura a luglio scorso.
Cosa ne sarà? Mario Monti nei suoi discorsi programmatici non ha parlato
delle questioni etiche, ma Casini ieri ha dato per scontato che la legge sul
fine vita verrà approvata così com’è.
Granitico Alfano, che ha parlato di «opinione nostra » riferendosi al Pdl
come se fosse un monolite: «La vita qualcuno la dà e qualcuno la toglie e
questo qualcuno non è il parlamento», «il diritto naturale viene prima del
diritto positivo» e «la famiglia è formata da uomo e donna».
Problematico e sincero l’intervento di Bersani («il mio è un partito di
credenti e di non credenti», «bisogna cercare una conciliazione», «paura
della sofferenza? No, paura di terminare la vita in un groviglio di fili»,
«la legislazione sia cauta, sia molto attenta»).
Dalla legge di fine vita, comunque, il governo potrà tenersi fuori, dal
momento che ormai riguarda solo il parlamento. Di sicuro non avrà né il
tempo né il mandato politico per riaprire la questione delle garanzie
legislative per le coppie di fatto e, dunque, potrà evitare il trattamento
che venne riservato al «cattolico adulto» Romano Prodi e alla cattolica
democratica Rosy Bindi, quando cercarono di realizzare i Dico, uno dei punti
del programma dell’Unione.
Vedrà forse la luce, finalmente, una nuova legge sulla cittadinanza, che
riconosca come italiani tutti i bambini nati nel nostro territorio da
genitori immigrati. Il mondo cattolico, e non solo, l’attende da tempo,
Bersani ieri alla camera ne ha parlato con forza, c’è un ministro ad hoc:
Riccardi, il fondatore della comunità di Sant’Egidio, uno dei principali
protagonisti di Todi. 

Mariantonietta
<http://www.europaquotidiano.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/autho
r.htm&auth=552>  Colimberti 

 

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