2008/7/25 Giuseppe Coviello <[EMAIL PROTECTED]>:
> 2008/7/25 Joseph Vinegar <[EMAIL PROTECTED]>:
> [taglio]
>> Considerate inoltre che partendo da una licenza libera "forte",
>> eventualmente ha senso contrattare con qualcuno un'eventuale licenza
>> libera più debole (come la MIT) o addirittura una proprietaria a
>> pagamento (licenza multipla); se invece si parte da una debole, la
>> frittata è fatta.
>> Questo vale sia per rilasci di versioni successive (cambio di licenza)
>> che per distribuzione con versioni diverse attraverso canali diversi
>> (licenza multipla).
>>
>
> Mi ricorda vagamente il sapore dell'estorsione.

Se ne conosci il sapore hai rapporti commerciali con gente poco
raccomandabile, allora. ;)
Cambia clientela / fornitore! :)

Seiamente, per chiarire ulteriormente visto che cmq l'argomento lo
trovo molto IN Topic,
e per rispondere alla provocazione che mi attribuisce intenti
malavitosi, illustro meglio il concetto.

Un errore comune nel considerare le licenze libere è quello di
ritenere quelle più "forti" (es. GPL, in particolare v.3) maggiormente
svantaggiose per l'autore, più ideologizzate, mentre quelle più blande
(es MIT, LGPL) meno vincolanti per l'autore, più "tranquille".
Non posso citare statistiche a sostegno di questa mia affermazione, ma
è il risultato della mia personale esperienza di apostolato di
software libero presso privati ed università.

Non credo che chi usi licenze "blande" sia uno sprovveduto:
evidentemente la cosa ha un senso, dal suo punto di vista, dunque
evidentemente ci sono esigenze nell'ecosistema del software che
giustificano l'esistenza di software libero rilasciato con licenza
blanda.

Quello che spesso ho fatto, è stato semplicemente mostrare come la
scelta "di sicurezza" è quella di utilizzare inizialmente la licenza
piu forte disponibile (GPL v.3) in modo da riservarsi per il futuro la
porta aperta, ed in caso di reali esigenze distribuire con altre
licenze.

Mi si spieghi il senso di "estorsione" applicato al legale esercizio
del propro diritto d'autore (su cui si FONDANO la GPL e le altre
licenze).
O forse pensi che i privati debbano poter sfruttare l'opera e
l'idealismo degli sviluppatori di software libero senza pagare nulla?
O magari pensi che non esistano casi in cui abbia motivo di esistere
il software con licenza proprietaria (saresti più stallmaniaco di
Stallman)?

Per concludere: la mia nota si poteva riassumere così:
a meno che non vi siano da subito motivi specifici, la scelta migliore
sotto _tutti_ i punti di vista, ideali e pragmatici, a breve ed a
lungo termine, è la GPL v3. Si accettano volentieri discussioni su
tale affermazione.

(@cjg: Se poi vuoi venire a fare l'idealista con me, caschi male: ti
do completamente ragione, fine della discussione.)

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