2009/4/29 Marco d'Itri:
> On Apr 29, Marco Ermini <[email protected]> wrote:
>
>> Non credo che lo sporadico utente casalingo "conti" in certe
>> classifiche. Le botnet e i worm più importanti sono decisamente
>> "targettizzati" alla corporation.
> Vorrei capire come sei arrivato a una conclusione del genere, visto che
> basta guardare i log dei mail server per smentirti: lo spam arriva
> soprattutto da connessioni internet consumer.

Beh, questo è quello che vedi tu, dai log del tuo mailserver - vedi
soltanto quelli. I laptop nella Intranet di una corporation non
riescono spesso a diffondere il worm al di fuori, dato che sono
fermati dal firewall. Ma se ho infattato 50.000 laptop e desktop
internamente ad una azienda, nei tuoi mailserver questo non potrai mai
saperlo.

Io vedo nei miei log che non sono soltanto quelli di mailserver, ma
anche quelli di IDS/IPS e di Arbor PeakFlow, che i problemi si
diffondono molto più facilmente all'interno di una azienda - proprio
perché i meccanismi di diffusione di un worm richiedono certe porte
(HTTP, 139, 445) che sono generalmente aperte all'interno e bloccate
uscendo all'esterno. Ed ogni report (basta leggersi X-Force, Gartner,
ecc. - e comunque, anche ogni esperienza pratica) mostra che
l'industria (perché questa è) del malware si muove dove può fare
"cash" - infettare decine di migliaia di utenti all'interno di
un'azienda è più facile e redditizio.

Inoltre io stavo parlando di target, non di vettori...


Cordiali saluti
-- 
Marco Ermini
r...@human # mount -t life -o ro /dev/dna /genetic/research
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"Jesus saves... but Buddha makes incremental back-ups!"
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