Ciao!
> in questi giorni ci stavamo interrogando
> (http://allievi.sssup.it/techblog/?p=81) sul servizio di
> autoconfigurazione dei proxy wpad.
Secondo me questo e' un buco piu' di una funzionalita' del
"facilitatore" del browser, che spesso per facilitare l'utente appende
in autonomia un dominio.
Probabilmente la stessa funzione di codice e' stata utilizzata
(erroneamente) anche per il wpad: in realta' il browser dovrebbe
limitarsi al dominio locale o (proprio ad esagerare) ai search domains
della macchina.

Forse mi tirero' le ire dietro di molti, ma non sarei d'accordo al fatto
che il nic ".it" o altri nic bloccassero il wpad, in fondo non compare
in nessun RFC ma e' un de-facto standard. Da quello che ricordo dalla
"defunta" ITA-PE, il NIC dovrebbe bloccare i protocolli noti, non
eventuali protocolli non standard e per di piu' male implementati.

Sono d'accordo con te sul fatto che e' un potenziale punto di attacco e
che questo comportamento va fissato sul browser.
Short-term, vale la pena pensare ad un eventuale possibile filtraggio su
proxy, almeno per le aziende.

Ciao ciao,
  Gippa
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