Il 02 aprile 2010 22.36, Marcello Magnifico
<[email protected]> ha scritto:

> meccanismo funziona perche' la posizione delle stazioni base GSM e'
> nota; conoscendo quali sono le piu' vicine, cioe' sentendone il segnale,
> il telefono puo' anche ricavare la propria posizione. Tali dati sono,
> nella pratica, gli stessi gia' a disposizione del gestore telefonico
> come diretta conseguenza del normale esercizio del servizio.

Corretto, ma magari qualche precisazione. Nella rete GSM (2G/3G) le
coordinate geografiche non vengono mai gestite dal terminale. Il
terminale (MT) gestisce e ha a disposizione molte informazioni, un
paio di esse sono:

CellID: Numero che identifica la cella attiva. Il CID (CellID) è
univoco per la LA (Local Area).
MCC: Mobile Country Code - Codifica X.121 del paese ( 222 = Italia)
MNC: Mobile Network Code 1 =TIM, 2 = Vodafone, 88 = Wind
LAC: Local Area Code, Più celle sono contenute in una LA (Local Area)
CellID delle celle adiacenti (comunicate dalla rete dell'operatore per
gli handover di cella)

Ma non le informazioni relative alla posizione "geografica" della
cella (Latitudine/Longitudine). Quelle vengono recuperate tramite
apparecchiature GPS che poi, tramite connessioni dati GRPS/UMTS,
inviati verso l'esterno (o utilizzati da applicazioni presenti nello
smartphone).

Ad esempio: per gli antifurti sulle macchine che sfruttano la
localizzazione, lo scatolotto che si installa nell'auto si compone di
un ricevitore GPS e di un modem GPRS/UMTS compreso di SIM e varia
elettronica che recupera la posizione geografica dell'auto e poi la
comunica al server centrale.

La localizzazione tramite GSM è possibile effettuarla, ma è una unione
tra la CellID e la referenziazione geografica della cella medesima
tramite software opportuni (similari ai software di pianificazione dei
ponti radio), ma è interna ad ogni operatore.
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