Il giorno Fri, 11 Jun 2010 14:47:41 +0200
William Maddler <[email protected]> ha scritto:

> On 10/06/2010 11:29, Manfredi wrote:
> > On 09/06/2010 16:55, Dario Fiumicello wrote:
> >> - Se la password mi arriva in chiaro significa che sui loro DB Ú
> >> in chiaro, e questo già non Ú bene
> > 
> > Ciao,
> > deduzione errata, non Ú detto che se ti "arriva" in chiaro la
> > password, questa sia conservata "in chiaro" sul DB.
> 
> Potra` anche essere salvata cifrata sul DB, ma per mandartela in
> chiaro via mail vuol dire che la password di decodifica e`
> disponibile per il programma che si occupa di inviare le mail di
> recupero. Il che apre scenari catastrofici.
> 
> > 
> >> - La password arriva su una casella di posta classica, senza
> >> nessuna cifratura!
> > 
> > Anche qui, la password viene inviata ad una casella di recovery,
> > dichiarata al momento della registrazione, che, quindi, viene
> > implicitamente dichiarata "trusted".
> 
> Si`, ma ha la stessa sicurezza di inviare per posta ordinaria le
> chiavi della porta blindata di casa tua, al tuo indirizzo di casa.
> Quest'ultima sara` anche sicura, ma chiunque puo` prenderle.

L'esempio calza perfettamente!
 
> Ovviamente tutto cio` permette ad Aruba (in questo caso) di abbattere
> i costi di gestione. A tutto discapito della robustezza del servizio.

Ma qui mi domando e chiedo: Una casella PEC che sia "certificata come
PEC" dovrà pur avere dei requisiti minimi di sicurezza che saranno
scritti da qualche parte (presumo)... Se esistono e se non sono fatti a
pene di segugio immagino ci sia anche qualche sezione dedicata alle
modalità di storage delle credenziali di accesso alla casella...

... o forse sono troppo ingenuo a crederlo? :)

-- 
Dario Fiumicello
________________________________________________________
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