Scusate se tento un fork del thread, ma ormai sembra abbastanza palese qualcosa che avrebbe dovuto esserlo dall'inizio, ovvero che le password in chiaro sono un orrore tecnico. Si sta, infatti, parlando d'altro, ovvero della validita' della PEC in quanto tale.

raccomandata con ricevuta di ritorno?
Assolutamente sì, in qualsiasi paese civilizzato :-)
Nel Regno Unito per esempio non esiste. La posta deve funzionare e
basta. Se una comunicazione non arriva è un reato gravissimo. Non c'è
bisogno di un servizio "con ricevuta di ritorno" da affiancare ad un
servizio "senza ricevuta".

Il confronto mi sembra piu' valido di tanti altri, per una questione di pure cifre: l'estensione territoriale del Regno Unito e' paragonabile, per ordine di grandezza, a quella italiana (quella degli Stati Uniti certamente no).


Mi sembra che questo potrebbe essere facilmente utilizzato per
giustificare l'inefficienza del servizio postale (tipo, "ma se hai
mandato una comunicazione senza richiedere la ricevuta di ritorno è già
tanto che arrivi").

Purtroppo, temo non ci fossero eccezioni nei casi -noti alla cronaca e al contribuente incavolato- in cui si siano scoperti mucchi di posta non consegnata abbandonati o incamerati illecitamente: le raccomandate A.R. erano li' col resto. Sospetto che le indagini abbiano portato risultati anche grazie a tracce mancanti delle stesse nei registri interni delle Poste. Chissa' se a qualcuno e' mai venuto in mente di pigliare i responsabili e schiaffarli a lavorare nel Regno Unito, ad affrontare personalmente le conseguenze di eventuali ulteriori omissioni. ;-) Ma forse costerebbe troppo.


Negli USA ne hanno quattro tipi se non ricordo male: certified Mail
(dark green form), return receipt (light green form), delivery
confirmation (neon green form) e signature confirmation (neon pink
form).

http://www.usps.com/send/waystosendmail/extraservices/returnreceiptservice.htm

Gli USA hanno una mentalita' imprenditoriale, talvolta anche troppo: l'esistenza di differenti livelli di servizio mostra semplicemente l'esistenza di una posta "Chevrolet" e di una posta "Buick" con la stessa scocca, diversi livelli di equipaggiamento e un diverso tipo di acquirente. Ce l'hanno nel sangue, insomma. Andrebbe capito, piuttosto, in quali casi le istituzioni statunitensi richiedono espressamente l'uso di uno di questi canali: finora, non e' affatto chiaro. Le Raccomandate A.R. italiane si possono mandare anche tra privati per raccontarsi il tempo che fa (o, piu' facilmente, al posto di una telefonata d'affari, specialmente se la materia da discutere e' parecchia e/o va poi conservata in archivio con riferimenti certi sulle date) ma non e' questo lo scenario principale che rende utile lo strumento. La PEC e' nata principalmente per rispondere ad un'esigenza dello Stato, che e' tutta un'altra cosa ed e' espressa tramite normative emesse dallo Stato medesimo. Altri ne avranno di analoghe, forse; solo che finora non sono saltate fuori. Qualcuno dei presenti ha fonti sicure da interrogare in materia?


Anche in Germania esiste e si chiama Bestätigungbrief, ed esiste pure
la versione tedesca della PEC:
http://www.deutschepost.de/dpag?tab=1&skin=hi&check=yes&lang=de_DE&xmlFile=1015458

Che mi pare sia un servizio postale di Deutsche Post. Non un obbligo di
legge (ma su questo potrei sbagliarmi ...).

Concordo sul fatto che l'esistenza di un servizio non comporta necessariamente la sua obbligatorieta', ne' definisce gli ambiti di applicazione.


E comunque non è una buona ragione per sostenere la PEC ...

Come tutti coloro che ritengono che Internet sia un ambiente da sfruttare in maniera differente e complementare (richiedendo, pertanto, anche un diverso modo di trattare i problemi), mi associo senz'altro. Sono poi opinioni: secondo me, ad esempio, la validita' di una soluzione dipende esclusivamente da due fattori: se e' concettualmente utile e se, una volta in pratica, la sua utilita' si trasforma in un vantaggio effettivo. I paragoni con altre nazioni sono comunque pericolosi per una ragione piuttosto importante: le rispettive condizioni interne degli Stati non sono mai le stesse, e questo significa che insistere per copiare una buona idea altrui quando non siamo ancora pronti per attuarla potrebbe finire per avere la stessa utilita' del buttare il fiato in una Vuvuzela solo perche' "gli altri ce l'hanno gia'". :-D In Italia, prima di "digitalizzare lo Stato" (delle imprese mi astengo dal parlare, ci vorrebbe un altro thread ancora) bisognerebbe, a mio avviso, superare serie barriere culturali che sono ancora di la' dall'essere soltanto smosse; ovvero diffondere una cultura tecnica paragonabile a quella portata dal settore dell'automobile. Ritengo che mettere li' lo strumento, magari nato gia' male perche' creato piegando la tecnica alle caratteristiche della burocrazia (quando e' molto piu' produttivo e "moderno" fare l'opposto), potrebbe significare solo averlo li', come tanti computer nuovi erano nelle scuole appena una quindicina d'anni fa. Il caso piu' plateale di una tecnologia con fortune dipendenti esclusivamente dalla nazione in cui e' stata applicata e' quello della telematica pubblica, con una tecnologia praticamente identica nei due casi: Videotel da noi, Minitel in Francia. Abbiamo dovuto aspettare la massificazione di Internet (e quanto la stiamo pagando cara!) per recuperare uno svantaggio non solo tecnologico, ma anche culturale, nei confronti dei nostri "vicini".

Infine il dubbio: continuiamo a parlarne qui, oppure ci spostiamo in massa su it.soc.cybersocieta o qualche altro non-luogo del genere? ;-)


    un saluto
    Marcello Magnifico


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