Veramente, la radice cyber avrebbe lo stesso problema in inglese. Dire
cybersecurity non è meno sbagliato che dire sicurezza cibernetica.
Semplicemente, adesso è diventato comune usare "cybernetic" con un
significato diverso da quello originale. Come hacker ;)

On 11/9/19 9:36 AM, ED wrote:
> Il 08/11/2019 12:11, Fabio Pietrosanti (naif) - lists ha scritto:
>> [...] Sicurezza Cibernetica Italiana, come call for community [...]
> 
> <flame>
> 
> cybersecurity [cy·​ber·​se·​cu·​ri·​ty | \ ˈsī-bər-si-ˌkyu̇r-ə-tē] noun
> : measures taken to protect a computer or computer system (as on the
> Internet) against unauthorized access or attack
> 
> cibernetica [ci-ber-nè-ti-ca] s.f. (non com. pl. -che)
> : scienza che studia dal punto di vista teorico e applicativo la
> riproducibilità su macchine del comportamento degli esseri umani
> 
> Io lavoro in Italia e circa la metà dei miei colleghi sono italiani o
> conoscono l'italiano. Anche quando fra noi si parla italiano si usano i
> termini tecnici inglesi. Non sono un fan di quelle che considero
> traduzioni forzate come questa "sicurezza cibernetica" (o
> l'agghiacciante "privatezza", o il vetusto "elaboratore informatico").
> La traduzione inglese di "cibernetico" ("cybernetic") non viene
> associata alla sicurezza informatica. Talvolta pure l'inglese
> "cybersecurity" viene usato a sproposito per mascherare povertà di
> contenuti, ma è un altro discorso. Tornando all'italiano, se proprio non
> si vuole usare il termine inglese, io troverei un po' meno peggio
> coniare il nuovo termine "cibersicurezza". A proposito, già che ci siamo
> tanto vale tradurre anche il meno inconsueto "call for community".
> 
> </flame>
> 

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