Buongiorno,

"MORRIELLO  ROSSANA" <[email protected]> writes:

> Un recente articolo di Björn Brembs spiega bene come i grossi editori 
> scientifici commerciali si stiano spostando dall'editoria all'analisi e 
> capitalizzazione dei dati
>
> http://bjoern.brembs.net/2021/09/algorithmic-employment-decisions-in-academia/

Interessanti riferimenti, grazie!

Più che «(digital) surveillance» si tratta di «(digital) capture» [1],
in questo caso di «research capure»: la ricerca in stato di cattività
(libertà vigilata? https://archiviomarini.sp.unipi.it/811/)

Mi pare che l'articolo si inscriva perfettamente nel discorso «I custodi
del sapere» di Maria Chiara Pievatolo, che ha l'enorme pregio di
inquadrare il fenomeno in chiave storica e filosofica (le sole che
possono farcelo comprendere nella sua ampia complessità).

«I custodi del sapere», 2021-05-31

https://btfp.sp.unipi.it/it/2021/05/i-custodi-del-sapere/

Un mio parziale e del tutto arbitrario estratto per collegarlo a questa
discussione:

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[...]  chi domina i nostri dati organizza il modo in cui possiamo
vederli o no, e, traendo dagli stessi strumenti di lavoro che ci vende
altri dati sul nostro comportamento, è in condizione di creare un
ambiente di scelta in grado di influenzare le nostre decisioni sulla
ricerca, sulla sua valutazione e sulla selezione di ricercatori e
studenti. Era una preoccupazione già fondata prima del passaggio forzato
a una telematica integrale dovuto alla pandemia. Era infatti già
possibile, per uno studioso, tener rinchiuso l’intero ciclo della sua
ricerca entro un recinto e un controllo proprietario: ora, però, la
saldatura fra i monopoli relativamente circoscritti dell’editoria
scientifica e quelli globali di Microsoft, Google, Amazon, Facebook,
Apple è divenuta pervasiva ed evidente. È normale per i ricercatori
cercare l’H index proprio e altrui su Google Scholar, collaborare fra
loro regalando documenti e dati a Google Docs, fare lezione su Microsoft
Teams o ricorrere spensieratamente a Google Drive o ai servizi cloud di
Amazon per condividere dati. I ricercatori, del resto, grazie alla
bibliometria, sono abituati ed essere condizionati nelle loro letture e
nelle loro scelte di ricerca da algoritmi non scelti da loro e di
proprietà altrui: la differenza rispetto al passato non è nella specie,
ma soltanto nel grado. Prima che i media sociali proprietari
restringessero e polarizzassero la sfera pubblica generale a scopo di
profitto, gli editori commerciali5 e gli algoritmi di valutazione
avevano già ristretto e pervertito la discussione scientifica. E come si
è accettato questo pervertimento, altrettanto passivamente si accetta
che ne venga coinvolta anche la relazione fra docente e discente.

[...] Perché le università hanno bisogno di costrizione e tutela legale?
Perché, salvo eccezioni non italiane, trattano il sapere non più come un
problema ancora non del tutto risolto, bensì come un complesso di
prodotti soggetti a valutazione esterna.

[...] E in questa prospettiva non basta una legge speciale a protezione
dell’università per fare i conti con la generale sudditanza
dell’università stessa, della società e di chi le governa, e anzi
perfino il doverla chiedere è già un’ammissione di marginalità. A
emanciparsi dal clientelismo dovrebbero infatti essere la politica e la
legislazione europea in merito ai monopoli sui testi, sulle idee e sulla
comunicazione in generale. E difficilmente lo faranno, almeno finché
l’ordine del mondo continuerà a ridurre ciascuno a far parte per se
stesso.

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... meanwhile, on the other side of the moon, Giacomo Tesio once told
(https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-March/020721.html):

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Dunque mi raccomando con tutti i giovani lettori di questa lista:
NON visitate siti come https://sci-hub.se/ o https://sci-hub.st/

Danneggereste i profitti dei poveri editori che tanto fanno
per regolare l'accesso alla conscenza!

Non vorrete mica violare le leggi sul copyright!

L'obiezione di coscienza... è roba da adulti! ;-)

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Mumble... obiezione di coscienza [2]... obiezione di scienza :-D


Saluti, 380°



[1] un concetto non mio, già citato nel thread
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-August/022090.html

[2] L'obiezione di coscienza: una questione soltanto religiosa?
https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s05.xhtml#obiezionecosc


-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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