Buonasera Giacomo e amici in lista, >E iniziare a comprendere che saper programmare o debuggare è tanto >importante quanto saper leggere e scriivere.
Allego una recente pubblicazione su come il "computational thinking" viene implementato in 22 paesi nella EU e in 8 paesi extra-EU come strumento, tra l'altro per aumentare la propensione alla programmazione/debug /reverse-engineering ect. Reviewing computational thinking in compulsory education - Publications Office of the EU (europa.eu) <https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/bbf875ec-a5a2-11ec-83e1-01aa75ed71a1/language-en> Siamo lontani anni luce da una adeguata alfabetizzazione digitale per tutti e l'obiettivo che si è posto l'Unione europea (80% della popolazione con delle competenze digitali di base entro il 2030) rimane, probabilmente, una chimera. Qualsiasi soluzione, modello economico e sociale ci si prefigga, non può prescindere da uno sviluppo del capitale umano adeguato ai tempi, per tutti, soprattutto se si vuole preservare lo stato di diritto. Alessandro On Thu, 3 Nov 2022 at 01:07, Giacomo Tesio <[email protected]> wrote: > Ciao Alessandro, > > > On November 2, 2022 12:40:41 PM UTC, Alessandro Brolpito < > [email protected]> wrote: > > > > Il fatto è che l'uomo ha sviluppato una capacità tecnologica che rende > > immensamente facile fare cose e servizi nuove/i, senza lasciare il tempo > di > > analizzare e comprenderne il loro senso e soprattutto,i rischi e gli > > effetti collaterali. > > Non sono effetti collaterali, ma obiettivi progettuali. > L'inquinamento ed il consumo di energia sono effetti collaterali, > l'alienszione, > > > > E mentre noi scriviamo migliaia/milioni di persone/automi nel mondo > > lavorano allo sviluppo sistemi basati sull'intelligenza artificiale, > sempre > > più chiusi, che limitano la ns autonomia offrendo "splendenti" > automazoni. > > Una spirale che andrebbe compresa meglio, basata su solidi principi > > internazionali che al momento latitano. > > Si chiama "capitalismo". > > E non prevede principi, solo interessi. > > > Ma come preservare l'autonomia umana? > > Permettendo a tutti di modificare tutti gli automatismi con cui hanno a > che fare. > > Dove per "permettere" non intendo solo rimuovere le normative oscurantiste > che > lo vietano (vedi copyright), ma mettere le persone in condizione di farlo > effettivamente, > in tempi ragionevoli. > > Il che significa riscrivere e riprogettare il software per permettere tale > autonomia. > > > Chiaramente non sono in grado di > > rispondere, ma penso che uno dei presupposti sia una consapevolezza e > > competenza digitale collettiva (e non di pochi), che crei una forza > d'urto > > democratica, dal basso, attraverso una alfabetizzazione digitale di > > altissimo rango, di massa, che copra l'intero percorso educativo di > ciascun > > individuo. E questo è già un problema enorme. > > Anche. > > Un buon primo passo: smettere di parlare di "digitale" ed iniziare a > parare chiaramente > di Cibernetica (ovvero politica). > > E iniziare a comprendere che saper programmare o debuggare è tanto > importante quanto saper leggere e scriivere. > > > Giacomo >
_______________________________________________ nexa mailing list [email protected] https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
