Il buco nella rete telefonica: come una vulnerabilità rende chiunque
(potenzialmente) geolocalizzabile
Nonostante gli addetti ai lavori ne siano al corrente da anni, le
vulnerabilità della rete telefonica continuano a non essere mitigate,
permettendo ad attori malevoli di geolocalizzare un’utenza telefonica
nel mondo
03.05.24
Riccardo Coluccini <https://irpimedia.irpi.eu/autore/riccardo-coluccini/>
Nell’oscuro mondo della sorveglianza un segreto di pulcinella si
tramanda fin dal 2008 e ciclicamente torna ad affacciarsi nei dibattiti
di settore grazie a inchieste giornalistiche e al lavoro di ricercatori
di sicurezza. Per localizzare una persona, ovunque essa si trovi nel
mondo, potrebbe essere sufficiente conoscerne il numero di telefono.
Ciò è possibile perché lo stesso sistema che permette agli operatori
telefonici di comunicare tra loro per gestire il roaming – ovvero le
comunicazioni tra operatori di diversi Paesi – può essere usato in
maniera fraudolenta anche per scopi illegittimi, come sorvegliare o
intercettare SMS e telefonate.
È per questa ragione che, a marzo del 2023, alcuni operatori telefonici
sono stati convocati dalla commissione speciale Pega, istituita dal
Parlamento europeo inizialmente per investigare sugli abusi compiuti da
almeno tre Stati membri con lo spyware Pegasus, sviluppato dall’azienda
israeliana Nso. Nel tempo la commissione aveva espanso il proprio raggio
d’azione, monitorando le attività di sorveglianza all’interno dei
confini comunitari.
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