Buonasera,
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Da: nexa <[email protected]> per conto di Roberto Resoli 
<[email protected]>
Il 21/12/24 10:40, Daniela Tafani ha scritto:
>> Buongiorno,
>> gli esseri umani NON apprendono come le macchine che siamo in grado di 
>> costruire oggi.
>> Solo un preliminare e inconsapevole processo di antropomorfizzazione della 
>> macchina
>>e deumanizzazione della persona induce a scambiare metafore e similitudini 
>>per reali somiglianze.

>Giacomo Tesio dixit: "alienazione cibernetica" :-)

>rob

Grazie. No, non intendevo riferirmi alla questione politica, su cui ha scritto 
Giacomo,
ma ad altri due aspetti:

- l'aspetto psicologico: gli esseri umani hanno la tendenza spontanea a 
antropomorfizzare gli oggetti della natura e gli artefatti (ricordo di aver 
riportato in questa lista passi di Hume e Freud, sul tema; il secondo qualifica 
tale tendenza all'animismo come pensiero magico); per la tendenza ad animare 
gli oggetti della tecnologia, cfr. B. Reeves – C. Nass, The Media Equation: How 
People Treat Computers, Television and New Media Like Real People and Places, 
Cambridge, Cambridge University Press, 1996, 
<https://archive.org/details/mediaequationhow0000reev>;

- l'aspetto teoretico: la descrizione dei processi cognitivi umani nei termini 
di hardware e software non regge (perché, come scriveva Spinoza - con una tesi 
che le neuroscienze contemporanee confermano e riecheggiano - la mente è l'idea 
del corpo).

Politicamente, si può supporre che i sistemi dispotici incoraggino e promuovano 
la tendenza all'animismo e le descrizioni fuorvianti dei processi cognitivi
e che un sistema repubblicano scoraggerebbe le manipolazioni o la pubblicità 
ingannevole 
(la distinzione kantiana tra dispotismo e repubblicanesimo mi pare pertinente; 
già al tempo di Kant, il re Federico II assimilava i sudditi a macchine;
una delle differenze è che oggi abbiamo, quali despoti, anche gli autocrati del 
commercio, secondo l'espressione utilizzata nel 1890 dal senatore Sherman,
in una difesa delle leggi antitrust riportata in questa lista da Maria Chiara 
Pievatolo).

Un caro saluto,
Daniela

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