E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili
abbiamo letto qui su Nexa.
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
""
stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole
metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di
Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro])
proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di
abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi
esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione
dei software (attraverso tool di automazione open-source e
ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel
setup materiale.
Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire
un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto
senso
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
""
Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al*
digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
il *dovere
civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio
d'insuccesso.
Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà
ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a
questo artefatto, e viceversa.
In concreto e rispettosamente:
* sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non
giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare
positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità
anche per altro.
** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti
consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.

Cordialmente
Duccio (Alessandro Marzocchi)


Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <[email protected]>
ha scritto:
From: Giuseppe Attardi <[email protected]>
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
riformiamo i social

> Proprio così.
> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare
> i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se
> sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che
> cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende
> complici).
> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le
> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni
> aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico
> federato basato tutto su sw Open Source.
> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti
> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre
> stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e
> sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a
> presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft
> per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga
> centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso
> fanno le altre 70 università.
> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere
> servizi digitali comuni gestiti in proprio.
> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un
> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la
> nostra libertà.
> — Beppe
> > On 24 Jan 2025, at 15:26, [email protected] wrote:
> > From: Guido Vetere <[email protected] <mailto:
> [email protected]>>
> > To: abregni <[email protected] <mailto:[email protected]>>
> > Cc: Antonio <[email protected] <mailto:[email protected]>>,
> [email protected] <mailto:[email protected]>
> > Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> >       riformiamo i social
> > Message-ID:
> >       <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=
> [email protected] <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF
> [email protected]>>
> > Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
> >
> > Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> > - Certificazione dell'identità  (facile da aggirare)
> > - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> > - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> > (giuridicamente assurda)
> >
> > Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
> elaborare?
> > Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> > contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> > L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> > e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> > invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> > E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
> >
> > G.
> >
> >
> >
> > On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <[email protected] <mailto:
> [email protected]>> wrote:
> >>
> >> Ciao.
> >>
> >> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
> >> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
> >> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
> >> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
> >>
> >> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
> >> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
> >> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
> >> della Sera;
> >> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
> >> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
> >> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
> >> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
> >> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
> >> finita così, ...la democrazia).
> >> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
> >>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
> >>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
> >>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
> >>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
> >>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
> >>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
> >>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
> >>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
> >>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
> >>> mentale e delle nostre democrazie".
> >>>
> >>> A.
> >>>
> >>>
> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliardari-vogliono-rovesciare-la-democrazia-riformiamo-i-social-97dbc212-0601-40b0-8396-ac01a5f633b7.html
> >>>
> >>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
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