Buongiorno,

vi sottopongo il preprint di un mio articolo su Governi privati e intelligenza 
artificiale:

<https://zenodo.org/records/15522002>

La tesi è che i tratti feudali dell'epoca presente fossero stati previsti, 
negli Stati Uniti, dal 1890, da chi difese e introdusse le prime leggi 
antitrust.
È la legge giuridica a creare le corporations e le regole del mercato, e chi - 
anziché salvaguardare la concorrenza e alcuni beni comuni - opti a favore della 
regolazione dei monopoli, ponendo le basi giuridiche della loro esistenza, 
compie una scelta a favore di norme giuridiche che condurranno a oligarchie, a 
dispotismi e all'instaurarsi di relazioni feudali. La scelta è politica.

A chi inquini il dibattito pubblico sull'intelligenza artificiale con 
inapplicabili linee guida, anemici standard tecnici e fantasie sulla 
moralizzazione di inesistenti menti artificiali, convogliando le istanze 
democratiche in qualche ininfluente consultazione pubblica, occorre ricordare 
che gli unici agenti artificiali esistenti sono le corporations, come Louis 
Brandeis osservava, e l'unico approccio democratico all'intelligenza 
artificiale è quello anti-monopolistico.

Vi sarò grata di qualsiasi osservazione.

Un saluto,
Daniela

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