C’è un equivoco. Riporto la mia premessa: “ Direi che se queste fossero le motivazioni per non modernizzare la raccolta ed il conteggio dei voti *espressi in persona*”
Io parlo del voto in presenza supportato da quel minimo di tecnologia che riduca il tempo di conteggio ed i relativi errori/imbrogli. Non sto parlando di voto elettronico a distanza. Un cordiale saluto Giorgio Inviato da iPhone > Il giorno 6 nov 2025, alle ore 16:13, karlessi <[email protected]> ha > scritto: > > [Alcune persone che hanno ricevuto questo messaggio non ricevono spesso > messaggi di posta elettronica da [email protected]. Scopri perché è > importante in https://aka.ms/LearnAboutSenderIdentification ] > >> >> ---------------------------------------------------------------------- >> >> Message: 1 >> Date: Thu, 6 Nov 2025 12:09:28 +0100 >> From: Giorgio Ventre <[email protected]> >> To: [email protected] >> Subject: Re: [nexa] e-vote, i-vote >> Message-ID: <[email protected]> >> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed" > > Buongiorno > >> >> Direi che se queste fossero le motivazioni per non modernizzare la >> raccolta ed il conteggio dei voti espressi in persona, potrebbero essere >> applicate a qualsiasi forma di innovazione, partendo dalla erogazione di >> vaccini. >> > > non capisco il parallelo e mi sembra fuori luogo > > diverse persone con cognizione di causa hanno ripetuto, fornendo fonti a > sostegno (da leggere), che il voto elettronico, in particolare via web o > cmq da remoto, è una chimera a livello tecnico. non si può fare. > naturalmente non è un problema tecnico. è un problema sociale. del > resto, il voto stesso è un problema, perché con il voto le democrazie si > sono talvolta date in mano alle dittature (da Hitler a Trump). non è che > la maggioranza ha sempre ragione, anzi. > > ma soprattutto, > > innovazione e modernità sono termini purtroppo spesso usati per dare un > taglio all'autonomia tecnologia (per quanto faticosa, obsoleta e > imperfetta sia) e "risolvere" un problema sociale con una "soluzione" > tecnica che non risolve nulla, ma aliena le persone ancor di più, > proprio perché allontana la possibilità di verificare i tanti elementi > tecnologici che costituiscono la tecnologia "voto da remoto digitale" > >> >> Sinceramente spero che si possa andare oltre, e pure rapidamente. > > probabilmente si farà. sistemi di identificazione biometrica (cmq > fallibili e "taroccabili" quando ci sono attori che controllano la > tecnologia in questione == stati con loro agenzie), ecc ecc > > tutti gli ingredienti dell'autocrazia tecnologica. in Cina sono > abbastanza avanti in proposito e procedono rapidamente. disgraziatamente > stanno diventando un riferimento per l'Europa e non solo (Africa, > America Latina, Sudest asiatico). non che gli USA o la Russia siano dei > modelli di virtù in merito, s'intende. Anzi. > >> >> >> Trovo paradossale che si proceda ancora ad un conteggio a mano, con un >> procedimento macchinoso e comunque "taroccabile" in tutte le fasi, >> incluso il trasporto dei plichi in Comune con i taxi. >> > > il voto elettronico è più "taroccabile". chi sostiene il contrario o si > comporta da ingenuo tecnosoluzionista oppure ha interessi a far passare > il voto elettronico. IMHO. > > ve lo ricordate il colpo di stato in Italia nel 2006? quando il > presidente del consiglio in carica PER GIORNI rifiutò di accettare il > verdetto delle urne perché c'erano stati brogli e "il voto doveva > cambiare?" riconteggi ecc. e poi l'opposizione "vinse" per 25k voti. in > un paese di 60M abitanti... per cadere un anno e mezzo dopo. si chiama > colpo di stato. fallito o meno poco importa. colpo di stato. con l'aiuto > del voto elettronico in quattro regioni di "test". > > infatti, come sa chi era un poco attento, c'è tutta una storia di voto > elettronico taroccato, dietro, che si ricostruisce agilmente con qualche > parola chiave e l'accesso al Web: > > - Tiger Team Telecom (Ghioni, Preatoni, ecc.) > - Inchiesta Telecom Sismi > - Giuliano Tavaroli, Marco Mancini e compagnia bella di servizietti > all'italiana > > al di là dei complotti e degli hackeronzoli mercenari, sul voto > elettronico, un link dell'epoca mi pare abbastanza equilibrato: > > https://www.electronic-vote.org/NEWS/news_scrutinioe_it.php > > un link di ricerca statistica che sostiene che anche in caso di brogli > periferici cmq ha vinto chi doveva vincere secondo la maggioranza: > > https://www.researchgate.net/publication/259962544_Alla_ricerca_delle_alterazioni_di_voto_a_livello_di_sezione_Una_verifica_sui_brogli_elettorali_alle_elezioni_politiche_2006 > > conclusioni analoghe a mio avviso convincenti > > https://www.musicaememoria.com/i_presunti_brogli_elettorali_del_9_10_aprile_2006.htm > > una ricostruzione di parte e tecnicamente del tutto insoddisfacente > (glielo dissi anche all'epoca... cintura di server... ma perfavore > Deaglio dai faccela chiedi a qualcuno con un'idea pur vaga di come > funziona l'Internet...) è quella di Deaglio e Cremagnani, Gli imbroglioni > > https://inv.perditum.com/watch?v=KZ5aNexIJJM > > rimane un fatto, per il quale non ho personalmente bisogno né di prove > ulteriori né di nomi di mandanti. ci fu un colpo di stato, durato > qualche giorno, aiutato dal caos del "voto elettronico" e fallito (già > successo nell'Italia repubblicana, almeno un paio di volte, con i > militari e l'estrema destra però; in ogni caso, contributi essenziali > alla destabilizzazione. Piano Solo, 1964; Golpe Borghese, 1970; dal '69 > all'80 bombe stragiste neofasciste, e intanto colonne armate ad > ammazzare in giro di vari orientamenti dall'estrema destra all'estrema > sinistra). > > perché se chi è al governo non riconosce SUBITO il risultato delle > elezioni e grida al broglio, è un colpo di stato... ma chi può > organizzarli, i brogli, se non chi è al comando? > > cmq sia, il punto è che vent'anni dopo... le cose sono MOLTO più fragili > di allora. molto più facile, visto che i sistemi sono enormemente più > complicati (volutamente complicati, s'intende) cambiare un voto. > > scommetto anzi che qualche genio ha già proposto di usare l'IA > (ahahahah) per "vigilare" sulla correttezza del voto elettronico. se non > l'ha proposto nessuno lo propongo io. magari mi danno dei soldi, più la > spari grossa più rischi che ti finanziano, ormai. > > ammesso e non concesso che sia necessario. mi pare che già con il voto > "normale" ce la stiamo cavando benissimo a farci governare da minoranze > autocratiche. non solo in Italia. > > buona giornata > > k. > >> >> Cordiali saluti >> >> >> Giorgio >> >> >> >> >> Il 05/11/25 21:38, Diego Giorio ha scritto: >>> >>> >>> Some people who received this message don't often get email from >>> [email protected]. Learn why this is important >>> <https://aka.ms/LearnAboutSenderIdentification> >>> >>> >>> Aggiungerei anche la libertà di espressione: se voto dal salotto di >>> casa mentre il coniuge, i figli, i genitori mi controllano e mi >>> condizionano in qualche modo, dalla violenza al semplice biasimo, è un >>> problema. >>> >>> Se invece per esercitare il voto elettronico dovessi andare ai seggi, >>> trovandomi un tablet al posto della scheda di carta, emergerebbero >>> alcune problematiche: >>> >>> 1. >>> Chi mi assicura che l'hardware sia effettivamente quello ministeriale? >>> 2. >>> Chi mi assicura che l'hardware sia sicuro e inviolabile? >>> 3. >>> Chi mi assicura che il software sia quello ministeriale? >>> 4. >>> Chi mi assicura che il software sia sicuro e inviolabile? >>> 5. >>> Chi mi assicura che non sia in corso un attacco "man in the >>> middle" tra il dispositivo e il centro di raccolta? >>> 6. >>> Chi mi assicura che non ci sia un touchlogger sul dispositivo? >>> >>> >>> Insomma, a mio modestissimo parere il voto elettronico è ancora lontano. >>> >>> Buona serata a tutti >>> >>> D. >> >
