Ciao a tutti, condivido un articolo di Data room: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/non-usare-chatgpt-prima-di-leggere-questo-dove-ti-fa-sbagliare-l-ai-e-perche/6bdc95ec-a645-4cd2-bc04-28bdd5297xlk.shtml
Su questo possiamo concordare quasi tutti? Un paio di frasi non sono corrette, ma il resto mi sembra ragionevole e condivisibile. Andrea On Tue, Nov 18, 2025 at 7:51 PM Alfredo Bregni <[email protected]> wrote: > Io sono molto più laico...: > - Intanto sono "confezionatori (statistici) di testi (o altro)", non > chissà cosa, non intelligenza; il misfatto principale è averli chiamati > "IA" e averci scritto sopra di tutto, così da riempire lo spazio mediatico > di "fuffa-e-desiderio" (che mi pare andazzo diffuso, peraltro, e comune > mezzo di "pompaggio" di qualsivoglia gadget informatico, serio o demente > che sia); > - Poi, ognuno li usa (o li fa usare) come vuole e/o più gli conviene; > tolto il marketing aggressivo-demenziale, con tutti i risvolti negativi che > ha (soprattutto sulla psiche della audience, ...e io metterei il dito lì, e > farei qualche legge sul millantato credito in informatica che scuoi sulla > pubblica piazza i confezionatori di nomi), di male non so cosa resti, se > non il "problema creduloni" (che peraltro ha fatto proseliti nelle > religioni, in politica, ...e per la Terra piatta, cosicché il danno degli > LLM mi sembra ridicolo al confronto); > - Dopodiché, finiti la fuffa e il polverone, c'è chi si informa su come > funziona questo o quello (e sono un po' meglio dei motori di ricerca, > peraltro già "colonizzati"), con almeno l'indicazione che possono dire > fregnacce. > > Voglio dire: > - Metterei le cose in prospettiva, fra: > . Quello che è comune al "marketing" informatico; > . Quello che è comune alla normale predazione / manipolazione fatta > anche con le zucchine. > - Non vedrei del male nello strumento in sé, perché non è una pistola o > una bomba, ma ...un "confezionatore di testi", perfetto per predisporre > discorsi politici o pubblicitari, riassumere dati di fatto (veri o no è > altro tema) in modo strutturato (mi hanno insegnato a fare così in > consulenza, e mi diverte vedere che quasi ogni discorso struttuato sul web > viene da un'IA: deve essere più facile per tenere le cose in ordine, a meno > che non scrivano anche romanzi o favole per bambini, cosa in cui non mi > sono finora imbattuto), ...e non saprei cos'altro. > > In sintesi, sono il risultato di un grande sforzo in una direzione > fasulla, venduti per quel che non sono, utili a fare in fretta quando uno > ha fretta, insomma un portato dei tempi, con i problemi che sono già lì ben > prima che arrivino gli LLM a farcene parlare (probabilmente anche questo in > direzioni fasulle). > Ecco, sì: sono ottime armi di distrAzione di massa. Qui convengo. > > > > ----- Original Message ----- > *From:* Giacomo Tesio <[email protected]> > *To:* [email protected] > *Sent:* Tuesday, November 18, 2025 6:58 PM > *Subject:* Re: [nexa] Roma e Sagunto (era Walter Quattrociocchi, post su > facebook) > > Ciao Maurizio, > > On Tue, 18 Nov 2025 12:02:20 +0100 maurizio lana wrote: > > > si potrebbe concepire, pensare, scrivere qui, un [Manifesto per l'uso > > consapevole dell'IA]? > > Anzitutto sotto il cappello della "IA" vengono fatte rientrare > tecnologie diversissime, da Prolog a ChatGPT. Con la notevole > differenza che il primo su può usare consapevolmente dopo 3-4 > settimane di studio, il secondo dopo 3-4 decenni di studio. > > Di quale delle centinaia di tecnologie che vengono finanziate inseguendo > la fantasia (allucinazione?) di un'intelligenza artificiale, vorremmo > proporre un uso consapevole? > > > > > Suppongo (ma correggimi se sbaglio) che tu faccia riferimento agli LLM > commerciali, i vari GitHub CopyALot, ChatGPT, Gemini etc... > > Si tratta di tecnologie che una persona consapevole del loro > funzionamento può usare SOLO per ingannare uno o più esseri umani > (incluso, eventualmente, sé stesso). > > > > Non saprei proprio come scriverlo in un manifesto, ma in un contesto > universitario, potresti organizzare un corso sull'uso consapevole di > questi strumenti, spiegando agli studenti come creare profili social > fittizi, con foto fittizie, personalità fittizie e idee fittizie, e > come farli interagire con persone ignare sulla piattaforma di interesse. > > Gli studenti, durante il corso dovrebbero provare a diffondere una > credenza falsa (ma plausibile), usando anche tutti i dati raccolti > dalle interazioni con gli altri utenti. Al termine del corso poi > dovrebbero contattare gli utenti ignari, intervistarli e rivelargli > l'inganno. > > > Sono CERTO che sarebbe estremamente istruttivo. ;-) > > Gli studenti imparerebbero a cosa servono queste tecnologie, come > vengono utilizzate per manipolarli e come utilizzarle nel modo più > proficuo possibile, secondo gli scopi per cui sono progettati. > > > > Che ne pensi? > > Se serve una mano per gli aspetti tecnici, potrei persino vincere la > repulsione che provo per le aziende che producono questi software e > aiutarti a mettere su un minimo di infrastruttura per gli studenti. > > > Giacomo > >
