Da me stesso:

> 
> Perché tiri in ballo me? L'ha scritta Paolo...

Ok, ho visto il resto della citazione, niente da dire :)

Comunque...

> From: lilo <[email protected]>
> 
> la parlano eccome. ho vissuto in una famiglia ebrea gli ultimi 3 anni.
> 
> il rabbino insenga la lingua e TUTTI i bambini leggono e scrivono
> l'ebraico.


Paolo si riferiva agli Israeliani però... anche se secondo me non è proprio
vero che non sanno neppure la lingua... questo è stato forse vero negli anni
'70, quando, per superare demograficamente la componente palestinese, hanno
chiuso più di un occhio sull'ebraicità degli immigrati provenienti dalla
Russia... ma è una storia lunga e complessa. Per chi la volesse approfondire
consiglio il libro "Vittime", di Benny Morris.

Penso che un Ebreo che vive al di fuori dello stato ebraico abbia più
interesse a mantenere viva la tradizione rispetto a uno vissuto in Israele,
dove troppe cose vengono date per scontate della loro tradizione.
Inoltre la tradizione ebraica italiana è peculiare all'interno dell'ebraismo
stesso e costituisce una tradizione a sé, separata dalle tradizioni
Sephardita e Ashkenazi, in quanto risalente a prima della Diaspora. Basti
pensare che la comunità ebraica romana era già esistente prima della
cristianizzazione di Roma.




> 
> aperti e per niente "giudici supremi". al contrario di quei bigotti
> finti rifatti dei cattolici.
> 

Sì, ma è facile essere tolleranti quando sei la religione di minoranza...
d'altronde anche i cristiani predicavano la tolleranza religiosa quando a
essere perseguitati erano LORO...



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