Di seguito riporto l'ennesimo esempio di come negli ultimi decenni sia stato metodicamente bloccato il progresso non tanto dai "cattivi" bensì proprio da coloro che hanno sempre vantato i migliori e più brillanti ideali. La tragedia che ha colpito Cucchi non dovrebbe essere trattata senza denunciare il permanere dell'intera nostra Funzione Pubblica e Pubblico Impiego in una organizzazione il cui disegno, i cui metodi, i cui fini risalgono e sono tuttora conformi all'era monarchico/fascista. Tramite l'assunzione a vita il potere erige intorno a se una CASTA il cui compito è quello di emarginare e rendere impotente il popolo. Questa divisione (tra gli assunti a vita nel finto-pubblico, esseri superiori, e le persone comuni, la gente qualunque, esseri inferiori e di poco conto) crea una contrapposizione di fondo che a volte sfocia inevitabilmente in episodi più gravi e manifesti. Di fronte a tragedie del genere la nostra presente organizzazione pubblica andrebbe posta sotto acuta critica. Al contrario ogni iniziativa "progressista" non ha fatto altro che nascondere la verità che uno Stato democratico non può essere detenuto a vita da una tirannide bensì condiviso, partecipato a tempo determinato, dai cittadini. Gentili Signore e Signori, ecco a voi il finto-progressismo al lavoro: ### <http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2803.html> 22 ottobre: a quattro anni dalla morte di Stefano Cucchi esce "Mi cercarono l'anima Storia di Stefano Cucchi" Un progetto di impegno civile che chiede il sostegno di chi crede nell'informazione indipendente e partecipata. Il libro si prenota QUI <http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2803.html> su www.produzionidalbasso.com, <http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2803.html> piattaforma di crowdfunding. Siamo a metà della cifra che speriamo - grazie a voi - di raggiungere per poter andare in stampa. Prenota <http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2803.html> subito una "quota"! (12 euro, spedizione free) La scommessa è garantire la minima sostenibilità economica dell'investimento: Altreconomia <http://www.altreconomia.it> , cooperativa d'informazione senza padroni politici o commerciali, ha infatti forti ideali ma risorse esigue. Ma non si vergogna di chiedere sostegno alle persone e ai gruppi sensibili a questo tema. Restate aggiornati! Qui <http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/444382/Cucchi-libro-inchiesta-finanziato-con-il-crowdfunding> potete leggere l'intervista all'autore Duccio Facchini, pubblicata sul sito di Redattore Sociale. Qui <http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/lucia-uva-ricevuta-da-papa-francesco_1023341_11/> la notizia che la sorella Ilaria Cucchi è stata ricevuta in udienza dal Papa, con Lucia Uva, Claudia Budroni, Domenica Ferrulli, Grazia Serra, parenti di persone morte in carcere o dopo il loro arresto. Stefano Cucchi, geometra trentunenne con la passione per la boxe, muore a Roma il 22 ottobre 2009, nel letto del presidio ospedaliero protetto Sandro Pertini per "presunta morte naturale". Una settimana prima era stato arrestato per possesso di sostanze stupefacenti. Per 7 giorni resterà nelle mani dello Stato: dai Carabinieri alla Polizia penitenziaria, dai funzionari del Dipartimento dellâAmministrazione penitenziaria al magistrato che ne convalida il fermo per direttissima, dai medici del carcere di Regina Coeli e dell'ospedale Fatebenefratelli al personale del presidio Pertini. In 7 giorni, prima di morire, perderà quasi 10 kg. La famiglia lo rivedrà solo dopo la morte, dietro a una teca di vetro: sul suo corpo, inequivocabili segni di percosse. Dopo tre anni e mezzo di processo, la recente sentenza commina condanne lievi ai medici, assoluzione per tutti gli altri, compresi i tre agenti di Polizia penitenziaria accusati di aver pestato Cucchi nelle celle di sicurezza del tribunale di piazzale Clodio, in attesa dellâudienza. Questa è la ricostruzione dei fatti dalla parte dei "vinti": una versione autentica, aggiornata, puntigliosa e fedele - minuto per minuto, attore per attore - di che cosa accadde tra lâarresto di Stefano e la sua morte. Un libro che - dopo quattro anni esatti, recuperando testimonianze di fatto accantonate - depura i fatti dai silenzi e dalle omissioni, e restituisce dignità alle parole della famiglia Cucchi, che - come in un amaro controcanto - racconta quei 7 giorni kafkiani. Il testo non solo ripercorre la "cronaca" di quei giorni attraverso i passaggi processuali approfonditi con il legale della famiglia di Stefano, Fabio Anselmo, ma racconta - grazie al contributo schietto e mai retorico della sua famiglia - la persona Stefano Cucchi, con la sua umanità e le sue debolezze. C'è di più, alcuni paragrafi sono dedicati ai "nodi" che Stefano Cucchi, lungo il percorso che lâha portato alla morte, non ha potuto sciogliere: la normativa in materia di sostanze stupefacenti; lo scollamento della "catena di comando" tra i molteplici pezzi di Stato (medici, agenti, magistrati, infermieri, funzionari); la questione del reato di tortura, la cui mancanza misura l'arretratezza giuridica del Paese. Ultimo ma non meno importante, l'"esercizio esclusivo della forza" da parte dello Stato - e il suo abuso - che è invece il tema sotteso all'intero libro. Con il contributo del presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Luigi Manconi, di Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, di Lorenzo Guadagnucci, giornalista di QN presente nella scuola Diaz di Genova nel luglio 2001, di alti magistrati e giuristi. Info: [email protected] Lavinia De Ranieri - tel.: 02 89919890 ### Per capire come e quanto le cose negli ultimi cinquant'anni sarebbero potute andar diversamente, quanta sofferenza ci saremmo potuti risparmiare, quanta serenità abbiamo perduto, gradite gli interventi qui raccolti: Tema caldo: le Forze dell'Ordine http://www.hyperlinker.com/ars/ords.htm Saluti, Danilo D'Antonio _______________________________________________ Open https://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
