2012/5/5  <[email protected]>:
> Un libero professionista può utilizzare programmi non originali perché la
> sua attività di prestazione d’opera intellettuale non rientra nell’ambito
> dell’esercizio dell’attività d’impresa.
> ... segue su
> http://www.blogstudiolegalefinocchiaro.it/diritto-dautore-e-copyright/tribunale-di-bologna-i-professionisti-possono-usare-software-piratati/

Certo mi pare un po' assurdo che un professionista, che indubbiamentre
trae PROFITTO dai programmi copiati senza licenza che usa, non possa
venire perseguito e poi qualcuno tenti di accanirsi contro chiunque
scarichi i film dalla rete per guardarseli nel salotto di casa.

Forse ne abbiamo già parlato, sembra una sentenza dalla nostra parte
ma non mi convince.
Un office copiato nello stuido di un architetto non è violazione e
dentro l'ufficio di una srl sì? E la differenza dov'è?
Che un libero professionista non fa impresa ma presta opera
intellettuale, quindi cmq trae profitto, mi sembra quasi voler
distinguere tra chi ruba con i capelli biondi va in galera e se invece
è moro no.
Eppure "L'impresa, sotto il profilo del diritto, è un'attività
economica professionalmente organizzata al fine della produzione o
dello scambio di beni o di servizi:"
http://it.wikipedia.org/wiki/Impresa
quindi non capisco come il giudice abbia potuto vedere questa
differenza. Mistero.

cYa
-- 
Fabrizio Felici
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