Il giorno 15/mag/2012, alle ore 21:29, Stefano Bocconetti ha scritto: > Chi parlava di abolire il Parlamento fortunatamente ha fatto una brutta fine.
Mi spiego meglio, a scanso di equivoci. Io credo fortemente nella democrazia partecipata. Ci credo molto, e non da oggi o dalle ultime elezioni tedesche. Ci credo da quando il Forum di Porto Alegre, dodici anni fa, lanciò la sua campagna per i bilanci partecipati. Da lì, è cominciata una campagna di elaborazione politica-teorica per trovare le formule, le occasioni, gli spazi per garantire l'attuazione piena della democrazia. Questa è un'idea di una democrazia compiuta che non è in contrasto con le logiche della democrazia rappresentativa. Tanto più oggi. Quando a svuotare di senso i Parlamenti non sono certo solo i corrotti, o i voltagabbana (queste stronzate interessano i girotondini e/o i grillini, interessano insomma solo chi si ferma insomma a guardare il dito e non si occupa della luna). A svuotare le forme della democrazia rappresentativa sono le istituzioni finanziarie, è la Banca centrale, è la governance europea. Così oggi chi crede nella democrazia ha l'obbligo di difendere le istituzioni rappresentative, ha l'obbligo di difendere anche i corpi intermedi della politica, le istituzioni. Le deleghe. L'alternativa è un rapporto diretto fra un capo - cioè un prestanone delle oligarchje economiche-finanziarie - e il popolo. E questo si chiama populismo. Io la vedo così. s. _______________________________________________ Open mailing list [email protected] http://ml.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open

