Intifada palestinese:
tra lotta di liberazione e conflitto antimperialista


Mentre tutta l�attenzione dei governi occidentali, dei media di regime e di
conseguenza dell�opinione pubblica � concentrata sulla lotta senza quartiere
al terrorismo, al fondamentalismo islamico e al terrore per l�antrace nella
nostra corrispondenza, in Palestina il criminale di guerra Ariel Sharon, non
pago di avere fatto macellare pi� di 2000 palestinesi a Sabra e Chatila nel
1982, si sta impegnando, insieme al Premio Nobel per la Pace(!!!) Shimon
Peres, a proseguire la sua campagna di sterminio nei confronti della
popolazione palestinese.

Le condizioni di vita nei Territori Occupati peggiorano di giorno in giorno,
a causa della totale chiusura imposta da Israele, masse di profughi
rinchiuse in bidonville nei paesi arabi limitrofi attendono nuove
possibilit� per le loro vite, sul terreno continuano a rimanere uccisi
uomini, donne e bambini che quotidianamente si battono per liberarsi dal
giogo dell�occupazione.

Ciechi di fronte alla drammaticit� della situazione e alla rabbia popolare,
i dirigenti dell�ANP discutono con i macellai del proprio popolo di incontri
di �pace�, sponsorizzati dagli USA, che non risolveranno mai i reali nodi
del conflitto, ma mirano solo a ridurre al silenzio la lotta di liberazione
palestinese.

Ormai la distanza tra Arafat e la popolazione che egli dovrebbe
rappresentare � siderale. Da un lato sta chi, come i ministri dell�ANP, ha
tutto l�interesse � economico e personale � a raggiungere accordi di minima
con Israele, dall�altro vi � la necessit� improrogabile di avere nuove
condizioni di vita, insieme all�indipendenza, di masse ridotte allo stremo
dalla politica razzista, fascista e imperialista israeliana e delle potenze
occidentali, che oggi manipolano strumentalmente la causa palestinese per
ottenere consensi tra le dirigenze arabe verso la nuova guerra genocida
lanciata contro l�Afghanistan.

Non un bantustan per aggiungere una bandierina nell�Atlante del pianeta ed
arricchire una piccola fetta di dirigenti, ma indipendenza accompagnata da
un cambiamento nello stato di cose presenti per tutto il popolo palestinese,
dentro e fuori dai confini israeliani.

Non continui richiami al �Diritto internazionale� degli imperialisti e delle
multinazionali, ma il proseguimento della lotta, popolare e armata, fino al
sovvertimento delle cause della sofferenza di tutto il popolo alla
liberazione di tutti i territori arabi occupati da Israele, al ritorno dei
profughi, alla liberazione dei prigionieri politici.

Vista la disinformazione assoluta, che la maggior parte dei media �offre�
all�opinione pubblica sull�Intifada palestinese, � necessario creare momenti
di controinformazione in cui realmente si discuta di ci� che accade in Medio
Oriente, anche alla luce della guerra �infinita� lanciata contro l�
Afghanistan e, in tendenza, contro tutti coloro che mettono in discussione
la prepotenza americana nel mondo.



DOMENICA 25 NOVEMBRE 2001 dalle ore 16:00
CS VITTORIA, via Friuli ang. Via Muratori


Dibattito, proiezione di video, cena, concerto
A sostegno dell�INTIFADA PALESTINESE



Promuovono:

Comitato d�Appoggio alla Resistenza palestinese, Antifa-Milano,
CS Vittoria, Ass.La Fucina (Sesto S.Giovanni), Panetteria Occupata.

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