At 12:20 26/12/01, you wrote: >Significa che nell'estrema situazione di difendere la vita o i diritti >fondamentali (cibo vitale, libert�, integrit� fisica ...) miei o di altre >persone, non escludo l'eventualit� che l'uso della forza comporti la >morte accidentale di altri. Insomma se devo stendere uno con una >botta in testa perch� sta uccidendo un altro, spero solamente che >svenga, ma potrebbe anche restarci e a quel punto mi >dispiacerebbe tantissimo per lui, ma non potrei fare altrimenti. >Sarei un vigliacco se non lo facessi e Gandhi mi sembra che >sarebbe d'accordo con me.
Fra le tante cose che ha scritto, abbastanza condivisibili, vorrei solo ricordare che Gandhi, prima di essere un politico ed un nonviolento, era un uomo di grande fede e spiritualit�, i suoi digiuni erano lotte spirituali per convertire l'avversario alla sua idea e non mezzi per attirare l'attenzione dei mass-media .-.. Gandhi non � uno che un girno si sveglia e diventa il padre della nonviolenza ... Gandhi � un uomo che si innamora del suo popolo, che inizia a trovare strategie per liberare il suo popolo, per farlo si mette in discussione, mette in discussione le sue tradizioni ed il suo benessere, fa scelte radicali ... per questo riesce a fare quello che fa e per questo viene ammazzato. Penso che voler essere nonviolenti senza mettersi in discussione ogni giorno, senza voler crescere personalmente, senza abbandonare le ideologia, anche quella nonviolenta, e, aggiungo io, senza una visione trascendente del mondo, sia impossibile. Pensierino post-Natalizio Pace&benE da Pietro "Glory to God in the highest, and on earth peace to men on whom his favor rests"
