Care amiche ed amici, sono appena tornata dalla Palestina e ho ritrovato la calma necessaria per riordinare i miei appunti. Vi mando una serie di allegati con i resoconti dei diversi giorni, scusandomi se ci sono delle ripetizioni rispetto a quello gi� mandato da Nadia Cervoni. Spero che circolino presto anche altri resoconti: eravamo pi� di duecento e spesso ci sono state attivit� parallele. Credo che dall'incrocio dei diversi racconti possano emergere una o pi� linee di azione comune per il prossimo futuro. Un saluto Silvia
------------------------------------------------- ACTION FOR PEACE 27 dicembre 2001-3 gennaio 2002 da Silvia Macchi ------------------------------------------------- Gerusalemme, 31 dicembre 2001 MANIFESTAZIONE A BETLEMME Per la fine dell'anno i Patriarchi di Betlemme hanno promosso una manifestazione con l'obiettivo di forzare il check-point di Betlemme e recarsi a Gerusalemme, insieme ai loro fedeli palestinesi, per pregare nei rispettivi luoghi sacri. La manifestazione � sostenuta dalle delegazioni internazionali presenti in Palestina, con il coordinamento del Rapprochement between people, e dai pacifisti israeliani. Il concentramento avviene intorno alle 10, davanti al Bethlehm Hotel. Sono presenti un migliaio di palestinesi e tra loro molti religiosi delle pi� disparate confessioni (cattolici, ortodossi, maroniti, musulmani e anche un monaco buddista). Il corteo si forma: in testa le delegazioni nordamericane e francesi con una rappresentanza italiana, seguono i patriarchi, quindi gruppi di fedeli (molte le donne e i bambini), chiudono gruppi di giovani palestinesi mescolati con gli italiani del campo anti-imperialista. I 200 italiani di Action for Peace formano i cordoni laterali. Passiamo davanti al Paradise Hotel, che nel passato ha ospitato altre delegazioni italiane, reso inagibile dai recenti bombardamenti. Quindi deviamo per Caritas street, poich� il tratto di strada davanti alla Tomba di Rachele � sbarrato da blocchi di cemento e presidiato dai soldati israeliani. In Caritas street, proprio di fronte alle sede dell'Applied Research Institute - Jerusalem (ARIJ) dove abbiamo molti amici, l'esercito israeliano ha piazzato alcune camionette. Il corteo � costretto a fermarsi. Iniziano i soliti negoziati. Tutti colgono l'occasione per scambiare due chiacchiere con i loro "vicini di manifestazione" e i moltissimi giornalisti approfittano della sosta per intervistare i Patriarchi. Dopo una mezz'ora le camionette vengono spostate e si allontanano. Possiamo procedere e arrivare in prossimit� del check-point, dove ci attende un altro sbarramento di camionette. Qui ci fermiamo di nuovo e iniziano i negoziati pi� difficili. Il tentativo � quello di passare tutti insieme e imbarcarci sui pullman che ci aspettano dall'altra parte. Ma i negoziatori riescono ad ottenere l'ingresso a Gerusalemme solo per i Patriarchi. Nessun altro palestinese potr� accompagnarli. I fedeli palestinesi potranno recitare le loro preghiere davanti al check-point, prima che i Patriarchi lascino Betlemme. Obbedendo alle richieste dei promotori, nessuno tenta di forzare il check-point. Iniziano le preghiere, una per ogni confessione. Quindi il corteo si scioglie mentre una voce al microfono dice che, nonostante lo scarso risultato dei negoziati, l'iniziativa pu� essere considerata riuscita. La manifestazione ha avuto luogo, la partecipazione � stata ampia, non ci sono stati incidenti e, soprattutto, si � dimostrato davanti ad un gran numero di testimoni internazionali che le vessazioni degli israeliani non riguardano solo i musulmani e che qualsiasi palestinese, quale che sia la sua confessione, subisce le stesse assurde limitazioni alla sua libert� di movimento e si vede precluso di fatto l'accesso ai luoghi sacri della citt� di Gerusalemme. Gerusalemme, 31 dicembre 2001 MEZZANOTTE NELLA PIAZZA DI RAMALLAH Alle 20 del 31 gennaio iniziano i festeggiamenti organizzati dal PNGO (coordinamento delle ONG palestinesi) per le delegazioni internazionali. Veniamo accolti nel teatro della Friends Boy School di Ramallah. Sul palco un cantante e gli allievi della locale scuola di danza, una decina di ragazzine tra gli 8 e i 14 anni e quattro ragazzini. I costumi sono tradizionali, a colori vivaci. Dal copricapo delle ragazzine sputano bellissimi capelli, leggermente arricciati, neri, castani, biondi. La musica e le leggerezza delle danze commuovono tutti. Uno spettacolo veramente straordinario. Finiti gli applausi, arriva Mustafa Barghouti, presidente del PNGO nonch� direttore dell'HDIP (Istituto per lo sviluppo, l'informazione e le politiche della salute). Mustafa � un medico e viene da una delle pi� importati famiglie palestinesi, la stessa del leader politico Marwan Barghouti. Parla un buon inglese e veste in modo sportivo. Con il suo aspetto e i suoi modi informali, incarna la figura di certi nuovi dirigenti della societ� civile palestinese, capace di mantenere un rapporto dialettico con le istituzioni e i partiti, sempre preoccupato di tenere insieme istanze nazionaliste e diritti umani. Il suo discorso � breve ed efficace. Ringrazia una ad una le delegazioni straniere (statunitense, canadese, francese, svizzera, belga, spagnola e italiana). Ci dice che abbiamo contribuito a sollevare il morale della popolazione palestinese, terribilmente basso dopo l'11 settembre. Ora sanno di non essere soli. Ci prega di portare nei nostri paesi la testimonianza di quanto abbiamo vissuto in Palestina e di intervenire con tutti i mezzi presso i nostri governi e l'Unione Europea. Quindi ringrazia i tantissimi volontari palestinesi che hanno lavorato nell'organizzazione delle missioni e ci hanno costantemente accompagnato da una citt� all'altra. Infine lancia l'augurio che il 2002 sia l'anno della liberazione della Palestina. Alle 21,00 siamo fuori dal teatro, pronti per l'incontro con Yasser Arafat. Ci accompagnano in un enorme sala (siamo almeno 500). Dopo pochissimi minuti arriva Arafat, accompagnato da Mustafa Barghouti e da alcuni leaders politici, tra cui Marwan Barghouti. Interviene per primo Mustafa Barghouti, decisamente soddisfatto nel mostrare al Presidente i risultati del suo lavoro. Mustafa chiede al Presidente di far intervenire tre rappresentanti delle delegazioni presenti e Arafat risponde: "puoi far intervenire tutti quelli che vuoi: 3, 10, 20, ...". La parola passa ai tre promotori della campagna a livello europeo: Luisa Morgantini, il belga Pierre Galland e la francese Claude L�ostic. Infine prende il microfono Yasser Arafat. Moltissimi gli applausi, in clima generale di festa che nessuno ha voglia di turbare con note polemiche o altre espressioni di dissenso. Dopo un'ora la "cerimonia" � finita e ci trasferiamo nella piazza principale di Ramallah. Sono le 23,00 ed � gi� abbastanza piena. Un palco attende gli ospiti d'onore (tra cui Marwan Barghouti e Luisa Morgantini) e sui tetti vicini sono pronti i fuochi d'artificio. Vengono distribuite delle candele bianche da accendere alla mezzanotte. Continua ad arrivare gente, molti ragazzi ma anche intere famiglie, genitori giovani con quattro o cinque bambini, coppie pi� anziane a braccetto. Ci dicono che questa festa in piazza � una vera e propria novit� per Ramallah e che da mesi non si vedevano tante persone per strada di notte. A mezzanotte partono i fuochi d'artificio e molti di noi tirano un sospiro di sollievo: non ci sono armi in giro e gli unici "botti" sono quelli di Capodanno.
