"Provate pure a fermare il vento"
per la globalizzazione delle lotte e dei diritti

Alla societ� civile nazionale e internazionale

Ai partecipanti al vertice delle Nazioni Unite di Monterrey

Al Governo della Repubblica Federale Messicana


Dal 18 al 22 di Marzo di quest'anno si terr� a Monterrey, Nuevo L�on, Messico
il vertice delle Nazioni Unite sul Finanziamento allo Sviluppo che vedr� la
partecipazione di numerosi capi di stato ed altre personalit� del mondo
politico, economico e delle ONG.
Rispetto ai contenuti e alle modalit� di questo vertice si � formata un ampia
base di societ� civile Messicana e di altri paesi che si � organizzata per la
contestazione del vertice poich� non condivide n� il metodo n� il merito in
cui
i temi dello sviluppo e della povert� verranno affrontati.
Condividiamo la posizione di questa parte di societ� civile che si propone
piuttosto, nello spirito del Forum Mondiale di Porto Alegre, di ampliare la
partecipazione e la risoluzione dal basso ed attraverso pratiche partecipative
delle tragiche disuguaglianze che opprimono gran parte dell'umanit�.
Constatiamo che dopo le giornate di Genova nel Luglio del 2001 e nelle
successive mobilitazioni sociali, i meccanismi di controllo e repressione nei
confronti del dissenso e della inconformit� delle moltitudini che non
accettano
l'imposizione delle regole del capitalismo neoliberale, sono divenuti sempre
pi� violenti.
Da Genova all'Argentina, fino alle montagne del Chiapas, si viene uccisi
per il
delitto di aver espresso il proprio dissenso contro un ordine economico e
politico che giudichiamo disumano ed ingiusto. La violenza di cui vengono
accusate le vittime � tutta dalla parte dei loro uccisori, pesantemente armati
ed equipaggiati di fronte ad una folla inerme.
Per la "sicurezza" degli invitati al vertice vengono impiegate ingenti
somme di
denaro e si assiste alla ormai consueta e triste farsa della militarizzazione
di citt� intere.
Il vuoto evidente di legittimit� che rischia di inghiottire vertici come
questo
sembra che possa essere colmato dal dispiegamento illimitato di apparati
repressivi. Come se non bastasse lo stato di guerra permanente in cui il
nostro
mondo � precipitato, si vuole irresponsabilmente portare i paesi del
cosiddetto "primo mondo" ad una assurda guerra civile.
Esprimiamo preoccupazione piuttosto per la sicurezza ed i diritti umani di
tutti quegli uomini e donne che si riuniranno pacificamente per esprimere in
forme diverse il loro dissenso.
Chiediamo che siano rispettati integralmente i loro diritti civili ed umani
sebbene, anche ultimamente, diversi rapporti di fonti ufficiali ed
indipendenti
abbiano sottolineato la preoccupante situazione di constante violazione dei
diritti umani che sussiste in Messico.
Chiediamo che le forze di sicurezza che verranno impiegate nelle
manifestazioni
di piazza non vengano dotate di armi da fuoco e che non vengano usate altre
armi ed equipaggiamenti potenzialmente mortali.
Riteniamo responsabile fin da ora il signor Vincente Fox, Presidente della
Repubblica Messicana in qualit� di capo dell'esecutivo e supremo responsabile
delle Forze Armate di qualsiasi violazione o atto di violenza nei confronti di
quanti e quante nei prossimi giorni manifesteranno il proprio dissenso nella
citt� di Monterrey e in tutto il Messico.
Considereremo qualsiasi violazione dei diritti umani come commessa contro
ognuno e ognuna di noi. In Messico come ovunque si conduce una giusta lotta
per
l'umanit� e contro lo sfruttamento della vita.


Ass.Ya Basta

Bologna, Europa, Pianeta Terra, 16 marzo 2002



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