Ciao,
nelle email precedenti trovi scritto quello che intendo con "maniera
inclusiva". Mi piacerebbe trovare una bella formula neutra per il
messaggio di benvenuto, ma non ne trovo una soddisfacente. A mio
personale parere, anche questo (se si riesce...) fa parte di una buona
traduzione, e non bisogna certo arrivare a "storpiare la lingua". In
ogni caso, se se ne trova una, bene, altrimenti che si lasci
"Benvenuto" e si passi pure oltre; ho posto la questione alla mailing
list anche per sciogliere questo mio dubbio, dopotutto.
--
Davide
Il giorno sab 6 gen 2024 alle 23:12:10 +00:00:00, Marco Ciampa
<[email protected]> ha scritto:
On Mon, Nov 06, 2023 at 04:18:12PM +0100, Davide wrote:
Ciao a tutti!
Sottopongo alla vostra revisione la mia traduzione di Kana, una
piccola
applicazione recente per imparare alcuni caratteri del giapponese.
Mi piacerebbe soprattutto un parere su come rivolgersi all'utente.
In
applicazioni come questa (in cui si imparano cose) mi suonerebbe
strano un
linguaggio impersonale o che non si rivolge direttamente all'utente.
Un'altra cosa che mi piacerebbe è formulare il messaggio di
benvenuto in
maniera inclusiva, ma non ho avuto buone idee finora.
Cosa intendi per "maniera inclusiva"? Se intendi la moda attuale di
storpiare le lingue per una supposta pluralità di genere, io
personalmente lascerei perdere(*) e mi concentrerei sul fare un buon
lavoro scorrevole e impersonale.
(*) evito di dilungarmi sul perché per evitare polemiche fuori posto
qui.
--
Amike,
Marco Ciampa
--
principale: http://www.linux.it/tp/
ausiliaria: http://fly.cnuce.cnr.it/gnu/tp/ausiliaria.html
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