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> A quale target vi rivolgete?

Tutto dipende dal committente e dalle sue richieste. Può trattarsi di un
sito web (vetrina) per promuovere, chessò, un ristorante cinese od
un'azienda specializzata in getters ("oggetti" di produzione industriale
siderurgica ma molto raffinati)..
..come può trattarsi di una intranet per un'azienda farmaceutica od un
ufficio pubblico. Il committente decide "cosa" fare ed a "chi" destinar-
lo. Noi possiamo mettere a sua disposizione le nostre competenze in
ambito marketing però..

> Fate delle precedenti ricerche demografiche?

Non molti lo fanno; ed ovviamente perchè si tratta di costi abbastanza
rilevanti. Tuttavia ci si affida a variabili fatte proprie da ricerche pre-
esistenti: nosografia dei disturbi percettologici e/o cognitivi (se il
target lo richiede), analisi di mercato (per centrare il target), ma
soprattutto l'esperienza personale sul campo.

(Tu, che non sei "del ramo" ma sicuramente maneggi cellulari, faresti un
sito WAP, ad esempio, per vendere on-line occhiali da vista..?
Credo di no.)

> Usate solo immagini?

    Non solo!

> Usate anche testo?

    Certamente! Internet è fatto per quello.

> Quanto e perchè?

QB, quanto basta. A seconda del target si può scegliere se dare più
importanza all'effetto visivo oppure a quello testuale. Un sito come
MTV, ad esempio, diretto ai giovani, può essere anche "poco" testuale
(ma non in tutte le sue parti..), mentre uno come Amazon DEVE avere
molto testo (sul quale poter riflettere). Questo relativamente al target.
Poi si potrebbe fare anche una qualche considerazione sulla potenza
della "macchina" su cui il sito andrà ad operare in relazione al numero
di utenti previsti: il testo è molto più facile da veicolare delle immagini.

> Che colori preferite utilizzare?
> In base a cosa li scegliete?

Studi sul colore più precisi dovresti richiederli ad altri psicologi: la
"merce"
da tanto tempo viene proposta abbinata a colori che suscitino una certa
reazione da parte dell'acquirente.
A tutto ciò potresti aggiungere che, in genere, la scelta del colore è
dettata
pure da variabili tecnologiche (sufficiente contrasto foreground/background,
monitor utente, eventuale parte del target affetta da acromatopsia, etc..).
Comunque molto, anzi moltissimo è lasciato al gusto personale (sfortunata-
mente del committente).

> Cosa volete suscitare in chi guarda?

Interesse soddisfatto (per quanto riguarda il sottoscritto almeno..).

> Qual'è il vostro obiettivo primario?

L'obiettivo non è il nostro. Dobbiamo fare nostro quello del committente. Ad
ogni modo tentiamo di valorizzare quest'ultimo attarverso le nostre compe-
tenze.

> Fate dei test di verifica dell'efficacia?

Anche questi, come le variabili demografiche, costituiscono dei costi
aggiunti
che non tutti si possono permettere (o non vogliono farlo) di affrontare.
Molti
tentano di avere continui feed-back da parte dell'utente, attraverso
modulistica
e/o newsletters..Da un po' di tempo cmq si comincia a parlare dei
"fantomatici"
tests d'usabilità in fase di produzione e di post-produzione.

Da quello che posso aver capito ti consiglio di integrare la tua
bibliografia con
alcuni interessanti testi:

[#] "Siti che funzionano" (della Sofia che Posta[i] in questa ML)
        http://www.sitichefunzionano.it (se ricordo bene);
[#] "Human Computer Interaction", Dix, Prentice Hall (credo);
[#] "Secrets of successful web sites", Siegel, Hayden Books;
[#] "Vision Science", Palmer, Bradford (testo per "Psicologia della
       Percezione" alla facoltà di Psicologia di Trieste).


Dacho

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