III^ FORUM SOCIALE EUROPEO (FSE)
LONDRA, 14-17 ottobre 2004

CAMBIARE ROTTA: DALL?ECONOMIA SOCIALE-SOLIDALE LA CONFERMA DELLA NECESSITA? DI 
INNOVARE METODO E CONTENUTI AI PROSSIMI FORUM SOCIALI, ED ALCUNI TEMI DI LAVORO PER IL 
FUTURO

Ctm altromercato ha partecipato a tutti i Forum Sociali svoltisi dal 2001, oltre a 
quello da cui e? nato tutto il percorso (Seattle 1999). Partecipazione che e? stata 
sempre attiva, partecipando sia al gruppo di lavoro italiano sul FSE, che organizzando 
seminari (tra cui il primo sul Fair Trade), e partecipando come relatori a numerosi 
eventi. Alla luce di questa esperienza riteniamo sia venuto il momento di dire che 
alcuni aspetti dei Forum Sociali devono essere assolutamente modificati, e che la 
mancanza di innovazione a vari livelli comporterebbe il tramonto di questa 
straordinaria esperienza. Tale valutazione, da noi gia? espressa dopo il FSM di Mumbai 
(gennaio 2004), ci e? stata confermata dalla partecipazione al FSE di Londra. 
Continuiamo a ritenere che valga la pena di partecipare a questo processo, che ha 
certamente ampliato la visibilita? della critica all?attuale processo di 
globalizzazione, ai temi connessi al commercio equo e solidale, e di costruire reti 
tra org!
anizzazioni del Fair Trade e ? fatto assolutamente strategico per il futuro ? tra 
queste e le organizzazioni dell?economia sociale-solidale (in particolare cooperazione 
sociale e finanza etica). Questo report intende presentare, oltre che una sintetica 
valutazione del FSE di Londra, anche riflessioni e proposte che crediamo rispecchino 
quanto emerso in ambito di economia sociale-solidale, che riteniamo utili per 
mantenere i nostri temi parte della famiglia dei Forum (obiettivo cui abbiamo puntato 
dall?inizio, oggi acquisito), e che crediamo interessino il mondo italiano delle 
Botteghe del Mondo.

Qui a Londra rispetto al FSE abbiamo vissuto due sensazioni ben differenti:
a)      i Forum rimangono una straordinaria occasione di incontro tra persone ed 
organizzazioni, di esposizione di tematiche, e di studio (sono sempre molti i giovani 
che partecipano con attenzione), in grado di alimentare la partecipazione a tematiche 
che sono normalmente oscurate da mass media, politica tradizionale, sistema educativo;
b)      i Forum, anche questo di Londra, propongono una  ripetivita? di temi (e di 
relatori) insostenibile, ed una inconcludenza oramai insopportabile; cio? non dipende 
(solo) dagli organizzatori, ma dal metodo: la sommatoria di argomenti e relatori che 
non si sono mai visti prima produce, in particolare nelle plenarie e nei seminari, 
esattamente questo: l?impossibilita? di approfondire e di dare continuita? alla 
mobilitazione.

A questi aspetti di fondo il FSE ha aggiunto alcune sue specificita?, positive e 
negative. A nostro avviso quelle positive sono :
·       una partecipazione di persone molto superiore alle aspettative (molto numerosi 
anche gli italiani, oltre mille), il che comunque ribadisce nonostante tutto la 
capacita? di attrazione dei Forum;
·       la conferma che nei workshop si situa (oltre che la potenziale confusione 
derivante dalle decine di iniziative contemporanee) la parte migliore dei Forum: 
approfondimento, possibilita? di rapporto diretto con i promotori, promozione di reti 
e iniziative ;
·       gli incontri tra le organizzaizoni di Fair Trdae e economia sociale-solidale, 
che confermano un percorso ed obiettivi comuni, premessa per approfondire il lavoro 
assieme nel futuro (a questo aspetto corrisponde pero? la constatazione che ? 
nonostante gli inviti espliciti fatti anche da noi ? siamo sempre gli stessi: italiani 
? oltre a Ctm altromercato Roba dell?Altro Mondo e Assobdm - Francesi, Spagnoli) ;
·       l?aumento della presenza sindacale: tendenza gia? in atto, che ha trovato 
forte spinta a Londra. Il coinvolgimento dei sindacati, all?inizio assenti o 
diffidenti, era uno tra gli obiettivi principali dei Forum (ci auguriamo non si 
traduca in un condizionamento esagerato sulle tematiche dei Forum).

Gli aspetti negative riguardano aspetti piu? strategici:
1)      un restringimento netto dell?eterogeneita? culturale e politica delle 
organizzazioni presenti: il Forum rischia davvero di ritrovarsi circoscritto alla 
sinistra radicale. Qui a Londra, a nostro avviso anche causa la tipologia delle 
principali organizzazioni inglesi coinvolte nell?organizzaizone, questa deriva - 
settaria e assolutamente negativa - che tradisce lo spirito originario dei Forum e lo 
allontana da uno degli principali obiettivi, ha fatto un ulteriore passo verso una 
rappresentazione del Forum attraverso quasi unicamente le ?bandiere rosse?, il che 
appare francamente insostenibile;
2)      un processo di coinvolgimento delle organizzazioni di base, durante il 
percorso dei Forum, sempre piu? dipendente da una « cupola » di organizzazioni e 
persone (il che contribuisce al problema del punto precedente), e la visibile mancanza 
di tante grandi organizzazioni inglesi (cooperazione internazionale, diritti umani, 
ambiente?);
3)      la scarsa presenza dei temi dell?economia sociale-solidale, e la mancanza 
assoluta di riferimento al consumo critico-stili di vita; su questi temi il FSE di 
Londra ha segnato un passo indietro rispetto a quelli Firenze e Parigi, segnalando le 
difficolta? di intreccio tra parte piu? « politica » dei Forum (nettamente dominante) 
e parte piu? « sociale » (e l?assenza di organizzazioni inglesi di economia 
sociale-solidale/Fair Trade nel comitato organizzatore inglese, differentemente da 
quanto avvenuto in Italia e in Francia, ha contribuito a questo esito).

Come tenere assieme gli aspetti positivi e negativi dei Forum Sociali (all?interno dei 
quali, nonostante le differenti modalita?, le nostre tematiche sono centrali) 
migliorandone percorso e contenuto, senza rinunciare agli aspetti positivi o 
rassegnarsi al suo declino? A nostro avviso, ed in base anche ai confronti cui abbiamo 
partecipato, gli ambiti cui occorre intervenire sono (in estrema sintesi) i seguenti :
-       effettuare i Forum ogni 2 anni (l?attuale tempistica e? insostenibile, ogni 
energia viene assorbita dagli aspetti organizzativi) ; e? gia? stato deciso e questo 
e? un aspetto molto positivo : dopo il prossimo FSM a Porto Alegre (gennaio 2005), il 
seguente sara? in Africa nel 2007 , mentre quello europeo sara? nel maggio 2006) ;
-       restringere i temi, diminuire nettamente plenarie e seminari, vincolare le 
iniziative non-workshop ad essere presentate da reti di organizzazioni gia? costituite;
-       finalizzare i Forum a campagne internazionali su temi aggreganti, di medio 
periodo, concreti (ovviamente per noi uno di questi « esiti » dei Forum dovrebbe 
essere ? oltre che la pace ? il consumo critico);
-       vincolare il percorso verso i Forum al coinvolgimento di aree e organizzazioni 
poco rappresentante, esplicitare l?equivalenza delle organizzazioni, evitare il 
ripetersi di relatori sempre presenti (noi compresi).

Come Ctm altromercato abbiamo dedicato la nostra attenzione agli eventi del Forum 
connessi all?economia sociale ed al commercio internazionale; le iniziative da noi 
copromosse (2 workshop, 1 seminario) sono gia state divulgate (ci hanno chiesto anche 
di fare una relazione alla conferenza plenaria sul tema ?Lavorare insieme per 
combattere l?iniquita? e costruire alternative economiche e sociali?).

IL NOSTRO IMPEGNO FUTURO :
Torniamo da Londra con l?impegno ? oltre a continuare seguire le dinamiche dei Forum 
Sociali: certamente parteciperemo a Porto Alegre nel 2005 - a coinvolgere nel 2005 Ctm 
altromercato, assieme ad altre organizzazioni italiane, in alcune iniziative, aventi 
come oggetto il commercio internazionale, che ci sembrano particolarmente interessanti 
per le nostre tematiche, che avranno un forte livello internazionale, e che potranno 
coinvolgere direttamente le Botteghe del Mondo. Parliamo di:

a)      GLOBAL WEEK ON ACTION, la gia? annunciate campagna di mobilitazione (10-16 
aprile 2005)  contro le attuali regole del commercio internazionale e il ruolo del WTO;
b)      STOP agli ECONOMIC PARTNERSHIP AGREEMENT (EPAs), gli ?accordi di libero 
scambio? tra l?Unione Europea e i paesi poveri di Africa, Caraibi e Pacifico 
attualmente in discussione (rispetto ai quali renderemo disponibili prossimamente, 
gia? dalla nostra Assemblea di novembre, alcuni materiali informativi).

Scriviamo prima della manifestazione di oggi pomeriggio, che include tra i suoi temi 
anche l?opposizione alla guerra in Iraq: ci auguriamo che sia grande, bella, pacifica.

Per Ctm altromercato al Forum Sociale Europeo di Londra
Giorgio Dal Fiume
17 ottobre 2004



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