{ Fonte: Da Greenplanet e Nigrizia
   http://www.greenplanet.net/Articolo5127.html }

ETICA COMUNE

Il Comune di Firenze ha approvato una mozione che lo obbliga a definire un
 regolamento per garantire che l'amministrazione non intrattenga rapporti
 economici con le  "banche armate"


Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato - il 20 settembre 2004 - una
 mozione sulla finanza etica con il voto unitario del centrosinistra e della
 sinistra alternativa, due mesi dopo il putiferio scatenato da un'operazione
 di 75 milioni di euro, conclusa dalla nuova giunta con la Banca nazionale
 del lavoro (Bnl), tra le capolista nell'elenco degli istituti implicati nel
 commercio di armi (relazione 2003). La mozione impegna l'amministrazione
 alla stesura di un regolamento che determini in modo chiaro i parametri di
 valutazione di "eticit�" degli istituti. Al Comune si chiede, in
 particolare, di non intrattenere rapporti economici con banche inserite
 nella relazione annuale della Presidenza del Consiglio dei ministri, perch�
 attive nel favorire esportazione, importazione e transito di materiale
 bellico e armamenti.

In una prima mozione - "Per scegliere i propri partner bancari secondo
 criteri etici" -, approvata il 21 gennaio 2002, si invitava inoltre
 all'amministrazione "a chiedere alle banche-partner che nei progetti di
 cooperazione internazionale da finanziare sia considerato l'elemento
 dell'impatto ambientale del progetto stesso". Questa seconda mozione
 riprende la prima e rilancia, chiedendo al Comune di "predisporre un
 Regolamento per la selezione delle banche con le quali avere rapporti
 finanziari in base a principi etici, in particolare istituendo un sistema di
 punteggi". Oltre ai due punti gi� citati si chiede anche che
 l'amministrazione "consideri come elementi negativi le condanne inflitte
 agli istituti per posizione dominante o per pubblicit� ingannevole, oppure
 inflitte per violazione dello statuto dei lavoratori e/o delle norme
 anti-riciclaggio; si preferisca rapporti con imprese bancarie che mostrino
 condizioni particolarmente favorevoli di credito nei confronti delle piccole
 e medie imprese, dei soggetti no-profit, dei paesi del Sud del mondo; si
 preferisca rapporti con imprese bancarie le cui fondazioni di riferimento
 finanzino associazioni: onlus, cooperative sociali e altri soggetti
 no-profit su scala locale; si preferisca rapporti con imprese bancarie le
 cui fondazioni di riferimento finanzino iniziative di finanza etica e di
 salvaguardia ambientale; si  preferisca rapporti con istituti di credito che
 praticano condizioni di favore per l'erogazione di credito ai giovani ed ai
 lavoratori precari". Una volta completato, il regolamento sar� discusso
 dalla Commissione affari istituzionali.

Da non sottovalutare che il Comune di Firenze rappresenta un'importante forza
 economica nell'area toscana, con conseguenti enormi interessi derivanti dal
 controllo diretto di una tale massa di denaro (quasi 1.000 miliardi di
 bilancio nel 2001, circa il doppio considerando le partecipate). Quali
 saranno quindi le reazioni dei grandi istituti all'applicazione del
 regolamento sulla finanza etica? �Non credo sia possibile escludere a priori
 un istituto "non etico" da una gara - spiega il consigliere Ds Gregorio
 Malavolti, tra i promotori delle mozioni - certo � che, applicando una
 graduatoria a punti che tenga conto del livello etico di un istituto, anche
 le cosiddette "banche armate" saranno incoraggiate a modificare i propri
 investimenti. Gi� nel 2002, in seguito alla prima mozione, la Cassa di
 risparmio di Firenze, concessionaria per la tesoreria del Comune, annunci�
 l'intenzione di uscire dal settore di finanziamento di armamenti�. Da cinque
 anni Nigrizia, con Mosaico di Pace, Missione Oggi e Chiama l'Africa,
 sostengono e promuovono la Campagna contro le cosiddette "banche armate".
 Una Campagna che punta in primo luogo a sensibilizzare ogni singolo
 cittadino sull'utilizzo del denaro depositato, auspicando da sempre un ruolo
 pi� forte delle istituzioni nel contribuire a promuovere reali politiche di
 pace.


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