Come soci di Banca Etica e di Libera, copromotori di questo appello,
assieme a tante altre organizzazioni e personalità italiane,
ne diamo diffusione, con l'intento di richiamare l'attenzione non solo sulla
quantità, ma anche sulla "qualità" e le prospettive dell'aiuto che occorre
fornire alle popolazioni/paesi colpiti.
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APPELLO: EMERGENZA AIUTI MAREMOTO ASIA ? 6/1/2005
UN AIUTO VERO
Noi, rappresentanti di associazioni, organizzazioni non governative, di reti
sociali, del commercio equo, della finanza etica, organizzazioni dei
lavoratori, persone impegnate nel rispetto dei diritti umani, della pace e
della solidarietà internazionale e nei movimenti. Chiediamo a tutta la società
civile, organizzata e non, di impegnarsi in un unico grande sforzo perché
questa tragedia non lasci il mondo come prima, perché i riflettori non si
spengano con l'ultimo rimpatrio, ma si impari anche dalla tragedia che nessun
muro reale o simbolico può separare i destini dei privilegiati da quelli dei
dannati della terra in un mondo globalizzato. Certi che un reale supporto non
può essere dettato da interessi politici né spinto da ragioni di una
solidarietà sottomessa a diktat governativi, e convinti che gli aiuti non
possano esservi unicamente nella pur drammatica emergenza ma che sia necessario
un piano di lungo respiro, proponiamo:
1) che gli aiuti economici siano organizzati fuori dalle logiche delle«grandi
coalizioni» governative secondo l'attuale disegno degli Stati uniti: vi è la
necessità di ridare ruolo alle Nazioni unite, che senza questo compito
fondamentale risulterebbero ulteriormente indebolite;
2) una campagna internazionale dell'intero movimento altermondialista per la
cancellazione immediata del debito dei paesi colpiti;
3) che si conduca una analisi dei danni ambientali immediati e futuri prodotti
dal maremoto e si avvii la ricostruzione attraverso il sostegno alla società
civile locale, alle associazioni di cittadini, lavoratori e contadini che già
si stanno organizzando per il loro stesso futuro;
4) un aiuto immediato alle centinaia di migliaia di bambini per i quali si
prospetta una catastrofe generazionale senza precedenti;
5) un adeguato supporto sanitario, per fare fronte alla fase di emergenza
epidemiologica che si sta aprendo;
6) un monitoraggio, in accordo con le organizzazioni indipendenti locali, sulla
distribuzione degli aiuti, perché nessuna comunità ne rimanga esclusa;
7) il lancio di una campagna di sottoscrizione indipendente a sostegno delle
organizzazioni impegnate in favore delle vittime, fuori dalla logica delle
«collette di stato», che camuffano gli indecorosi tagli alle attività di
cooperazione internazionale;
8) il diritto alla libera circolazione per i migranti, con l'applicazione
immediata dell'articolo 20 della Bossi-Fini, ossia la «protezione temporanea»
per chi proviene da zone di conflitto o di calamità naturali.
Raffaele K. Salinari (Terre des hommes), Luigi Ciotti (Gruppo Abele e Libera),
Paolo Cacciari (assessore ambiente e pace, Venezia), Riccardo Petrella
(Università del bene comune), Paolo Beni (presidente Arci), Tonio Dell'Olio
(Pax Christi), Alessia Montuori (Senza confine), Fabio Salviato (presidente
Banca etica), Caterina Imbastari (Terranuova), Lia Bandera (Cric), Chiara
Guerzoni (Azione aiuto), Gianfranco Bettin (prosindaco Venezia Mestre), Alberto
Magnaghi (presidente Rete Nuovo Municipio), Alessandra Mecozzi (Ufficio
internazionale Fiom), Mani Tese, Titti Di Salvo (Ufficio internazionale Cgil),
Paolo Nerozzi (segretario confederale Cgil), Lisa Clark (Beati i costruttori di
pace), Ctm altromercato, Grazia Naletto (Lunaria), Fabio Alberti (presidente Un
ponte per), Giulio Marcon (Sbilanciamoci), Ersilia Romano (Save the children),
Gaetano Benedetto (Wwf Italia), Antonio Tricarico (Campagna riforma Banca
mondiale)
Per aderire: [EMAIL PROTECTED]