Giriamo volentieri a tutti  questa lettera di Davide Bertelli dallo Sri Lanka
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Ciao a tutti, oggi finalmente ho trovato un po' di tempo per scrivervi; si, 
avete capito, oggi voglio scrivere proprio a voi amici dell'equo e solidale (il 
commercio per un momento lo metto in secondo piano..).
Se sono qui in Sri Lanka, è proprio grazie a voi e a quelli che hanno 
incominciato prima di me e che come me credono tanto in questo strumento. Non 
cambierà tanto velocemente il mondo, ma se foste qui accanto a me capireste 
quanto sia importante per questa gente che pensa di non valere niente, 
accettare una proposta di lavoro invece di elemosine.
Sono partito di corsa, senza troppo pensare, ho messo insieme tre amici (Don 
Federico capp.di Formigine, G.Piero Cacciolatti e Luigi Ottani di Rock no war) 
e un po' di soldi (45.000 euro...grazie) e via. Il mio pensiero era rivolto al 
gruppo di mamme (Aralija) che all'interno della una scuola in cui lavoravano, 
credevano nel futuro, in uno stipendio e un po' di sicurezza...,
Per tre giorni dopo la catastrofe, a Formigine (Mo) abbiamo  vissuto ore di 
angoscia vedendo quelle immagini di distruzione e potenza.
Se foste qui capireste molto di più il livello di distruzione; le linee 
telefoniche inesistenti, mail scritte ma non risposte, cellulari spenti? poi 
nel silenzio una telefonata, Amal, la nostra guida locale ai progetti del 
commercio equo che ci racconta di un mare ritirato 50 metri per venti minuti, 
di acqua che corre, che sale, che fa' scappare tutti, vetri rotti, gente che 
urla con bambini in braccio. Difficile da capire. Siamo a nord di Colombo, la 
zona meno colpita?e alcune ondate hanno  distruggono le case dei più poveri, i 
pescatori, le loro barche impazzite si infilano qua e la,  (si parla di 42000 
barche perse o distrutte). Nessuno capisce, il mare era un "Padre" per questa 
gente, ora e' il peggior nemico...anche il mercato del pesce e' crollato a 
Colombo, la gente non ne mangia più sapendo che tante persone sono sparite in 
esso...
Si parte, e' il 9 di gennaio, mi sembra lo stesso viaggio di novembre dove, con 
alcuni amici della bottega di S.Marino (che saluto..) eravamo venuti per vedere 
alcuni progetti e alberghetti che Amal aveva scelto per il nostro turismo 
solidale (alcuni veramente distrutti..).Stavolta però l'animo e' diverso. Provo 
 durante il volo di 10 ore a pensare le parole, l'atteggiamento?..lascio 
perdere e guardo fuori dal finestrino e commento le nuvole. Al nostro arrivo 
Amal ci accoglie con il suo solito sorriso.
"questa volta e' stata grossa Davide" mi dice in inglese "il sogno era bello ma 
dobbiamo metterlo da parte" .
Deciso gli rispondo subito "no Amal, non vedi che già oggi oltre a me hai altri 
3 clienti, si deve continuare anche se il futuro fa' paura"..(si parla in 
Italia di epidemie, colera,malaria..) mi guarda e mi dice "sei matto! Almeno 
quello no". Forse ha ragione..
Di corsa andiamo verso la scuola delle suore Figlie della Provvidenza per 
bambini sordo-muti da dove e' nata l'idea del progetto Aralija. Tutto mi 
aspettavo ma non di trovarle tutte le mamme al lavoro,.
"paura si e tanta? mi dicono, ?ma sarebbe peggio avere perso tutto, anche il 
futuro.?
Le ringrazio e spiego loro il motivo della nostra visita , mi commuovo.. e 
faccio commuovere tutti (non è una gran bella figura per il capo.. come mi 
considerano loro) sono contento che siano tutte qui, ci sono tutte, qualcuna ha 
la casa rotta, tanti pezzi mancanti,ma sono qui!, peggio e' andata per 35000 
persone morte e alle 15000 scomparse tra le onde del mare alte anche 15 metri, 
che per km hanno cancellato storie, lavoro, case, affetti e bambini, tanti 
bambini.
Il loro commento e' stato un grazie, perché mentre in questo periodo tutti 
andavano via noi siamo arrivati e non speravano certo di rivedermi così presto 
visto che ero stato lì poche settimane prima. Ci allontaniamo verso l'albergo; 
qui a Negombo hanno già sistemato tutto per i turisti?. tutte le luci sono 
accese sulle spiagge, la paura e' ancora tanta, i bambini poi non ci vogliono 
più venire a giocare.
Come cambiano i paradisi!
Dal giorno dopo vi devo dire la verità, in tutti i posti dove siamo stati, 
abbiamo trovato l'immaginabile, pezzi di città sparite, vestiti appesi ad 
alberi fino a 5 metri, bambole e giochi senza il loro padroncino, tanto dolore 
ma ecco la meraviglia di questo popolo, tanta dignità e sorrisi, tanti sorrisi, 
sì, per noi stranieri che diciamo essergli vicini, uno, due, mille, 4500 tanti 
come sono le foto di Luigi nostro reporter, questo ci spinge non a nasconderci 
come presenza, ma a fare quello che possiamo. Momento davvero toccante nella 
città di Hambantota ,quando durante la nostra visita ad una fossa comune con 
3500 persone sepolte, dietro ad una moschea, e solo una con 850 bambini, mi 
volto per farmi un segno di croce (qui sono tutti mussulmani..) qualcuno mi 
vede, si avvicina e mi dice a mezza voce "Thank you?."
Sono questi momenti importanti che ci devono unire e non dividere, e' qui che 
dobbiamo trovare il coraggio di continuare e allora grazie equo e solidale 
perchè di idee me ne hai date tante.
A Hiccadua (zona sud) aiutiamo a ricomperare macchine per la lavorazione della 
fibra di  cocco (corde colorate che tanti di voi hanno visto e che purtroppo 
con lo tzunami abbiamo perso insieme a 58 persone che le lavoravano..) e che 
verranno utilizzate direttamente nel campo sfollati per non lasciare questa 
gente senza lavoro per troppo tempo, in collaborazione con Syhat Fondation 
(IFAT).
A Tangalle, con Gospel House siamo intervenuti per fondare una cooperativa di 
pescatori per assemblaggio di piccole barche e di lavorazione di mattoni per 
ricostruire case.
A Mannar (nel nord) con un sacerdote Salesiano, per iniziare a lavorare con un 
gruppo di donne tamil, (un mio sogno),che lavoreranno le foglie di palma di 
cocco per farne coccarde da usare nei nostri regali di Natale..., sorrisi anche 
se 20 anni di conflitti armati (e in questa zona se ne vedono i segni..), hanno 
creato insicurezze e paure.
E' gente semplice, povera, ma con tanta voglia di rifarsi e lavorare.. tante 
ragazze imparano ad usare la macchina da cucire ma poi non c'e' lavoro, e 
allora con Selyn ho gia pensato come occuparle.. qui siamo persi dal resto del 
paese, ore di macchina con tante caserme,risaie e cartelli "mine"..
Con tutti poi(Sjat.F, Podie, Selyn, Gospel H., Sarvojeda e Aralija..) ho 
parlato del nostro turismo "solidale" non solo il bello ma anche il buono dello 
Sri Lanka, con la possibilità di poter vedere i loro prodotti direttamente in 
loco prima della confezione.. voi direte bel momento di parlare del turismo, ma 
vi dico di si.. questa gente ha paura del  secondo "tzunami" cioè la paura  di 
tornare indietro, perché dopo 20 anni di guerra, in questi ultimi tre anni 
c'era un po' di ripresa e ora???...
Non abbandoniamo questa gente, qui ora non c'e' nessun allarme sanitario, ci 
chiedono loro di tornare; il turista "solidale" e' il benvenuto...Può sembrare 
pubblicità questa,e vi chiedo scusa, ma sono io ad essere qui e quello che ho 
fatto e quello che ho vissuto l?ho fatto per questa gente, perché voglio che si 
riprenda; voglio bene a questa gente perchè e' semplice, tanto semplice che il 
governo attuale sta' gia' studiando il modo di per "rubare" i soldi arrivati..
In tutta questa confusione pensavo proprio di accantonare il progetto nuova 
scuola per bimbi sordo -muti, poi le lunghe processioni di mamme con i bimbi 
per mano quasi a elemosinare un posto nella piccola scuola esistente e il no 
sofferto delle suore a causa del  sovra-numero, il loro triste allontanarsi mi 
ha  fatto cambiare rotta...in queste famiglie lo Tzunami e' sempre stato 
presente , mariti ubriachi, povertà, violenze subite in casa e poi cosa più 
agghiacciante il fiorente "turismo sessuale" ( di bastardi e vigliacchi,.. 
ecc....molto ecc...) che mescolato alle condizioni di vita di queste famiglie 
diventa alle volte strada obbligatoria.
Guardando il disegno del progetto la cifra mi sembra alta, ma guardando il viso 
di questi bimbi  la stessa cifra torna bassa; mi impegnerò, ci impegneremo..
Ho scritto troppo, non e' da me e mi sa che non scriverò più.
Solo un'ultima  cosa, oggi sono uscito  e per strada una signora e suo marito 
poverissimi erano intenti a farsi da mangiare vicino ad un canale all'aperto, 
la loro faccia non era da tzunami, mi avvicino e chiedo "la casa"?" mai avuta" 
mi rispondono, mangiamo qui e dormiamo sotto il portico della chiesa.
Mi chiedo cosa devono augurarsi certi poveri o paesi poveri per vedersi 
arrivare tutto questo ben di"DIO". Spontaneamente gli chiedo "se vi aiuto a 
trovare una casa la signora viene a lavorare nel nostro gruppo"??? La risposta 
è stata, ovviamente, ? si?...
Ti chiedo scusa coop. Vagamondi se ti metto in difficoltà il bilancio ma da lì 
questi occhi non li vedete e poi sono sicuro che il commercio equo e 
solidale(ed è  qui che torna al suo posto il commercio..) può davvero 
sostenerci.
ah... le donne del gruppo Aralija mi chiedono di poter aggiungere la parola 
speranza vicino a fiori , e' bello che lo chiedano loro, ed insieme decidiamo 
sul nuovo nome "ARALIJA IL FIORE DELLA SPERANZA IN SRILANKA",e se a qualcuno 
venisse voglia di applaudire, "no grazie", giocatevi un po' di soldi e venite a 
vedere, perché il bene e' bello ma il bene fatto bene e' meglio...
GRAZIE ancora anche perchè questo e' lavoro di tanti, .. tanti che 
sognano...Davide


{Fonte: Coop. Soc. LiberoMondo}

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