Abusi fratricidi

Per Hrw, dopo Abu Ghraib, gli abusi non sono terminati. Adesso li
compiono gli stessi iracheni


�Il governo iracheno ad interim non ha mantenuto la promessa di
rispettare i diritti umani fondamentali del proprio popolo�. Sarah
Leah Whitson, direttore esecutivo di Human Rights Watch,
l�organizzazione che si batte per la tutela dei diritti umani, ha
introdotto cos� un rapporto presentato luned� 24 gennaio 2005 a New
York che accusa direttamente il governo Allawi di gravi abusi contro i
suoi stessi cittadini.

Il rapporto. Il documento di Hrw sottolinea in particolare, nelle sue
94 pagine, le responsabilit� delle forze di sicurezza irachene.
Secondo l�associazione gli agenti abusano sistematicamente dei
prigionieri. Le accuse che Hrw muove al governo sono tante e gravi:
arresti illegittimi, torture, isolamento prolungato oltre misura e
detenzioni infinite per i prigionieri. Molti dei quali minorenni. A
tutti � comunque negato per giorni l�accesso al cibo e all�acqua e i
detenuti vengono ammassati in celle piccole e sovraffollate. Molto
comune l�utilizzo di elettrodi applicati ai genitali e ai lobi dei
prigionieri durante gli interrogatori. L�aspetto pi� inquietante � che
Hrw sottolinea come, secondo loro, questi non rappresenterebbero dei
casi limite, ma la assoluta normalit�. La Whitson ha definito queste
pratiche �routine�. L�organizzazione ha intervistato, a partire dal
2003, 90 detenuti iracheni e ha accertato abusi su 72 di loro. �Ci
rendiamo conto che le forze dell�ordine irachene sono sottoposte a una
grande pressione, essendo obiettivo privilegiato dei ribelli�, dice la
Whitson, �ma nulla pu� giustificare un simile comportamento da parte
di un corpo di polizia ufficiale�.

Le responsabilit�. Alle domande dei giornalisti presenti alla
conferenza stampa che chiedevano se gli iracheni sono da considerarsi
gli unici responsabili degli abusi sui prigionieri, la Whitson ha
risposto che �in nome della necessit� di stabilizzare l�Iraq a tutti i
costi, le autorit� e gli osservatori stranieri presenti nel Paese si
astengono dal controllare come dovrebbero il rispetto dei diritti
umani nelle carceri irachene. Al popolo iracheno � stato promesso un
futuro migliore dopo la caduta di Saddam, ma si continuano a
perpetrare gli stessi abusi del periodo precedente. Noi condanniamo
apertamente le violenze della guerriglia in Iraq, ma nessuno e per
nessuno motivo � autorizzato a calpestare i diritti umani degli
altri�. Molti detenuti hanno subito danni permanenti dalle torture
subite e Hrw chiede al governo iracheno di assumersi la responsabilit�
del futuro di queste persone e chiede che sia garantita il pi� presto
possibile l�assistenza legale ai detenuti.
Conto alla rovescia. I fautori delle elezioni a tutti i costi
avrebbero volentieri fatto a meno di questa tegola, ma le operazioni
per la preparazione del regolare svolgimento delle elezioni previste
per domenica 30 gennaio 2005 continuano a ritmi serrati. �E� un voto
prematuro, perch� non dar� a tutti gli iracheni la possibilit� di
scegliere�, commentava ieri Ayad al-Samaray, il responsabile
dell�ufficio politico del Partito Islamico, �i sunniti boicotteranno
il voto e non ci saranno ripensamenti in questo senso�. La diplomazia
non � riuscita nell�intento d�isolare la guerriglia coinvolgendo nelle
elezioni i sunniti. Nei giorni scorsi il terrorista giordano
prometteva 4 autobombe per seggio e cecchini contro gli elettori per
il giorno del voto e la polizia irachena � sempre pi� sotto pressione
perch� sa di essere il bersaglio pi� facile, visto e considerato che
in pattuglia per strada ci vanno loro mentre i militari stranieri
centellinano le uscite per ridurre al minimo le perdite. Di tutta
questa frustrazione, secondo Hrw, i poliziotti iracheni fanno pagare
il conto ai loro stessi fratelli.
Anche se sono solo dei bambini.

Fonte: PeaceReporter

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